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L’Irak fa paura, Borse sotto tensione

Le tensioni in Medio Oriente preoccupano i mercati finanziari: male Wall Street e Tokyo, l’Europa inizia con il piede sbagliato – Cannata (Tesoro): “Spread ancora giù, tassi su” – Deboli in Borsa le banche, Mps sulle montagne russe – Goldman promuove A2A, migliora il target di Enel – Teelcom pronta alla guerra con Agcom – Mediaset-Sky: continua il derby

L’Irak fa paura, Borse sotto tensione

L’IRAK FA PAURA, ARRE TRANO TOKYO E WALL STREET
SOFFRONO LE BANCHE,PIAZZA AFFARI MAGLIA NERA

In Irak si combatte per il controllo della raffineria più importante. Gli Usa, riferisce The Wall Street Journal, per la pima volta dopoorevoli in arrivo dalle economie. 40 anni hanno autorizzato l’esportazione di greggio dal suolo americano nel tentativo di frenare le tensioni sui prezzi (107,6 dollari al barile



La geopolitica irrompe così nelle Borse, facendo passare in secondo piano i buoni dati economici e la ripresa dlla Cina.

Arretrano i listini asiatici, compresa Tolkyo – 0,51%, indifferente agli annunci del premier Shinzo Abe che ieri ha lanciato la “terza freccia” di stimolo all’economia.

Chiude in ribasso Wall Street: S&P, dopo aver stabilito un nuovo record a metà giornata, perde lo 0,64%, , Dow Jones -0,7%, Nasdaq -0,42%. In lieve rialzo Hong Kong +0,10%.

Dall’economia arrivano nuovi segnali confortanti: l’indice di fiducia dei consumatori di giugno si è attestato a 85,2 punti (consenso 83,5 punti); le vendite di nuove case a maggio sono invece state pari a 504 mila unità (consenso: 440 mila unità), l’indice S&P/Case-Shiller dei prezzi delle case nelle 20 maggiori città ad aprile è salito dell’1,1% su base mensile e del 10,8% su base annuale.

Tre governatori della Fed (William Dudley, Charles Plosser e John William) hanno ripetuto ieri in coro che non è in vista alcun cambiamento della politica della banca centrale. Wiliams, “colomba” di San Francisco, ha sosteuto che ci vorranno alemno due anni perché la situazione torni “normale”.

L’ondata di vendite ha solo sfiorato ieri i mercati europei. La Borsa di Londra ha chiuso in parità, Parigi +0,1%, Francoforte +0,2%

Solo Piazza Affari ha chiuso in terreno negativo: a Milano l’indice FtseMib è sceso dello 0,2%.

CANNATA: SPREAD ANCORA GIU’, TASSI SU

Lo spread di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi si ridurrà ancora anche se il livello assoluto dei tassi nominali potrebbe salire di pari passo col miglioramento dell’economia, causando un aumento del costo del debito italiano.

A dirlo è stata Maria Cannata, responsabile del dipartimento del debito pubblico del Tesoro italiano. Intervenendo a Londra la Cannata ha sottolineato che verranno compiuti ulteriori sforzi per allungare la vita media del debito pubblico del paese. In particolare, ha aggiunto, il Tesoro continuerà ad effettuare anche nel 2015 operazioni di concambio di titoli di Stato, anche se in numero probabilmente inferiore rispetto a quello di quest’anno. Dall’inizio del 2014 il Tesoro italiano ha già condotto tre operazioni di concambio di titoli di Stato.

I paesi periferici dell’Europa, ha concluso Maria Cannata, stanno ancora lottando con i rating sui crediti relativamente bassi e auspicano di vedere presto un ritorno al rating “A””Molti investitori stranieri stanno tornando in maniera convinta – ha detto – ma per i più conservatori, che si affidano molto ai rating, essere nella categoria BBB+ non aiuta”.

Intanto stamane prendono il via le aste di fine mese, protagonisti il CTz, offerto per 2,5 miliardi di euro massimi, e il BTp-i decennale fino a un ulteriore miliardo di euro. Secondo le previsioni il CTz dovrebbe confermare i livelli toccati dopo il meeting della Bce. Non e’ esclusa una puntata sotto il livello del precedente minimo storico dello 0,707% segnato lo scorso marzo. Sul versante della domanda la scadenza di 14,5 miliardi di BTp prevista per il prossimo luglio dovrebbe creare un ambiente favorevole al buon successo dell’operazione.

PIOGGIA DI VENDITE SULLE BANCHE, FRANA MPS

Continua la debolezza del settore bancario, accentuata dalle prossime scadenze di fine trimestre. L’indice di settore arretra dell’1,8% contro lo 0,85% dello stoxx europeo.

Pesante la perdita di Unicredit ,scesa del 2,4%. L’amministratore delegato della banca ha venduto 32.200 azioni della banca per un controvalore di oltre 211 mila euro.

Intesa -1,8%.

Banco Popolare è scesa del 2,3% dopo il -2,8% di ieri. Si è tenuto ieri un cda del gruppo per decidere circa un eventuale posticipo di Release , la bad bank del gruppo, che finora ha raccolto offerte ritenute insoddisfacenti.

Ben più rilevante la frana di MontePaschi -13,5% a quota 1,87 euro nel secondo giorno di esercizio dei diritti per l’aumento di capitale da 5 miliardi. “Dopo la chiusura della contrattazione dei diritti iltitolo sta ripiegando verso 1,5-1,6 euro, dove si trovava prima dell’avvio dell’aumento”, sottolinea Vincenzo Longo, market strategist di IG.

Intanto T.Rowe Price Associates, società di investimento con base negli Stati Uniti, ha annunciato di detenere il 2,1% dell’istituto. T.Rowe Price Associates gestisce asset per 711,4 miliardi di dollari.

Tra le altre banche impegnate negli aumenti di capitale Bper, in controtendenza, sale dello 0,7% (diritti +0,25%). Carige perde il 3,7% e i diritti cedono il 7,5%.

GOLDMAN PROMUOVE A2A. MIGLIORA IL TARGET DI ENEL

Goldman Sachs ha ritoccato ieri le stime di eps e di ebitda e i prezzi obiettivo delle utilities europee per riflettere un multiplo del settore più alto della media (15 volte contro 13,5 volte) e l’aggiornamento del premi sul rischio Paese.

Tra i Big migliora il voto per Edf, Verbund ed Enel (target rivito da 3l.60 a 4,05 ma ancora sell). salita dello 0,84%.

In evidenza anche la pagella in di A2A+1,32% passata da sell a neutral. Gli analisti hanno ribaltato il precedente giudizio (aprile 2013) che non ha portto bene agli investitori: da allora l’azione è volata del 59,4% rispetto al +16,6% del Ftse World Europe. Il cambio di passo, segnala il report, è stato determinato da una significativa riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiani.

Fra le migliori blue chip c’è anche Atlantia +1,4%, che ha chiuso con successo un contenzioso con il governo francese sull’avvio dell’Ecomouv, il sistema digitale di rilevazione della tassa sull’inquinamento.

TELECOM PRONTA ALLA GUERRA CON AGCOM

Brillante Telecom Italia segna in chiusura +1,2%. Mediobanca Securities, dopo un roadshow con la società, ha evidenziato che il business domestico del gruppo resta ben sostenuto dagli investimenti, con una competizione che è diventata meno aggressiva nel mobile.

Intanto l’ad Marco Patuano ha detto che la società è pronta a fare ricorso se dovesse esserci una riduzione delle tariffe di affitto dell’ultimo miglio (così dette tariffe unbundling) con effetto retroattivo per gli anni 2010-2012, una decisione dell’Agcom che potrebbe costare alla società poco più di 30 milioni di minori introiti.

Cresce l’attesa intanto per domani, quando si riuniranno sia il cda di Telecom che di Telco.

Patuano ha detto che il vertice della società farà solo il punto sull’andamento del business senza affrontare il tema della holding di controllo. “Abbiamo ricevuto le comunicazioni di Telco sulle decisioni dei soci. Le decisioni spettano ai soci”, ha chiarito riferendosi al possibile scioglimento della holding. Il cda di Telco prevede all’ordine del giorno il bilancio dell’esercizio 2013-2014. Per i membri del board sarà comunque l’occasione per fare il punto della situazione dopo che i soci italiani hanno richiesto la scissione dalla holding.

MEDIASET-SKY, CONTINUA IL DERBY DEL PALLONE

Nonostante le delusioni brasiliane, la giostra del pallone va avanti. Oggi la Lega dovrebbe assegnare i diritti tv sulla serie A dopo una lunga serie di fiffide e controdiffide tra Mediaset +0,1% e Sky.

Il Biscione ha ribadito che, in caso di assegbazione a Sky di tutti i diritti, sarà inevitabile il ricorso all’Antitrust, La società di Murdoch, forte delle offerte più alte, ribatte che vigilerà sul rispetto delle regole dell’asta ma non esclude, in caso di vittoria, di allargare a terzi la diffusione dei programmi. Un accordo, almeno alla vigilia, sembra lontano.

RISCOSSA DI SARAS, DEBUTTO AMARO PER CERVED

Da segnalare ancora:

– Rimbalza il lusso, anche per effetto delle ricoperture. Ferragamo segna un progresso del 2,1%, BrunelloCucinelli +2,2%. Bene anche Tod’s +1,35%. Moncler + 0,25%, Luxottica + 0,09% e Yoox + 0,56%.

– Il debutto di Cerved a Piazza Affari non è stato fortunato: il titolo ha chiuso a 5,00 euro, in calo dell’1,9% rispetto a un prezzo di collocamento del 5,10 euro. Durante la giornata le quotazioni sono scese fino a 4,672 euro. L’Ipo del primo gruppo italiano di analisi del rischio di credito ha visto una domanda complessiva superiore a 2 volte l’Offerta Globale.

– Torna a correre TXT e-Solutions, società leader nel software per aziende dell’abbigliamento e del lusso, che ha chiuso in rialzo del 5,6%.

– Sotto i riflettori Saras +8% che si riporta a 1,05 euro il livello da cui era crollata settimana scorsa quando in una sola seduta aveva lasciato sul terreno l’11% dopo una doppia bocciatura: gli analisti di Societe Generale avevano abbassato la raccomandazione a Sell da Hold, confermando il target a 0,98 euro. Ubs ha intanto ribadito il giudizio Sell, limando il target a 1,05 euro da 1.

– Merita attenzione Astaldi +0,06%, dopo l’approvazione ieri del business plan 2013-2018 che sembra essere ambizioso e raggiungibile. Gli obiettivi al 2018 prevedono il rafforzamento dei mercati tradizionali e l’apertura di nuove aree estere, un portafoglio ordini totale in crescita a oltre 33 miliardi, ricavi superiori a 4 miliardi, un utile netto di 230 milioni e un dividendo previsto con una crescita media annua pari al 7%.

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