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Letta e Merkel, la solita diffidenza: Berlino teme un asse franco-italiano contro la Germania

Al di là dei toni cordiali dell’incontro a Berlino, la Germania diffida della volontà dell’Italia a privilegiare una politica economica che ridia slancio alla crescita, al di là del risanamento dei conti pubblici – Berlino teme un asse Roma-Parigi anti-tedesco – Per il giornale Die Welt Letta sarebbe “l’ennesimo italiano che non vuole risparmiare”

Letta e Merkel, la solita diffidenza: Berlino teme un asse franco-italiano contro la Germania

Enrico Letta è arrivato a Berlino nel giorno in cui il suo governo entrava ufficialmente in carica, dopo aver ottenuto la fiducia anche al Senato. Dopo i tradizionali onori militari nello spazio antistante la Cancelleria, il neo-Presidente del Consiglio e la signora Merkel si sono intrattenuti per una conversazione privata, culminata in una breve conferenza stampa di una decina di minuti.

Nell’augurare buon lavoro al neo premier, la Cancelliera tedesca ha voluto quasi rispondere alle parole pronunciate da Enrico Letta nel discorso di insediamento tenuto il 29 aprile di fronte alla Camera dei Deputati. Di «sola austerità si muore » aveva detto il Presidente del Consiglio rivolgendosi evidentemente ai poco graditi diktat tedeschi. «Per noi in Germania – ha replicato la signora Merkel – il risanamento del bilancio e la crescita non sono in contraddizione l’uno con l’altra, ma sono due elementi che si debbono sviluppare insieme per condurre a maggiore competitività ed occupazione». Di qui l’invito a continuare negli sforzi riformatori, visto che l’Italia avrebbe già fatto «un notevole tratto di strada».

Letta, confortato dalle posizioni simili degli alleati del centrodestra, ha però rincarato la dose, sottolineando la diversità che intercorre tra una politica meramente orientata al risanamento e una politica per la crescita. Esempi concreti di quest’ultima non ne ha però voluti menzionare. Certo è che, al di là dell’atmosfera cordiale, i rapporti italo-tedeschi continueranno nel breve periodo a ristagnare. Berlino è molto preoccupata che Roma stia pericolosamente giocando con il fuoco della procedura per deficit eccessivo. Lo testimoniano le scintille nella maggioranza sul rispetto dei saldi di bilancio concordati per il 2013. Letta ha dato rassicurazioni, ma la sensazione è che la Germania continui a non fidarsi dell’impegno italiano. O quantomeno, v’è la consapevolezza che la transizione del cosiddetto “governo di servizio” debba prima o poi destare qualche grave grattacapo.

Quasi tutti i media tedeschi hanno rilevato questa tensione nell’incontro bilaterale di ieri, evidenziando la nascita di un ipotetico asse Francia-Italia per isolare la Germania. In altre parole Letta sarebbe già in partenza destinato ad essere una grossa delusione per la Cancelliera, più o meno quanto lo è stato Mario Monti, al quale la signora Merkel ha tuttavia voluto rendere omaggio, accompagnandolo ad un caloroso ringraziamento nei confronti del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la sua abilità nel guidare il Paese in un momento così difficile.

Per la conservatrice Die Welt, Enrico Letta sarebbe insomma l’ennesimo “italiano che non vuole risparmiare” e che chiede di poter slacciare i cordoni della borsa per chiudere con l’austerità. La Frankfurter Allgemeine Zeitung, al contrario, mette l’accento sul forte desiderio di collaborazione del Presidente del Consiglio e sul suo tentativo di ridare lustro ai rapporti italo-tedeschi. Non molto diversi i toni del settimanale Der Spiegel. Sulla stessa linea di Die Welt, anche se il messaggio politico è opposto, è invece la progressista Süddeutsche Zeitung, che titola: “Un ribelle contro il risparmio alla Cancelleria”. Per l’editorialista della SZ, il Presidente del Consiglio avrebbe addirittura parlato a nome di tutte le vittime della crisi, approfondita dalle politiche volute dalla Germania.

Insomma, nonostante la diffidenza dell’establishment, anche a Berlino c’è qualcuno che spera in Enrico Letta.

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