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Leonardo, Airbus e Thales: stallo sul maxi accordo da 10 miliardi per il colosso europeo dei satelliti

Le trattative per la creazione del nuovo gigante europeo dei satelliti tra Airbus, Thales e Leonardo si sono arenate all’ultimo miglio. Ecco cosa è successo

Leonardo, Airbus e Thales: stallo sul maxi accordo da 10 miliardi per il colosso europeo dei satelliti

Le trattative per la creazione del nuovo gigante europeo dei satelliti tra Airbus, Thales e Leonardo si sono arenate all’ultimo miglio. L’operazione, che avrebbe dovuto dare vita a un campione continentale capace di sfidare SpaceX di Elon Musk e i rivali cinesi, è in stallo dopo che Thales e Leonardo hanno chiesto più tempo per approfondire i termini dell’accordo.

A rivelarlo è stato il quotidiano francese La Tribune, secondo cui i consigli di amministrazione dei tre colossi si erano riuniti a fine settimana per siglare un Memorandum of Understanding (MoU) destinato a sancire la nascita del progetto, noto con il nome in codice “Bromo”. Ma all’ultimo momento il via libera è saltato: Thales e Leonardo hanno frenato, mentre Airbus era pronta a firmare.

Un’alleanza da 10 miliardi che si complica

Il piano prevede la fusione delle attività spaziali dei tre gruppi, Airbus Space Systems e Airbus Intelligence, Thales Alenia Space e Telespazio, in un’unica società, valutata intorno ai 10 miliardi di euro. La nuova entità, partecipata in quote presumibilmente paritarie, diventerebbe il principale produttore europeo di satelliti, con circa 6-6,5 miliardi di fatturato aggregato, capace di competere sul mercato globale dominato dagli Stati Uniti e dalla Cina.

Ma le tensioni si concentrano su un nodo cruciale: la ripartizione del lavoro industriale e il peso decisionale che ciascun Paese – Francia, Italia e Germania – eserciterebbe sulla governance della futura società. Un equilibrio delicato, che ricorda da vicino le negoziazioni infinite che portarono nel 2001 alla nascita di Mbda, il consorzio missilistico europeo di Airbus, Leonardo e BAE Systems.

Airbus spinge, Leonardo e Thales temporeggiano

Secondo Reuters, i colloqui “proseguono ma richiederanno ancora alcune settimane”. Una fonte citata dall’agenzia parla di “dettagli chiave ancora da definire“, mentre i tre consigli di amministrazione lavorano per “raggiungere una posizione unificata”.

Airbus, tramite un portavoce, ha confermato che “le discussioni continuano e sono di natura confidenziale” mentre Leonardo e Thales non hanno rilasciato commenti. La realtà è che Roma e Parigi si muovono con cautela: l’Eliseo ha già dato il via libera politico all’operazione, ma Leonardo punta a ridurre la quota in denaro da versare per ottenere una partecipazione paritaria nella nuova entità.

La strategia europea e la pressione di SpaceX

Dietro le schermate diplomatiche, c’è la consapevolezza che l’Europa rischia di restare indietro. L’ascesa di Starlink, la costellazione di satelliti low-cost di Musk, ha rivoluzionato il mercato spaziale, spostando la competizione sull’efficienza e sui volumi più che sull’alta gamma tecnologica. L’obiettivo di “Bromo” è proprio quello di recuperare scala, ridurre duplicazioni e accelerare l’innovazione in un settore strategico anche per la difesa e le telecomunicazioni.

Come accaduto in passato per altri tentativi di consolidamento, le rivalità nazionali e le questioni antitrust restano le spine più difficili da rimuovere. Ma a differenza del passato, oggi la pressione è maggiore: o l’Europa si unisce, o verrà estromessa.

E Leonardo scivola in Borsa

La frenata delle trattative si è fatta sentire subito a Piazza Affari con il titolo Leonardo che oggi ha aperto in forte calo, toccando un -2%, per poi ridurre un po’ le perdite (ora 0,91%). Il mercato, che nelle scorse settimane aveva scommesso sull’imminente firma dell’accordo, ora teme nuovi rinvii o una rinegoziazione al ribasso.

Nonostante l’incertezza, gli analisti continuano a vedere nel progetto un potenziale “game changer” per l’industria spaziale europea. Se lo stallo verrà superato, il colosso nascente potrà diventare un simbolo dell’autonomia industriale europea nello spazio. Per ora, però, il conto alla rovescia si è fermato.

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