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Le trimestrali Usa tengono a galla le Borse

L’incertezza sulla crescita in Cina e Usa frena i listini in Europa. Prevale l’attesa sui conti delle Big Tech americane ma l’aspettativa è positiva. Il petrolio si mantiene alto e sostiene i petroliferi. Dollaro debole

Le trimestrali Usa tengono a galla le Borse

Seduta prudente oggi in Europa, dove i listini chiudono in lieve progresso, allarmati dalle trimestrali di Ericsson e Danone, ma incoraggiati da Wall Street, intonata in avvio, con i conti di J&J e in attesa di sapere com’è andato il terzo trimestre per le grandi aziende tecnologiche. Contribuisce a un certo ottimismo il balzo di Xiaomi in Cina (+5,4%), all’annuncio che produrrà in serie le proprie auto elettriche nel primo semestre del 2024.

Piazza Affari è positiva e si apprezza dello 0,25% (26.332 punti), grazie agli acquisti su Enel (+2,53%) e sui titoli energetici, mentre ci vogliono gli occhiali da sole per guardare l’abbagliante debutto del titolo Destination Italia sull’Aim che segna +125%.



La chiusura è in lieve progresso a Francoforte +0,24%; meglio Amsterdam +0,72% e Madrid +0,68%. Parigi è piatta, appesantita dal tonfo di Danone (-3%) che ha registrato costi in aumento e una crescita più lenta delle vendite nel terzo trimestre. Scivola pesantemente anche Ericsson (-3,73%) a Stoccolma, che ha un po’ deluso sul fronte degli utili del trimestre, ma soprattutto ha registrato disturbi alla catena di approvvigionamento e questo rappresenta un rischio anche per i mesi futuri.

Il tema è ovviamente di scottante attualità e viene monitorato dagli investitori perché può minare i profitti e influire sull’inflazione, insieme alla carenza di manodopera e all’aumento dei prezzi dell’energia.

E il petrolio non vuole arretrare. Il future Brent sale dello 0,4% a 84,7 dollari al barile, il Wti +0,6% a un soffio da 83 dollari.

Scende invece il biglietto verde (-0,22% l’indice del dollaro) favorendo anche gli acquisti sull’oro. Lo spot gold è in frazionale rialzo attorno a 1771 dollari l’oncia.

L’euro cambia contro dollaro in progresso dello 0,25% a 1,163. Si apprezza in modo consistente la sterlina, mentre si intensificano le scommesse su un rialzo dei tassi entro fine anno.

Il bitcoin tratta in rialzo dell’1% circa oltre 62.700 dollari, nel giorno del positivo debutto a Wall Street di un Exchange-traded fund (Etf) basato sui futures del bitcoin che, scrive il FT, “metterà alla prova l’appetito degli investitori tradizionali di detenere criptovalute nei loro portafogli”.

Nell’obbligazionario salgono i rendimenti dei titoli di Stato. Il decennale Usa si muove oltre 1,62%.

Sul secondario italiano lo spread tra Btp e Bund decennali è in stabile a 105 punti base, ma crescono i rendimenti. Il titolo tricolore sale a +0,93% (da 0,9% di ieri) e il Bund a -0,11% (da -0,15%). Prosegue anche in Europa il dibattito anche a distanza tra i banchieri centrali su politica monetaria e inflazione. Mentre Francois Villeroy de Galhau, numero uno della banca centrale francese, sostiene che non c’è motivo per cui la Bce dovrebbe aumentare i tassi da qui alla fine del prossimo anno, il governatore della banca centrale finlandese Olli Rehn e il governatore della banca centrale slovena Bostjan Vasle, pensano che si stiano correndo rischi che l’inflazione salga ulteriormente. Quest’ultimo ha detto in un’intervista alla Reuters che a causa di una serie di fattori ‘one-off’ l’inflazione è salita oltre il target Bce, facendo temere che quello che è stato a lungo considerato un aumento temporaneo dei prezzi possa diventare permanente. “Ci sono segnali iniziali che in alcune aree dell’economia e in alcune regioni, il rischio che riguarda il mercato del lavoro possa diventare più concreto”.

Tornando all’azionario di Piazza Affari, la seduta è stata brillante per Enel, anche a seguito di indiscrezioni sulle politiche spagnole che hanno favorito il rialzo delle utility iberiche e della controllata Endesa.

Bene Exor +1,39% con Ferrari +1,12%, ma Stellantis perde lo 0,67%.

In alta classifica alcuni titoli petroliferi come Saipem +1,34% e Tenaris +1,26%.

Nel settore oil brillano anche Saras (+5,14%) grazie all’ottimismo sull’andamento dei margini di raffinazione e Maire Tecnimont(+1,99%) in vista dei risultati a inizio novembre. Oggi Equita conferma “hold” in attesa di un miglioramento di Ebitda e debito nel trimestre.

Sono in calo molti titoli finanziari: Banca Mediolanum (-1,82%) è nuovamente il peggiore, dopo il tonfo di ieri a seguito della cedola. Lettera su Intesa Sanpaolo, -1,63%, Bper -0,68%, Unicredit -0,6%. Scendono Telecom -1,2% e Poste -1,09%.

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