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Le Borse rimbalzano sulle ali del petrolio ma corre anche lo spread

La lievitazione dei prezzi del petrolio fa da driver al rialzo dei mercati azionari in Europa e in America – A Piazza Affari volano Stellantis, Tenaris e le banche mentre scatta la presa di benefici sui titoli farmaceutici dopo il rally dei giorni scorsi – Lo spread Btp-Bund sale a 136 punti base

Le Borse rimbalzano sulle ali del petrolio ma corre anche lo spread

I listini europei chiudono la prima seduta di dicembre in deciso rialzo, dopo le perdite di ieri, dovute in parte ai timori per Omicron e in parte all’atteggiamento da falco del presidente della Fed Jerome Powell secondo il quale transitorietà e inflazione non vanno più a braccetto. Una posizione ribadita anche oggi davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera statunitense.

Spinge sull’acceleratore il petrolio, nel pieno delle riunioni Opec e Opec+, che potrebbero aumentare la produzione (o meglio ridimensionare i tagli) in misura inferiore al previsto, poiché la pandemia fa di nuovo paura. I future di Brent e Wti salgono del 3,5% circa rispettivamente a 71,65 dollari al barile e 68,43 dollari,

In questo contesto, in scia ai guadagni asiatici e illuminati nel pomeriggio dai progressi di Wall Street (dove vola Apple), si apprezzano gli indici principali di: Francoforte +2,5%; Parigi +2,4%; Amsterdam +1,71%; Madrid +1,75%; Londra +1,55%.

Piazza Affari guadagna il 2,16% e tocca 26.371 punti, grazie al ritorno degli acquisti sui titoli ciclici. La blue chip migliore è Stellantis +5,68%, in un settore auto ben comprato a livello europeo. Bene anche Exor +2,75%, Cnh +3,38%, Pirelli +2,84%. I prezzi del greggio spingono i titoli petroliferi a partire da Tenaris +4,13%, che vanta inoltre la conferma del contratto per il progetto del North field east in Qatar. Brilla Eni, +2,25%, promossa “buy” da “hold” da parte di Berenberg.

Tra i migliori del listino c’è Stm, +4,28%, che guarda al cliente Apple in fuga a New York. La mela di Cupertino è la società a maggior capitalizzazione sui mercati e ha ritoccato oggi il proprio record, salendo a 169,28 dollari (+2,41%). Il titolo viaggia verso la dodicesima seduta positiva delle ultime tredici. La sua capitalizzazione è ora di quasi 2.780 miliardi di dollari, con un guadagno da inizio anno superiore al 27%.

A Milano la seduta è ampiamente positiva per i titoli finanziari. Tra le banche svetta Unicredit +4%, mentre fuori dal paniere principale archivia una giornata esplosiva Mps, +16,73%, sospesa più volte per eccesso di rialzo. La banca di Siena, ha annunciato che è al lavoro con il Tesoro per riavviare un negoziato con Bruxelles, su business plan e rafforzamento patrimoniale, così il mercato torna a scommettere sulla ricerca di un partner post ristrutturazione. E c’è chi ipotizza che il dossier per Unicredit possa riaprirsi. Sale Banca Carige +9,79%

Sul lato negativo del Ftse Mib sono i titoli che hanno guadagnato recentemente come Diasorin -3,1%; Recordati -0,76%; Campari -0,19%. 

Tra i minori prosegue la luna di miele di Alfonsino (+23,08%) con gli investitori. La startup, specializzata nel servizio di ordini e consegne a domicilio nei centri italiani di piccole e medie dimensioni, ha debuttato il 22 novembre sull’Euronext Growth Milan con un prezzo di collocamento di 1,6 euro e ora ne vale 2,88.

La chiusura è in rosso per l’obbligazionario. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund sale a 135 punti base (+4,7%), con il rendimento del titolo italiano a +0,98%.

Sono positivi i dati macro di giornata per il Belpaese. In particolare corre la manifattura per il 17esimo mese di fila e l’indice Pmi tocca un nuovo record storico a 62,8, ben oltre la soglia di 50 punti che indica la separazione tra contrazione ed espansione economica.

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