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Le banche volano e mandano in orbita Piazza Affari (+3,3%)

L’exploit di Mps (+10,5%) sull’ipotesi di un incremento della quota pubblica dal 4 al 7% apre la strada al vistoso rialzo dei titoli bancari: +6% per Intesa e Mediobanca, +7,8% per Bper – Crolla Salini Impregilo e arretra Telecom Italia per l’insidiosa concorrenza di Enel nella banda larga.

Le banche volano e mandano in orbita Piazza Affari (+3,3%)

Wall Street fa il pieno di vendite di case nuove e trascina l’Europa e Piazza Affari. Il Ftse Mib, che ha assorbito l’effetto dividendo di ieri, ha chiuso sui massimi di seduta, miglior Borsa del Vecchio continente, con un rialzo del 3,34% spinta dalle banche. In deciso rialzo anche Londra +1,35%, Parigi +2,46% e Francoforte +2,18% nonostante il dato deludente dello Zew, l’indice della fiducia tedesca, crollato a maggio a 6,4 punti dagli 11,2 di aprile. Lo spread Btp-Bund si riduce di quattro punti a 132 punti e rendimento all’1,5%.

Oggi nell’Eurozona si guarda anche alla Grecia: nel pomeriggio l’Eurogruppo sulla nuova tranche di aiuti e sull’eventuale alleggerimento del debito, su cui i vari creditori non riescono a trovare un accordo.

Acquisti su Wall Street dopo il dato sulle vendite di abitazioni nuove salite del 16,6% a 619mila, sui massimi da febbraio del 2008 contro un consensus decisamente più basso a 523mila unità. Il petrolio Wti sale dell’1,10% a 48,61 dollari al barile. Il cambio euro dollaro cede lo 0,7% a 1,114155 in attesa del rialzo dei tassi da parte della Fed.

A Piazza Affari l’attenzione è su Unicredit che viene sospesa in asta di volatilità per poi chiudere a +4,87%. Nel pomeriggio si è riunito il Cda da cui potrebbe partire l’avvicendamento al vertice con le dimissioni di Federico Ghizzoni. Ma sotto i riflettori è tutto il comparto bancario. In particolare, miglior titolo del Ftse Mib è Mps che balza del 10,51% dopo che il viceministro alle Finanze Enrico Morando ha ipotizzato un incremento della quota del Tesoro dal 4% al 7% dovuto al pagamento degli interessi dei Monti Bond in azioni. Secondo miglior titolo è Bper +7,88%, seguito da Mediobanca +6,08%, Intesa Sanpaolo +6,08% e Generali +5,77%. Intanto arriva lo stress test per le assicurazioni: l’Eiopa (European Insurance and Occupational Pensions Authority) ha dato oggi l’avvio a questa “esercitazione periodica” che mira a valutare le vulnerabilità del settore ma che però “non dovrebbe essere interpretato come un esame in cui si è promossi o bocciati”.

Riprende slancio anche Fca +3,07% dopo il forte ribasso di ieri (-4%), innescato da accuse della stampa tedesca su presunte violazioni delle norme anti-inquinamento. Staffetta nel team dei più stretti collaboratori di Sergio Machionne: sale Reid Bigland, nuovo Chief Executive Officer dei marchi Alfa Romeo e Maserati al posto di Harald Wester, che “potrà dedicare piena attenzione al ruolo di Chief Technology Officer di Fca”.

Luxottica +0,81%: la società ha comunicato la conclusione del programma di acquisto di azioni proprie per 1 milione di azioni ordinarie annunciato lo scorso 12 maggio e il contestuale avvio di un nuovo piano di acquisto di azioni proprie fino ad un massimo di 4 milioni di azioni ordinarie della società, corrispondenti allo 0,827% del capitale sociale, in esecuzione di quanto deliberato dell’assemblea degli azionisti del 29 aprile 2016. Fuori dal Ftse Mib corre Digital Bros +16,82% dopo l’accordo con il principale editore di videogiochi cinese.

In rosso tra le blue chip solo Telecom Italia -2,35% che paga il giudizio di Exane per cui la concorrenza di Enel sulla banda larga potrebbe metterla in difficoltà.

Precipita fuori dal paniere principale Salini Impregilo: -13,62%. Ieri la società ha annunciato il piano industriale 2016-2019 con un Ebitda margin stimato a oltre il 10% a fine piano e un contratto in Etiopia del valore di 2,5 miliardi di euro.  Non sono stati positivi i giudizi degli analisti. Kepler Cheuvreux ha reagito alle novità del business plan tagliando la raccomandazione a Hold da Buy con un target a 3,90 euro. Anche Bnp Paribas ha tagliato il prezzo obiettivo del 2% a 4,6 euro.

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