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Le banche corrono sul rialzo dei tassi Bce. Utility giù

Borse caute dopo le parole di Mario Draghi e Janet Yellen. Rimane sostenuto il settore del credito a Piazza Affari rinvigorito da Mps e dalla soluzione per le banche venete. Soffrono Enel, Atlantia, Italgas. Mediaset in rialzo dopo il via libera al buy back in assemblea. Euro sempre più forte sul dollaro. Balzo di Fincantieri.

Le banche corrono sul rialzo dei tassi Bce. Utility giù

Piazza Affari debole, le altre Borse europee in rosso. È questo il verdetto dei mercati alle parole di Mario Draghi, che ha lasciato intendere che la politica monetaria si muoverà gradualmente verso la normalizzazione. Stessa linea da parte di Janet Yellen: il presidente della Fed ha confermato che la Banca centrale Usa proseguirà sulla strada del graduale rialzo dei tassi, e soprattutto ha detto che le valutazioni degli asset “sembrano alte”.

A Milano l’indice Ftse Mib (-0,02%) staziona attorno a quota 20.700 punti. In ribasso gli altri listini: Parigi -0,35%, Francoforte -0,5%, Madrid -0,3%. Poco sopra la parità Londra (+0,07%).

Pesa sulle Borse europee il calo dei titoli tecnologici, dopo il tonfo del Nasdaq e l’attacco degli hacker di ieri. A Milano Stm perde l’1,56%.

Nel listino italiano soffrono le utilities: Enel perde l’1,2%, Atlantia -0,8%, A2A -0,1%, Italgas -1,7%.  

Prosegue anche stamattina il movimento al rialzo dei tassi. il rendimento dei Btp a 10 anni è al 2,06%, ieri sera al 2,05%. Bund a 0,40% da 0,36%. Spread a 165 punti base (-2 punti). 

Ma all’asta dei Bot a 6 mesi il tasso è ancora sceso ad un nuovo minimo. Il Tesoro ha assegnato tutti i 6,750 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti oggi in asta con tassi ancora in discesa e ad nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,372% da -0,358% dell’asta di maggio. La domanda ha raggiunto i 10,407 miliardi di euro con un rapporto di copertura in calo a 1,54 volte da 1,83 del mese scorso.

Continua anche il rafforzamento dell’euro, scambiato stamattina a 1,137 contro il dollaro, da 1,133 di ieri. È il livello più alto da sedici mesi. Ieri l’euro è salito dell’1,4%.

Petrolio in calo dopo il +2,2% di ieri: il Brent è scambiato a 46,5 dollari al barile, con una flessione dello 0,2%. Scendono Eni (-0,7%) e Tenaris (-1,2%). In rialzo Saipem (+0,6%) e Saras (+3,4% dopo che Macquarie ha alzato la raccomandazione a Overweight da Neutral). 

Ancora in rialzo Intesa Sanpaolo (+1,4%). Stamattina Barclays ha alzato il target price a 3,25 euro da 3,05 euro. Confermato il giudizio Overweight. Sale anche Unicredit (+1%). Ubi +0,6%: l’aumento di capitale si è chiuso con adesioni pari al 99,31%. Banco Bpm +1,3%.

Carige +2,4%: la prossima settimana dovrebbe concludersi la cartolarizzazione dei 938 milioni di sofferenze assistite da Gacs, mediante il collocamento dei titoli agli investitori istituzionali, a un valore che si aggira intorno al 31% di quello nominale. Banca Mediolanum +1%, Azimut -1%.

Il settore bancario italiano resta sostenuto dalla soluzione per le banche venete e registra un rialzo dello 0,2%, contro un paniere europeo a -0,5%. La nota positiva è rappresentata dalla prossima cessione dei crediti in sofferenza di Monte Paschi al fondo Atlante 2. I 26 miliardi di euro di Npl dovrebbero essere ceduti a 21 centesimi, ovvero, passeranno di mano a 5,45 miliardi di euro. Inoltre, 3,1 miliardi di euro di obbligazioni senior saranno prese in carico dallo Stato, attraverso il sistema di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze Gacs. Un’altra tranche da 550 milioni di obbligazioni senior saranno riprese da Monte Paschi. Atlante si prende 1,1 miliardi di euro di bond mezzanine (una via di mezzo tra senior e junior), più 700 milioni di euro di bond junior. Appena chiuso l’affare, il dossier sarà mandato alla Commissione europea per l’approvazione.

Mediaset risale (+1,52%) mentre è in corso l’assemblea. Vivendi non partecipa, ma peraltro non sarebbe stata decisiva, in quanto avrebbe votato con una quota non superiore al 9,99%.

Fincantieri +6% dopo che Cheuvreux ha alzato il target a 1,1 euro. Prelios è sospesa per eccesso di rialzo dopo le indiscrezioni su un interesse della conglomerata cinese CeFC. Leonardo perde l’1%, Fiat Chrysler -0,9%, Buzzi +0,6%.

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