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Lampadine a Led e risparmio energetico: davvero fanno risparmiare sulla bolletta? Nei Comuni italiani la risposta è no

L’Osservatorio sui conti pubblici fa notare che la diffusione dell’illuminazione a led nei Comuni italiani “ha dato risultati inferiori al previsto” in termini di minori consumi

Lampadine a Led e risparmio energetico: davvero fanno risparmiare sulla bolletta? Nei Comuni italiani la risposta è no

Si dice che le luci a led aiutino a consumare meno, ma è davvero così? In teoria sì, in pratica no. O almeno, non quando si parla di illuminazione pubblica nel nostro Paese. In un recente articolo, l’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli fa notare che, pur essendo i led “in grado di convertire oltre il 50 per cento in più di potenza elettrica (watt) in luce (lumen) rispetto alle lampade al sodio”, finora la loro diffusione nei Comuni italiani “ha dato risultati inferiori al previsto”, in quanto “i consumi non sono scesi in modo significativo”.

Perché con le lampadine a led non abbiamo ridotto i consumi?

Ma come si spiega questo flop? L’Osservatorio individua due ragioni.

L’aumento dei punti luce

Innanzitutto, i led sono meno costosi delle altre forme di illuminazione e questo ha indotto molte amministrazioni a incrementare il numero dei punti luce, il che ha portato al paradosso di ottenere un aumento dei consumi.

Il mancato utilizzo “intelligente” dei led

In secondo luogo, la maggior parte dell’efficienza dei led è legata alla possibilità di usarli in modo adattivo, ossia regolando l’accensione e l’intensità luminosa a seconda del traffico e delle condizioni meteo. Purtroppo, però, “anche se in Italia siamo all’avanguardia in tale tecnologia – si legge nell’articolo – il suo utilizzo risulta oggi di limitata diffusione. Gli esempi virtuosi più recenti che hanno adottato tale tecnologia sono stati i comuni di Pero (MI), Melzo (MI) e Cantello (VA)”.

I problemi della luce blu: inquina e fa male

L’Osservatorio sottolinea poi un ulteriore problema, stavolta di natura ambientale. La maggior parte dei Comuni italiani che ha installato led ha scelto lampade a luce fredda, mentre “sarebbe stato molto meglio impiegare sorgenti a led calde – scrive l’Osservatorio – che oggi hanno un’efficienza quasi analoga e una qualità della luce e una eco-sostenibilità grandemente superiore”.

Le lampade a luce fredda producono infatti un maggior inquinamento luminoso perché emettono un’alta quantità di luce blu, che si diffonde maggiormente nell’atmosfera. Non solo: la luce blu è anche poco salutare per l’uomo, in quanto inibisce la produzione notturna di melatonina, un ormone fondamentale per l’orologio biologico. Non a caso, su smartphone, computer e tablet è ormai abituale trovare l’opzione “filtro luce blu”, da utilizzare nelle ore serali.

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