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La svolta catalana dà sprint alle Borse di Madrid e Milano

Il blitz della Corte costituzionale spagnola che vieta la riunione di lunedì del Parlamento catalano sull’indipendenza dà slancio alla Bolsa di Madrid e tonifica Piazza Affari che nel pomeriggio torna in territorio positivo (+0,49%) – Boom di Exor, ma brillano anche Saipem, Enel e Telecom e soffrono banche e lusso – Wall Street fa nuovi record e il petrolio torna sopra i 50 dollari.

La svolta catalana dà sprint alle Borse di Madrid e Milano

Il rimbalzo di Madrid, +2,54%, l’apertura in rialzo di Wall Street e la ripresa del petrolio, orientano positivamente i mercati europei nella seconda parte della seduta, con l’eccezione di Francoforte, che chiude piatta, -0,02%. Piazza Affari centra un rimbalzino, +0,49%, 22.566 punti, anche se molte banche restano in rosso. In particolare, fuori dal paniere principale, affonda Creval -10,78%, dopo il taglio del rating di Moody’s da Ba1 a Ba2.

Miglior blue chip di giornata è Exor, +3,82%, che si porta su nuovi massimi, agevolata dalla prospettiva, disegnata da John Elkann, che Sergio Marchionne resti nella finanziaria dopo il 2019, quando lascerà Fca. 

Frazionali guadagni per Parigi +0,3% e Londra +0,54%. Il cambio euro dollaro si muove in zona 1,17, con la moneta unica orientata la ribasso (-0,41%). Oggi sono state diffuse le minute dell’ultima riunione della Bce, da cui emerge una diffusa preoccupazione per il rapido apprezzamento dell’euro. Al centro della discussione anche la rimodulazione del programma di QE.

Prende fiato l’obbligazionario, dopo la pressione delle ultime sedute, a causa dal referendum per l’indipendenza della Catalogna. Oggi la Corte Costituzionale spagnola ha decretato la sospensione precauzionale della sessione del Parlamento catalano prevista per lunedì, mentre si è diffusa la voce che i leader separatisti siano in disaccordo fra di loro. Notizie che restituiscono fiducia in un superamento della crisi, di cui si avvantaggiano i listini (soprattutto l’Ibex) e il secondario, anche italiano. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 2,21% e lo spread con il Bund rientra del 1,96%, a 175.00 punti base.

Petrolio in deciso rialzo: +2,03%, 56,73 dollari al barile. La spinta del greggio aiuta i petroliferi di Piazza Affari. In primo luogo Saipem, +2,47%. Bene anche Snam +1,52%; Enel +1,49%. Tonica Atlantia +2,33%. Maglia nera del Ftse Mib è Ubi, -2,11%, seguita, nel settori bancario, da Bper -1,77%. Rialza un po’ la testa Unicredit, +0,29%. Le banche continuano a soffrire sulla scia delle linee guida della Bce, che prevedono misure più severe per gli accantonamenti sui crediti deteriorati. “Un addendum – per Antonio Patuelli, presidente Abi – che aggiunge non piccole cose, ma macigni all’ennesime regole sui crediti deteriorati”.

Perdono terreno Ferragamo -1,9%; Ynap -1,29%; Cnh -1,26%. Recupera Telecom +1,12%. L’ad di Vivendi e presidente di Tim Arnaud de Puyfontaine ha lasciato le porte aperte a un‘eventuale separazione della rete purché crei valore. Intanto i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Gdf di Milano, assieme a rappresentanti della Gendarmeria di Parigi, hanno fatto perquisizioni negli uffici di Vivendi nella capitale francese nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Milano sulla tentata scalata del gruppo francese a Mediaset. Il biscione in Borsa guadagna lo 0,41%.

Bene Pirelli, nel secondo giorno di contrattazioni, +3,71%. Mesta Banca Mediolanum, -0,75%, principale candidata a uscire dal Ftse Mib per fare posto all’azienda della Bicocca. La capitalizzazione di Banca Mediolanum si attesta attorno a 5 miliardi, contro gli attuali 6,7 miliardi di Pirelli.

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