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La sterlina traina le Borse, in rialzo banche e auto

L’aria che tira a Londra rafforza la Brexit e i listini europei apprezzano la minore incertezza – A Milano bene Fca e Unicredit – Tensione su Atlantia – Giù le utility

La sterlina traina le Borse, in rialzo banche e auto

Avvio di settimana in ascesa per i listini grazie all’avanzata delle banche. La sterlina intanto sta salendo ai massimi da 5 mesi e mezzo in attesa dell’ennesimo voto sulla Brexit: stavolta Boris Johnson potrebbe spuntarla. Intanto, Bruxelles si prepara a concedere una proroga se Johnson otterrà il via libera dai Comuni. A questo scopo potrebbe esserci un vertice straordinario dei leader europei il 28 ottobre. 

A Piazza Affari l’indice avanza dello 0,4% oltre quota 22.400. La piazza più tonica è Francoforte (+0,7%) davanti a Madrid. Più modesti i guadagni di Parigi. A Londra (+0,09%) pesa la rivalutazione del pound.



In attesa del direttorio della Bce, ultimo atto della presidenza di Mario Draghi, accelerano le vendite sulle obbligazioni. Il rendimento del Bund decennale tedesco risale a -0,34%, il livello più alto dal 22 luglio scorso.

Il Btp tratta a +0,95% (da 0,92%), lo spread è fermo a 130 punti. Ha preso il via stamane l’offerta del Btp Italia (cedola minima 0,60%). L’offerta termina domani con possibile chiusura anticipata alle 13,30. Agli istituzionali è riservata la giornata di mercoledì. L’ultima emissione di questo tipo risale al novembre 2018 con una cedola pari a 1,45% e il Tesoro ha piazzato 2,2 miliardi di euro.

L’euro dollaro è poco mosso a 1,116. Sui listini europei primeggiano i titoli finanziari. L’Eurostoxx banche sale del +2,2%. Il rimbalzo delle banche dai minimi estivi è ormai nell’ordine del +22% e ben tre azioni italiane, sono ai primi cinque posti della classifica delle banche europee: Mediobanca +45%, Unicredit +19% e Intesa +17%.

Stamane a guidare il settore è Unicredit (+2,0%) davanti a Banco Bpm (+1,2%) e Intesa, entrambi +1,2%. A Francoforte Deutsche Bank sale del +3% a 7,3 euro.

Deutsche Bank, in un’analisi del Risparmio Gestito, ha confermato il giudizio Buy su FinecoBank (+1,7%), alzando il target price a 11,70 euro da 11,40 euro precedente. Ribadito il Buy anche su Banca Generali (+1,2%, target da 31 a 32,50 euro) e su Banca Mediolanum (+0,8%, target da 8,30 a 8,80 euro). Su Azimut (+1,7%) giudizio Hold, target limato da 19,50 a 19,30 euro.

Nexi +1%: Citigroup alza il target a 11 euro.

Rimbalza anche il settore Automotive (+1,5%): Pirelli +2%. In coda le Utility (-0,5%): Enel -0,5%. Atlantia -1,6%. In rosso anche Sias e Astm a causa della proposta del M5S di ridurre la deducibilità fiscale degli ammortamenti sui beni reversibili delle autostrade all’1% annuo. 

Rallenta Ferragamo (-0,2%). Jefferies ha tagliato il prezzo obiettivo a 17,50 euro da 21 euro, mantenendo la raccomandazione Hold.

Telecom +0,7%. Oggi il consiglio di amministrazione dovrebbe ratificare la nomina di Salvatore Rossi (ex direttore generale Bankitalia) alla Presidenza.

Secondo il Sole24Ore, già in occasione del prossimo cda del 7 novembre, l’a.d. di Tim, Luigi Gubitosi, potrebbe proporre la conversione delle azioni di risparmio. Per ottenere il supporto di Vivendi, Gubitosi sarebbe disposto a cercare un accordo per la distribuzione dei contenuti di Canal+ e Gameloft. 

Fincantieri +3%.

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