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La riforma del fisco Usa mette il turbo a Fca. Corre Buzzi, accelerano le banche

Mattinata segnata dai rialzi in Europa in seguito al via libera del Senato alla riforma voluta da Trump. Si rafforza il dollaro e scende l’oro. A Milano beneficiano del vento americano anche Luxottica e Tenaris. In rialzo Telecom Italia. In calo Prysmian. Brent in ribasso

Le Borse europee mettono il turbo in risposta al voto del Senato Usa sulla riforma fiscale. Secondo Goldman Sachs gli utili delle imprese quotate potrebbero salire del 14% nel 2018, favorendo una nuova ondata di buy back. Brilla Piazza Affari con un incremento superiore all’1,17% dell’indice Ftse Mib, dietro Francoforte +1,28%. Bene anche Parigi +1% e Madrid +0,97%. Il dollaro, dopo tre sedute in calo è in rialzo a 1,1853 sull’euro.

Secondo Equita i maggiori beneficiari in Piazza Affari di una riduzione del corporate tax rate sarebbero Autogrill +2,58%, Buzzi Unicem  +5% e Fca  +3%, miglior titolo europeo dell’automotive anche per le dichiarazioni del fine settimana di Sergio Marchionne che, oltre a confermare lo spin-off di Magneti Marelli, ha rivelato l’esistenza di una cooperazione con Hyundai già operativa negli Stati Uniti: la partnership potrebbe essere estesa alle nuove tecnologie per i motori a idrogeno, dove Hyunday è market leader insieme a Toyota. In grande evidenza anche Cnh Industrial +1,3% e Stm +2,4%. Nel settore chip, sulla borsa di Francoforte, Dialog Semiconductor sprofonda del 19,69% ai minimi da 17 mesi dopo che il suo principale cliente Apple ha fatto sapere che potrebbe realizzare completamente in-house i chip per la gestione della batteria. La concorrente Ams al contrario è fra i titoli migliori oggi con un +5,5% dopo che Barclays ha alzato la raccomandazione sul titolo ad overweight.

Tornando a Piazza Affari, tra i titoli più esposti all’economia americana avanzano anche Luxottica +1,86% e Tenaris +0,7%. Quotazioni in calo per il greggio dopo i dati sulla crescita delle trivellazioni di shale oil americano, ma i prezzi rimangono ancora a ridosso dei massimi da metà 2015. Il Brent tratta a 63,35 dollari, in calo di 38 cent, mentre il WTI Usa perde 51 cent a 57,85 dollari. Eni +0,29%.

Il trend positivo non è stato intaccato dal calo a novembre dell’indice Sentix che misura la fiducia degli europei, che resta comunque vicino ai massimi. Debole in apertura il mercato obbligazionario, ma il Btp tiene meglio del Bund.

In rosso Prysmian -1,93% dopo l’annuncio del lancio di un’Opa da 2,9 miliardi di dollari, per General Cable, al prezzo di 30 dollari per azione, un premio dell’81% rispetto al valore del 14 luglio, il giorno prima dell’annuncio della messa in vendita della società americana.

Operazione oltre Atlantico anche per Falck Renewables  -0,6%, che ha perfezionato l’acquisto del 99% del progetto fotovoltaico 92-MW/71 MWac IS-42 nel North Carolina .

Da segnalare il rialzo di Telecom Italia +0,86%. Il Cda convocato per domani dovrebbe discutere delle opzioni per la rete fissa, incluso anche la possibile separazione.

 

Salgono le banche considerate le maggiori beneficiarie dei tagli alle tasse Usa. Registrano rialzi attorno al 2% Hsbc, Bnp Paribas e Santander. Entro giovedì, inoltre, potrebbe essere raggiunto un accordo tra le banche centrali per il completamento di Basilea 3. Intanto, la Vigilanza della Banca centrale europea sembra orientata a prescrivere il raggiungimento di un tetto del 10% di crediti in sofferenza sul totale impieghi entro il 2020, una soglia alla portata dei principali istituti di credito italiani.

Avanza Unicredit+1,3% mentre è in corso l’assembleaIntesa Sanpaolo +1,7%. Sale anche Ubi Banca +1,77%.

Tra le medium cap spicca il rialzo del titolo Juventus +10,2% dopo il successo a Napoli.

Continua il saliscendi di Astaldi +4,5%: Avanza Maire +4,3% nel giorno del convegno organizzato per celebrare il decennale della quotazione.

Tra le small cap in evidenza Safe Bag, in rialzo del 6,4%, ha vinto la gara per la fornitura della propria offerta integrata di servizi per i viaggiatori presso l’Aeroporto Internazionale di Lima “Jorge Chavèz”.

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