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La Juve liquida anche l’Atalanta e va in fuga

Battendo l’Atalanta per 2-0 nel recupero di campionato, i campioni d’Italia allungano a +4 il proprio vantaggio sul Napoli e cominciano a sentire il profumo del settimo scudetto consecutivo: un impresa mai riuscita a nessuno – Quella di ieri è stata la dodicesima vittoria di fila ma Allegri tiene i suoi sulla corda

La Juve liquida anche l’Atalanta e va in fuga

La fuga è servita. Dalla ruota di Torino esce un 2-0 che manda in orbita la Juventus, ora definitivamente al comando della classifica con 4 punti di vantaggio sul Napoli e lascia all’Atalanta solo il sapore amaro dei complimenti per aver tentato di sovvertire il pronostico. Nessuna sorpresa insomma da questo recupero di campionato: a vincere sono stati i più forti, proprio come da previsione.

Guai però a pensare che i bergamaschi si siano “scansati”, giusto per usare un termine tanto caro agli anti juventini sparsi per l’Italia. Gasperini ci ha provato con scelte di formazione coraggiose ma questa Juve, semplicemente, si è dimostrata più forte e ha fatto sua la partita sfruttando la maggior qualità tecnica.



Il successo vale il consolidamento di un primo posto già conquistato domenica scorsa e rafforzato ora dai 4 punti di vantaggio sul Napoli: un bel solco, non c’è che dire, tanto che in molti cominciano a pensare che il settimo scudetto consecutivo bianconero sia solo una questione di tempo.

“La pratica non è assolutamente chiusa, guai a commettere questo errore – ha ammonito Allegri in conferenza stampa. – Non possiamo comunque permetterci dei passi falsi perché il Napoli è ancora lì, dovremo vivere questo finale di stagione con entusiasmo ma senza esaltarci troppo. Ho a disposizione una grande rosa e l’obiettivo comune è vincere scudetto, Coppa Italia e andare avanti in Champions, ecco perché dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo”.

Nessuna festa anticipata insomma, del resto il tecnico bianconero ha ormai acquisito una certa attitudine al successo, perlomeno in campo nazionale. Partite come quella di ieri lo dimostrano meglio di tante parole: altre squadre potrebbero correre il rischio di sottovalutarle o affrontarle con le pile scariche, la sua Juve invece no.

Del resto, una squadra arrivata a 12 vittorie consecutive con un solo gol subito non deve dimostrare nulla, per lei parlano i numeri. La solidità difensiva è la vera arma di questa Signora, con il paradosso che “l’underdog” Atalanta ha tentato di fare la partita e lei ha finito per colpirla con ripartenza micidiali.

A sbloccare l’empasse è stato il solito Higuain, rapace nel finalizzare una cavalcata coast to coast di Douglas Costa e battere Berisha (29’), a chiuderlo ci ha pensato Matuidi (81’), lasciato colpevolmente indisturbato di colpire dai compagni ancora scossi dall’espulsione (sacrosanta) di Mancini, proprio quando Gasperini aveva appena tentato l’all-in con un 4-2-4 (Ilicic, Petagna, Cornelius e Gomez in campo contemporaneamente) finalizzato al pareggio.

“Dobbiamo essere orgogliosi di questa gara, abbiamo mostrato personalità e condotto a lungo il gioco – il commento del tecnico nerazzurro. – Chiaramente il tasso tecnico della Juve è altissimo, tra i migliori al mondo, e non perdere a Torino non è facile per nessuno, ad ogni modo sappiamo che il raggiungimento dell’Europa passerà da altre partite”.

L’Atalanta porta a casa i complimenti, la Juve i punti: ad Allegri, e con lui tutto il popolo bianconero, va benissimo così.

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