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La Germania rallenta e condiziona i listini. Giù Recordati e Mediaset

Piazza Affari si allinea al resto d’Europa. Il petrolio in calo penalizza Tenaris e Saipem. Banche deboli. Telecom Italia sotto i riflettori per Persidera, il Biscione porta il peso del dissidio con Vivendi. A2A parte bene dopo la gara gas ma poi ritraccia. Tra i titoli migliori Fila

La Germania rallenta e condiziona i listini. Giù Recordati e Mediaset

Venti di ribasso soffiano sui listini azionari, già agitati dall’aumento dei rendimenti dei T-Bond Usa biennali, saliti al 2,35% dopo l’asta. Stamane, ad accentuare le tensioni, sono arrivati segnali di frenata dell’attività economica in Europa. L’indice elaborato da Ihs Markit è sceso a 57,5 punti dai 58,8 di dicembre, al di sotto del consenso degli economisti. In calo sia la Francia che la locomotiva tedesca. A febbraio, l’indice Pmi manifatturiero è sceso a 60,3 punti (minimo da agosto 2017) da 61,1 punti di gennaio.

Di riflesso la Borsa di Milano arretra in sintonia con il resto d’Europa: indice Ftse Mib -0,8% sotto quota 22.500. Perdite della stessa entità per Francoforte, Parigi arretra di quasi mezzo punto. Peggio Madrid sotto dell’1%. Londra -0,2% limita i danni.



Immediate le ripercussioni sui Bund tedeschi, il raffreddamento dell’economia favorisce il ritorno degli acquisti sulle scadenze più lunghe: decennale a 0,70% da 0,73%. Stabili i Btp a 2,06%. Lo spread Btp/Bund si allarga a 134,9 punti base. Ma la reazione dei mercati non tradisce nervosismo di fronte alla svolta “morbida” in Usa.

Positiva l’analisi dell’ufficio studi Unicredit: “L’accordo di coalizione in Germania, l’attenuarsi delle preoccupazioni in Italia e la prospettiva di maggiore integrazione in Europa accrescono l’attrattiva dei bond non-core”. Inoltre “i mercati sono ancora colmi di liquidità della Bce (il Qe sta assorbendo la quasi totalità delle emissioni nette di Btp quest’anno). Infine, gli spread della periferia non sembrano più essere indicatori di stress di mercato: il modo in cui i Paesi periferici dell’area euro sono percepiti è cambiato radicalmente”.

L’euro si indebolisce a 1,232 sul dollaro, ieri il cross euro-dollaro ha chiuso in ribasso dello 0,6%. Stasera verranno resi pubblici i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, un’indicazione utile per capire le prossime mosse della banca centrale.

Scende il petrolio: greggio Brent a 64,7 dollari il barile (-0,8%), dal -0,7% di ieri. In calo le società petrolifere. Eni -0,2%, Tenaris -2,4%, Saipem 2,1%.

Tutte in rosso le blue chip del FtseMib. Sotto tiro fin dalle prime battute Recordati che in apertura ha segnato il prezzo più basso degli ultimi dodici mesi a 28,74 euro, in caduta del 4%. Alle 12.30 è scambiata a 29,28 euro (-2,47%).

Telecom Italia guadagna lo 0,4% dopo un avvio in lieve rialzo +0,2%. Cresce l’attesa in vista del 6 marzo quando il cda esaminerà i conti del quarto trimestre e il nuovo piano. Nel frattempo si è saputo di una riunione del cda per venerdì dedicato alla cessione di Persidera, la società dei multiplex televisivi controllata al 70% da Tim e al 30% da Gedi.

Mediaset -1,5%. Martedì prossimo c’è la prima udienza della contesa legale innescata dalla mancata acquisizione di Mediaset Premium da parte di Vivendi. Secondo indiscrezioni, è molto probabile che le parti, si presentino davanti al giudice senza una bozza di accordo: il dissidio resta.

Pesa sulle utility l’aria di aumento del costo del denaro. Frenano Enel -1%, Snam -1,1%. Atlantia -0,9%.
Perdite anche per A2A, -0,35%. La società si è aggiudicata la gara da 1,3 miliardi di euro in 12 anni per la distribuzione del gas a Milano. In lizza c’era il fondo F2i. L’operazione vale circa 70 milioni di Ebitda l’anno in più.

Debole anche il comparto bancario (-0,9% l’indice italiano di settore, .0,5% quello europeo). Bper -0,3%, Unicredit perde l’1,54%, Intesa lo 0,84%.

Tra i titoli minori da segnalare il rialzo di Fila +3,2%: il fondo Blue Skye ha offerto 150 milioni di euro per il pacchetto azionario del 31% in Pencil di Simona Candela, sorella dell’ad e azionista Massimo.
Tonfo di Banca Farmafactoring -3,65%. Il socio di maggioranza BFF ha avviato un collocamento lampo ieri sera di una quota dell’8,8%, successivamente incrementata a 10,1%. La vendita è avvenuta a 5,75 euro, con uno sconto del 6,7% rispetto al prezzo di chiusura di ieri.

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