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La Germania apre sul piano anti-spread proposto da Monti

Nel corso del vertice dei ministri finanziari che si è tenuto ieri sera a Parigi, il rappresentante tedesco Wolfgang Schaeuble si è detto disponibile a ragionare sulla proposta dal premier italiano Mario Monti al G20 – L’obiettivo è ridurre gli spread dei Paesi virtuosi consentendo ai fondi salva-Stati di acquistare bond.

La Germania apre sul piano anti-spread proposto da Monti

Se un portone si chiude, si apre una porticina. A 24 ore dall’avvio del Consiglio Ue decisivo per le sorti dell’Eurozona cambia qualcosa nelle posizioni della Germania. Non certo per quanto riguarda gli eurobond o qualunque altra forma di mutualizzazione del debito: “Mai, finché io sono in vita“, ha tagliato corto ieri la cancelliera Angela Merkel. Piuttosto, Berlino sembra ammorbidire la propria intransigenza sulle misure anti-spread proposte dall’Italia. L’obiettivo è ridurre i differenziali dei Paesi virtuosi consentendo ai fondi salva-Stati (prima l’Efsf, poi, quando sarà operativo, l’Esm) di acquistare titoli di Stato sul mercato secondario.

L’apertura è arrivata nel corso del vertice dei ministri finanziari che si è tenuto ieri sera a Parigi, un giorno prima del summit preaparatorio fra Merkel e il presidente francese François Hollande. Secondo fonti vicine all’incontro, il rappresentante tedesco Wolfgang Schaeuble si sarebbe detto disponibile a ragionare sulla proposta dal premier italiano Mario Monti al G20 di Los Cabos, subito dopo il bilaterale di Roma con Hollande. Insieme a Schaeuble erano presenti anche i ministri di Spagna e Francia, rispettivamente Luis de Guindos e Pierre Moscovici, e il viceministro italiano Vittorio Grilli. Ha partecipato alla riunione anche il Commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn.



Aspettando il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, in programma giovedì e venerdì a Bruxelles, il rush finale delle trattative regala così una timida speranza. Stavolta qualche risultato concreto sembra possibile. Ieri pomeriggio fonti europee qualificate avevano avvertito che la riunione di Parigi sarebbe stata “cruciale” per l’intesa su misure anti-crisi a breve termine e non avevano escluso che l’incontro sarebbe potuto trasformarsi in una teleconferenza a livello di Eurogruppo. Ma su questo punto non é arrivata alcuna conferma.

Intanto, in Francia, il governo ha assunto posizioni diverse sul piano Ue presentato ufficialmente dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e messo a punto insieme al numero uno della Bce, Mario Draghi, al presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, e al leader dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Ai microfoni di Bfm Tv, il ministro francese del Bilancio, Jerome Cahuzac, ha detto che la Francia e gli altri Paesi dell’euro devono accettare la “condivisione di sovranità” su alcuni temi, in particolare l’elaborazione dei bilanci nazionali.

Il responsabile degli Affari europei, Bernard Cazeneuve, che a suo tempo si schierò per il no al referendum sulla Costituzione europea, ha detto invece che “l’integrazione politica non può essere la condizione per le misure d’urgenza” Ue, perché “servono prima di tutto strumenti concreti per la crescita”.

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