Condividi

La Francia non attrae più: investimenti diretti esteri -77%, mentre nel mondo (e in Italia) crescono

Il Global Investment Trends Monitor appena pubblicato dallo Cnuced, ente dell’Onu che si occupa di commercio e sviluppo, ha sancito che il Paese che ha visto maggiormente crollare gli investimenti diretti esteri nel 2013 è stato proprio la Francia: -77%, a fronte di una ripresa globale e anche europea, con l’Italia che torna attrattiva.

La Francia non attrae più: investimenti diretti esteri -77%, mentre nel mondo (e in Italia) crescono

E’ la Francia il nuovo malato d’Europa: il Global Investment Trends Monitor appena pubblicato dallo Cnuced, ente dell’Onu che si occupa di commercio e sviluppo, ha infatti sancito che il Paese che ha visto maggiormente crollare gli investimenti diretti esteri nel 2013 è stato proprio quello della Tour Eiffel. Nel Paese di Hollande sono letteralmente precipitati: -77% nell’anno passato, ossia appena 4,1 miliardi di euro, molto meno della Spagna e pure dell’Italia. Lo stesso Le Monde ha ammesso che il dato è “preoccupante”, specialmente considerando che è in netta controtendenza col resto del pianeta: nel 2013 gli Ide sono infatti aumentati globalmente dell’11%, arrivando a 1.461 miliardi di dollari complessivi.

“Hanno ritrovato i livelli medi pre-crisi”, aggiungono gli analisti dello Cnuced, specificando che il podio dei migliori è costituito da Stati Uniti (159 miliardi di dollari), Cina (127 miliardi di dollari) e Russia (94 miliardi di dollari), con Isole Vergini Britanniche e Hong Kong a completare la top-5. La perdita di attrattività del sistema economico transalpino è poi ulteriormente confermata dal fatto che anche considerando solo i Paesi sviluppati gli investimenti diretti esteri sono saliti del 12%, con alcuni picchi come il +61% del Giappone (2,8 miliardi di dollari) e nonostante pochi altri flop come quelli di Australia (-28% a 40 miliardi), Nuova Zelanda (-75% a 500 milioni di dollari), e del Sudamerica (-6,8% a 134 miliardi di dollari).

La stessa Ue è invece tornata competitiva: +37,7% nel 2013, con la Germania che quadruplica rispetto all’anno precedente (a 32,3 miliardi di dollari), il boom della Spagna (+37% a 37,1 miliardi di $) e soprattutto della stessa Italia, che nel 2012 era crollata a 100 milioni di dollari appena, salvo ora risalire a 9,9 miliardi di dollari. I Paesi che hanno visto crescere maggiormente la loro attrattività nel Vecchio Continente sono Irlanda, Belgio, Olanda e Lussemburgo: tutti e quattro sono ora tra i primi 20 del mondo, nella graduatoria che vede come migliore europea sempre la Gran Bretagna, nona con 53 miliardi di dollari.

La Francia di Hollande resta dunque un’inquietante eccezione, e il presidente – al di la delle grane personali di questo periodo – sembra esserne consapevole, tant’è vero che nel discorso di inizio anno ha tenuto a dire: “Gli investimenti stranieri sono sempre i benvenuti in Francia: se siete indecisi su dove aprire la vostra fabbrica, venite a farlo da noi”. Basterà l’appello? Al momento no, e soprattutto andrebbe fatto prima di tutto alle stesse aziende francesi: secondo lo studio di Trendeo, nel 2013 sono stati infatti chiusi Oltralpe 263 siti industriali, e ne sono stati al contempo aperti troppo pochi. Solo la miseria di 134, -28% rispetto all’anno prima. Ai minimi dal 2009, nel pieno della crisi.

Leggi lo studio dello Cnuced 

Commenta