È bastato un raggio di sole, in un cielo ancora nuvoloso, per dare la spinta alle azioni Kering che stamani in borsa volano sopra il +10%. Il colosso del lusso ha riportato un calo del fatturato nel quarto trimestre, ma non così consistente come nelle attese e con un leggero miglioramento nell’ultimo mese, mentre il nuovo amministratore delegato Luca de Meo avvia il suo piano per rilanciare il gruppo e stabilizzare il marchio di punta Gucci.
Kering entra nel 2026 con l’obiettivo di tornare a crescere e migliorare i margini, si legge nella nota del gruppo. “In un contesto macroeconomico ancora incerto, il gruppo pone al centro l’eccellenza operativa, supportando ogni Maison nell’implementazione di strategie più incisive e sostenibili, oltre al sostegno operativo necessario per accelerare il percorso di sviluppo”
In occasione del Capital Markets Day del 16 aprile prossimo sarà illustrata nel dettaglio la roadmap che guiderà la prossima fase della trasformazione di Kering per rilanciare la crescita, con strategie ben definite per ogni Maison, un’organizzazione più efficace e una rigorosa disciplina finanziaria, ha detto de Meo.
Alla Borsa di Parigi le azioni guadagnano quasi il 12% a 280 euro dopo aver segnato un massimo in mattinata a 297 euro. Le azioni del gruppo sono aumentate di circa il 50% rispetto a giugno scorso, quando è stata annunciata la nomina di de Meo. Tuttavia da quasi cinque mesi il titolo si muove su livelli minimi alla borsa di Parigi. Dall’inizio dell’anno ha lasciato sul terreno circa il 14%, complici anche le minacce di dazi doganali avanzate da Donald Trump nei confronti dei gruppi del lusso francesi durante la crisi legata all’autonomia della Groenlandia.
Ricavi in calo ma meno delle attese. La spina nel fianco di Gucci
Nel primo trimestre sotto la guida dell‘ex numero uno di Renault, il gruppo ha riportato ricavi per 3,9 miliardi di euro, in flessione del 3% su base annua a cambi costanti ma migliori rispetto al calo atteso del 5%. Sotto i riflettori è la performance di Gucci che resta debole, con vendite in calo del 10%, segnando il decimo trimestre consecutivo di contrazione, anche se migliori rispetto al calo del 12% stimato dagli analisti. Gucci, che rappresenta il 41% delle entrate del gruppo, ha mostrato vendite 2025 a 6 miliardi, in calo del 22% a tassi correnti e del -19% su base comparabile. Nel quarto trimestre il fatturato è stato pari a 1,622 miliardi, con una diminuzione in calo: -16% a tassi correnti e -10% su base comparabile. Il risultato operativo corrente è stato di 966 milioni, per un’incidenza sulle vendite pari al 16,1%.
La cfo Armelle Poulou ha segnalato un miglioramento verso fine anno in “quasi tutte le regioni”, sostenuto dal lancio di nuovi prodotti e da una ripresa nelle vendite di pelletteria, aggiungedo che il 2025 permette di “gettare le basi per la ripresa futura“.
De Meo: abbiamo posto le basi per un nuovo capitolo
“La performance del 2025 non riflette il vero potenziale del Gruppo” ha detto de Meo. “Nel secondo semestre abbiamo adottato misure decisive: attraverso il rafforzamento della struttura finanziaria, il contenimento dei costi e scelte strategiche che pongono le basi per il nostro prossimo capitolo. Adesso, all’inizio dell’anno, tutti i team sono impegnati a contribuire a dar vita a un gruppo più snello e più rapido, migliorando il posizionamento dei brand e le vendite, ristabilendo i margini, e rafforzando la generazione di cassa, al fine di assicurare una creazione di valore sostenibile e di lungo periodo”.
Nell’intero esercizio 2025 Il gruppo del lusso francese ha registrato ricavi per 14,7 miliardi (-13% a tassi correnti, -10% su base comparabile) con vendite dirette (retail, incluso e-commerce), pari al 76% del totale vendite, in calo del -11% su base comparabile e vendite indirette (wholesale), pari al 24% del totale vendite, in calo del -7% su base comparabile. Le difficoltà emergono anche nei margini: l’utile operativo annuo è sceso a 1,63 miliardi di euro, meno di un terzo del livello del 2022. La redditività si è ridotta all’11% per il gruppo e al 16% per Gucci, ben lontana dai livelli pre-crisi.
Il flusso di cassa operativo, al netto delle cessioni immobiliari, è sceso del 35% a 2,3 miliardi di euro. A causa dell’incertezza per la domanda, Kering ha ridotto la propria rete retail di 75 boutique nel 2025 e prevede ulteriori chiusure. A fine dicembre 2025 il gruppo contava un totale di 1.719 negozi a gestione diretta. Nello spaccato geografico delle vendite l’area Western Europe vale il 30%, Asia Pacific il 29%, il Nord America il 24%, il Giappone l’8% e il resto del mondo il 9%.
Crescono la gioiellera e gli occhiali
Saint Laurent ha registrato vendite pari a 2,6 miliardi con una flessione dell’8% a tassi correnti e del 6% su base comparabile. Le vendite del quarto trimestre 2025 si sono attestate a 735 milioni (-5% a tassi correnti, invariate su base comparabile). Per l’intero esercizio il risultato operativo corrente è stato di 529 milioni, per un’incidenza sulle vendite pari al 20%.
Le vendite di Bottega Veneta sono risultate stabili a tassi correnti (+3% a tassi costanti) a pari a 1,7 miliardi nell’intero anno, mentre nel solo quarto trimestre sono state pari a 467 milioni (-3% a tassi correnti, +3% su base comparabile). Il risultato operativo corrente 2025 è stato di 267 milioni, per un’incidenza sulle vendite pari al 15,6%.
Le Maison di gioielleria hanno registrato un’espansione: Boucheron ha realizzato una crescita a due cifre, Pomellato ha mantenuto una traiettoria costante, DoDo ha accelerato e Qeelin ha continuato a mostrare un solido percorso. Il risultato operativo ricorrente dell’area nel 2025 è stato negativo per -112 milioni di euro.
Nel 2025 le vendite di Kering Eyewear sono state pari a 1,6 miliardi, in aumento del +1% a tassi correnti e del +3% su base comparabile. Il risultato operativo ricorrente di Kering Eyewear è stato di 252 milioni, con un’incidenza sulle vendite pari al 15,8%.
Kering propone dividendo ordinario per 3 euro e straordinario di 1 euro
Il free cash flow operativo ha raggiunto 4,4 miliardi, inclusi 2,11 miliardi dalla vendita di immobili a Parigi, New York e Tokyo. Escludendo le operazioni immobiliari, il free cash flow è stato di 2,29 miliardi, in calo del 35%. Il debito netto è sceso a 8 miliardi dai 10,5 miliardi registrati a fine 2024.
Il cda di Kering ha deciso di proporre all’assemblea annuale del 28 maggio prossimo, che sarà chiamata ad approvare il bilancio per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il pagamento di un dividendo ordinario in contanti di 3 euro per azione, dice una nota ricordando che un dividendo ordinario provvisorio di 1,25 euro per azione è stato già pagato il 15 gennaio scorso. Quindi, previa approvazione degli azionisti, il saldo del dividendo ordinario, pari a 1,75 euro per azione, sarà pagato il 4 giugno, con data di stacco il 2 giugno prossimo. Verrà inoltre proposto un dividendo straordinario di un euro per azione, legato alla cessione di Kering beauté al colosso L’Oréal per 4 miliardi, operazione annunciata a ottobre che dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026.