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Jobs act, Senato: il Governo chiede la fiducia

Il voto finale si terrà nel pomeriggio – Dopo il via libera del Senato, il provvedimento sarà legge – Partito democratico ancora diviso.

Jobs act, Senato: il Governo chiede la fiducia

Il governo ha posto la fiducia al Senato sul Jobs act. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del suo intervento in Aula a Palazzo Madama. Il voto finale si terrà nel pomeriggio. Dopo il via libera del Senato, il provvedimento – già approvato alla Camera – sarà legge. 

Dal Partito democratico la senatrice Lucrezia Ricchiuti ha già annunciato ieri il suo “No” alla fiducia, contro cui si erano espressi diversi senatori della minoranza Pd, che però non si erano spinti fino ad annunciare il voto contrario.

Il tema del lavoro “è una delle questioni essenziali se non quella essenziale per invertire questo lungo periodo di crisi che il Paese sta attraversando – ha detto questa mattina Poletti –. Bisogna agire perché la situazione cambi radicalmente. Questo Paese finora ha accarezzato rendite piuttosto che premiare le opportunità. E’ chiaro che non saranno le norme a produrre posti di lavoro ma siamo convinti che un buon contesto aumenti le opportunità”. 

In ogni caso, secondo il ministro, il Parlamento ha “significativamente cambiato e migliorato” il Jobs act. Quanto ai sindacati, “è importante che si tengano in considerazione – ha concluso Poletti – ma Governo e Parlamento hanno il dovere di assumere le proprie decisioni e compiere le scelte a loro demandate ed essere in grado di portarle a compimento perché queste sono le scelte che servono al Paese”.

LE PRINCIPALI NOVITA’:

– Si prevede il progressivo superamento delle collaborazioni a progetto a beneficio del nuovo contratto a tutele crescenti, che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio. Il Governo sta infatti già lavorando sul decreto legislativo che conterrà le norme della nuova forma contrattuale per i neoassunti.

– Per il contratto a tutele crescenti, nel licenziamento economico illegittimo, scatterà un indennizzo crescente con l’anzianità di servizio.

– Il reintegro rimane per i licenziamenti nulli e discriminatori e per specifiche fattispecie dei licenziamento disciplinare ingiustificato.

– L’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) sarà estesa ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

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