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Incontro Governo-parti sociali: Berlusconi cerca un sì sui tagli, i sindacati per la patrimoniale

L’Esecutivo sotto pressione prepara la nuova manovra: non si esclude un anticipo del Cdm del 18 agosto. Unità difficile tra le parti sociali, ma Marcegaglia difende l’autonomia di sindacati e Confindustria. Camusso avverte: “No ad interventi sul sociale”.

Incontro Governo-parti sociali: Berlusconi cerca un sì sui tagli, i sindacati per la patrimoniale

L’incontro tra il governo e le parti sociali si è aperto intorno alle 17.30 con la dichiarazione sull’unità d’intenti tra i sottoscrittori del patto per la crescita, ribadita dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Berlusconi, nemmeno tanto a sorpresa, è al suo posto, a presiedere la riunione. Mentre il premier rientrava in volo dalla Sardegna, sindacati, industriali e tutti gli altri soggetti coinvolti tenevano una riunione separata, per presentarsi al tavolo con una posizione comune. Marcegalia poteva così rivendicare, avviandosi a Palazzo Chigi, che l’accordo tra gli interlocutori del governo non era venuto meno, pur scontando i distinguo emersi in questi giorni.

 

“Dall’ultimo tavolo comune sono intervenuti fatti che ci costringono a riflettere insieme”, ha dichiarato Berlusconi in apertura, assicurando poi che il governo nel frattempo non è rimasto a guardare. Anzi, su quei punti dell’agenda che non sono stati superati dalle circostanze – ha proseguito il presidente del Consiglio -, quali la modifica agli articoli 41 e 81 della Costituzione, “ci stiamo già muovendo”.

 

Gli impegni gravosi che il Paese ha dovuto assumere, come l’anticipo del pareggio di bilancio al 2013, sono confermati. “Faremo tutto presto e bene”, ha rassicurato Berlusconi. Il ministro Tremonti ha parlato della necessità di “ristrutturare la manovra”, vale a dire – ha precisato il titolare dell’Economia – che “il rapporto deficit-Pil, al 3,8% quest’anno, dovrebbe scendere tra l’1,5% e l’1,7% il prossimo, per arrivare al pareggio nel 2013”. A sottolineare la gravità della situazione è stato in particolare Gianni Letta – “In questi ultimi cinque giorni tutto è precipitato”, ha detto –, annunciando per i prossimi giorni l’avvio di una serie di tavoli tematici. “Il primo sul mercato del lavoro sarà presieduto da Sacconi e Brunetta. Il secondo sulle infrastrutture da Matteoli e Romani”.

 

I sindacati, per parte loro, hanno confermato i paletti già annunciati. “No ad interventi sulle pensioni, i redditi da lavoro dipendente, la sanità e l’assistenza”, ha dichiarato la segretaria della Cgil, Susanna Camusso. “Bisogna chiedere di più a chi non ha dato, intervenendo con una tassazione significativa sui grandi patrimoni, sull’evasione fiscale e sui costi della politica”. Raffaele Bonanni, Cisl, ha sottolineato la necessità di fare presto, aggiungendo, sulle misure da adottare: “Occorre una riforma fiscale fatta di giustizia e di economia. E liberalizzazioni: a cominciare dai servizi pubblici locali, per avere buoni servizi e buoni prezzi”. Mentre Luigi Angeletti, leader della Uil, ha invitato a considerare l’eccezionalità dei tempi: “In questi periodi si possono fare cose che in periodi normali non sono mai state fatte. Il governo dunque sciolga alcuni nodi e lo faccia dando un segno chiaro sui tagli ai costi della politica”. E’ invece un intervento che esorta a lasciare che siano le parti sociali a regolare le materie che le riguardano quello di Emma Marcegaglia. “Sul tema del lavoro – ha puntualizzato – qualsiasi cosa si decide di fare deve restare nella disponibilità delle parti sociali, che hanno dimostrato di aver fatto passi importanti e sono pronti a farne altri”.

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