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In clima di forti turbolenze sui mercati, oggi arrivano l’asta Bot e il rating Moody’s sull’Italia

La brusca frenata tedesca e il crollo del prezzo del petrolio fanno impennare la volatilità dei mercati – Draghi ai governi:”O fate le riforme o andate a casa” – Saltano le Ipo – A Siena i nuovi soci internazionali nel cda di Mps – La pubblicità travolge i media – Per Autogrill, WdF e lusso continua la frana.

In clima di forti turbolenze sui mercati, oggi arrivano l’asta Bot e il rating Moody’s sull’Italia

GERMANIA E PETROLIO PIEGANO WALL STREET. ARRIVA IL RATING DI MOODY’S SU ITALIA E FRANCIA

L’ottimismo di Wall Street è durato lo spazio di una seduta. Ieri i listini Usa sono caduti a piombo. Ad innescare la mina del ribasso è stata la caduta dell’export tedesco -5,8% ad agosto: è il terzo dato negativo in arrivo dalla locomotiva d’Europa in tre giorni.

La conseguenza più clamorosa è stata il crollo della diga dei prezzi del greggio, sotto la pressione dei minori consumi e dell’abbondante offerta: il greggio ,in caduta libera, è scivolato a 84,77 dollari nella seduta Usa; a Londra il Brent ha chiuso a 89,24 dollari al barile. Nel giro di due mesi le quotazioni sono scese del 20%.

Le vendite hanno investito tutti i mercati Tokyo compresa (-1,2%). A Wall Street il Dow Jones ha accusato una perdita del 2%, al pari dei Nasdaq. Ha fatto peggio lo Standard & Poor’s 500 -2,1% che allontana da quota 2,000 (1.928,21). Dopo il balzo di mercoledì (maggior rialzo dell’anno), hanno chiuso in rosso tutti i dieci comparti dell’indice S&P, così come tutti i trenta titoli del Dow 30. 

Arretrano i titoli retail (Gap ha lasciato sul terreno ilo 12,7%), a picco i titoli del carbone, trascinati all’ingiù dal greggio, ormai in caduta libera: Exxon e Chevron accusano un calo del 3%. Torna ad impennarsi la volatilità: il Vix, o indice della paura, è salito del 24%. Dai minimi di febbraio. Il dollaro scende a 1,2687 sull’euro, risale l’oro (quarta giornata di rialzo), a 1.229 dollari l’oncia (+0,7%).

PIAZZA AFFARI MAGLIA NERA D’EUROPA. E SALTANO LE IPO

La frana Usa rappresenta una pesante ipoteca per la seduta odierna dei listini europei, già alle prese con un appuntamento assai delicato: stasera sarà annunciato il rating di Moody’s sull’Italia e sulla Francia, i due osservati speciali dell’eurozona.

Ieri la Borsa di Londra ha chiuso in calo dello 0,7%, Parigi -0,6%, Madrid -0,6% Ha fatto eccezione Francoforte +0,2%, unico listino positivo nonostante le pessime notizie in arrivo dall’economia reale. Piazza Affari ha guidato la discesa del Vecchio Continente con un calo dell’indice FtseMib dell’1,3%.

A sottolineare il momento negativo è arrivata la seconda rinuncia alla quotazione in una settimana: dopo Italiaonline anche in Intercos ha ritirato l’Ipo.

DRAGHI AI GOVERNI: O LE RIFORME O ANDATE A CASA

I governi Ue devono fare le riforme strutturali e agire contro la disoccupazione o saranno mandati a casa. L’ultimatum di Mario Draghi è risuonato ieri alla riunione del Fondo Monetario, dominata da echi sempre più drammatici: sale la paura per Ebola, dopo le prime vittime in Occidente (il costo finanziario per l’Africa occidentale può arrivare a 40 miliardi di dollari , il 4% del pil dell’area, secondo la Banca Mondiale), aumentano i rischi geopolitici.

In questa cornice i governi europei devono muoversi, sottolinea il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde che ha lanciato l’invito alla Bce perché vari nuovi e più efficaci stimoli per sostenere la crescita in Europa. Pronta la risposta di Draghi: la banca centrale è pronta a far leva su strumenti straordinari, ma ora tocca ai governi muoversi in fretta. L’unico dato positivo, secondo il presidente della Bce, sta nel fatto che i governi Ue hanno capito che se non riporteranno l’economia a crescere e non ridurranno la disoccupazione a livelli record, scompariranno dalla scena politica perché non saranno rieletti.

OGGI ASTA BOT, IL RENDIMENTO DEI BTP AI MINIMI

E’ in questa cornice turbolenta che il Tesoro si accinge a lanciare stamane  la prima delle operazioni di ottobre, in attesa del Btp Italia in programma il prossimo 220 ottobre. Si parte con l’asta Bot a 12 mesi per un importo di 8 miliardi, inferiore ai titoli in scadenza (9,7 miliardi). Ma non è questa l’unica regione di ottimismo.

Ieri, complice la crisi dei mercati azionari, si è accentuata la corsa ai Treasuries e ai Bund, che ha contagiato gli altri titoli di Stato europei. Il tasso del decennale spagnolo ha aggiornatoi minimi record a 2,03% e quello italiano ha sfiorato i minimi toccati ai primi di settembre a 2,26%, scendendo fino a 2,27%.

BANCHE PESANTI. A SIENA I NUOVI SOCI SBARCANO NEL CDA 

Le pesanti perdite delle banche sono all’origine della perfomance negativa di Piazza Affari, la peggiore d’Europa. Male i Big: Unicredit ha perso il 2,1%, Intesa -2,9%. Fanno peggio Ubi Banca -4,3% e Pop.Milano -3,4%. 

Monte Paschi +0,2%. Ieri hanno fatto finalmente ingresso nel cda i rappresentanti dei nuovi soci del patto di sindacato: Roberto Isolani (Btg Pactual) che siederà al posto di Marco Turchi nel comitato esecutivo di Mps, mentre David Martinez Guzman (Fintech Advisory) farà parte del comitato nomine e remunerazione. Entrambi siederanno nel comitato controllo e rischi.

Tra le società finanziarie, Mediolanum scende del 2,8%, Azimut -2,3%. I dati pubblicati oggi dalla Banca d’Italia mostrano che in agosto la domanda di credito è rimasta molto bassa, il totale degli impieghi è sceso dell’1,2% anno su anno, dal -1,3% di luglio. In calo sia il segmento aziende (-1,4%) che quello famiglie (-0,9%).

FIAT

Fiat -2,1% si appresta a fare il suo esordio a Wall Street in un momento difficile. Anche per questo JP Morgan ha abbassato il target price a 8,0 euro da 8,90 euro, confermando il rating Neutral. Il Lingotto ha confermato di aver scelto di non collocare in Borsa le azioni rivenienti dal recesso della fusione in Fca. I titoli resteranno in azienda in attesa dei risultato del road show di Sergio Marchionne tra gli investitori di oltre Oceano.

Intanto l’operazione di riacquisto del bond Exor 2017, cedola 5,375%, si è chiusa con adesioni e riacquisto per 238,6 milioni di euro, a fronte dei 690 milioni in circolazione. Il prezzo di acquisto è stato pari a 112,791. Tra le altre società industriali si è difesa StM, invariata,

Pesanti gli altri titoli: Prysmian -2,7%. Finmeccanica lascia sul terreno il 3,6%, la controllata Ansaldo Sts -2,2%. La crisi dei prezzi del greggio pesa sui valori energetici ma anche sulle utilities, che rischiano di dover ruvedere le previsioni sui margini e sul fatturato. Eni scende dello 0,7%, Enel -0,3%. Male anche Telecom Italia che chiude in calo del 2,3% a 0,832 euro dopo aver toccato minimi intraday a quota 0,8165 euro.

LA PUBBLICITA’ TRAVOLGE I MEDIA

Capitombolo di Mediaset che perde il 5,2% dopo i dati negativi sulla raccolta di pubblicità ad agosto (-11,3% su base annua). Scendono Mondadori -4,78%, Rcs -2,46%, L’Espresso -1,82%. In calo anche Class –3,58% mentre tiene Caltagirone editore -0,49%.

AUTOGRILL E WDF, LA FRANA CONTINUA

Nel lusso, Luxottica è salita dello 0,6%: Deutsche Bank ha alzato il target price a 47 euro da 46,6 euro, confermato il giudizio Buy. Tod’s scende dello 0,6%, Ferragamo -2,8%, è caduta Yoox -3,8%. Continua la frana di Autogrill e World Duty Free che scendono del 3,6% e del 3,1%.

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