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In Borsa prese di beneficio dopo le scintille del Big Tech Usa

Vendite su tutti i mercati azionari dopo il rally dei giorni scorsi – Piazza Affari perde lo 0,6% ma Enel, Interpump, Recordati e Mediobanca sono in controtendenza

In Borsa prese di beneficio dopo le scintille del Big Tech Usa

Seduta di realizzi in Piazza Affari, dopo due giorni di progressi: la chiusura di oggi è in calo dello 0,61% a 26.806 punti, con vendite su titoli finanziari e petroliferi. Sono solo sei, ma di peso, i titoli positivi a partire da Enel +0,99%. Timida Mediobanca, +0,1%, dopo la crescita record (+31%) dell’utile nel terzo trimestre.

Il rosso pallido domina anche nel resto d’Europa, in scia alle vendite in Asia e all’avvio contrastato di Wall Street.



Francoforte perde lo 0,35%; Madrid -0,31%; Parigi -0,2%; Amsterdam -0,25%; Londra -0,31%.

A orientare le scelte in questi giorni contribuiscono le numerosissime trimestrali, che si succedono dall’una all’altra sponda dell’Atlantico offrendo spunti d’acquisto o di profitto.

In Europa sono rimaste nel mirino le banche: le vendite hanno colpito Deutsche Bank, Santander, Danske, Barclays, in controtendenza Lloyds e Mediobanca.

A New York, dopo il record di DJ e S&P 500 di ieri, oggi è in verde il Nasdaq, trascinato da Microsoft, che ha offerto stime robuste sui prossimi mesi. Gli utili record aiutano Alphabet (Google), mentre è negativa Twitter. I conti sostengono Coca Cola, Boeing, McDonald, Harley-Davidson. Al contrario crolla Robinhood, che delude a causa di una riduzione dei livelli di trading sulle criptovalute. In ambito politico si continua a discutere intanto della tassa sui super ricchi proposta dal senatore democratico Ron Wyden. Se la norma fosse approvata i miliardari statunitensi dovrebbero pagare imposte su guadagni non realizzati sui loro asset.

Sul mercato valutario l’atteggiamento è attendista, in vista dei meeting delle banche centrali (Canada, Fed) a partire dalla Bce, che si riunirà domani e che, secondo alcuni osservatori, dovrà soppesare il rischio inflazione, in un contesto in cui restano alte le tensioni sui prezzi. Le aspettative nella zona euro hanno raggiunto i massimi di sette anni, superando il target Bce del 2% sulla scia dei costi crescenti dell’energia e della crisi negli approvvigionamenti.

L’indice dell’euro è praticamente invariato, così come quello del dollaro. Il cambio tra le due monete è poco sotto 1,16, sui livelli della vigilia.

La calma è piatta anche sull’oro, mentre arretra il petrolio, dai picchi toccati nei giorni scorsi. Il future Brent cede l’1,85% e tratta intorno a 84,8 dollari al barile.

Chiudono così in rosso i titoli del settore anche in Piazza Affari a partire da Tenaris -1,54% e Saipem -1,4%.

Tra le blue chip accusa un brutto colpo Nexi -6,64%, in scia al calo di Wordline a Parigi, dopo risultati nel trimestre sotto le attese del gruppo francese dei pagamenti.

Male le banche: Bper -2,44%; Fineco -2,52%; Banco Bpm -1,77%; intesa -1,15%; Unicredit -0,64%.

I rialzi sul listino principale sono circoscritti a sei titoli. Il migliore è Enel, seguito da Interpump +0,96%, Terna +0,49%, Recordati +0,46%, Mediobanca +0,1%, Stm +0,01%. Italgas cede lo 0,49%, dopo un terzo trimestre in linea con le previsioni.

Fallisce il recupero Campari, -0,85%. Rbc e Barclays hanno ritoccato al rialzo il target price portandolo rispettivamente a 10 euro (da 8,90) e a 12,9 euro (da 12,5).

Fuori dal paniere principale Technogym scivola del 4,67%, con i conti dei primi nove mesi che hanno leggermente deluso. I ricavi sono cresciuti del 21%, raggiungendo i 424,8 milioni di euro (con un incremento del 15,1% del canale business-to-business, a 292 milioni, e un balzo del 35,9% del b2c a 132,7 milioni di euro). Equita stimava a 435 milioni e Mediobanca Securities a 432,1 milioni.

Nell’obbligazionario sale moderatamente lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata a 106 punti base (+1,19%), con rendimenti rispettivamente a +0,88% e -0,18%.

Calano però i rendimenti sul primario: il Tesoro ha collocato stamani tutti i 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi (prima tranche con scadenza aprile 2022) offerti in asta e il tasso è sceso a -0,55% da -0,545% del collocamento di settembre. La domanda ha superato i 7,6 miliardi.

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