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Immobiliare: il lockdown sostiene i prezzi delle case

Secondo un report del servizio studi Bnl, nei primi sei mesi del 2020 l’andamento delle quotazioni immobiliari ha sorpreso gli analisti, che si aspettavano un crollo – L’Italia è uno dei Paesi con la dinamica dei prezzi più anomala ma a Milano le quotazioni corrono

Immobiliare: il lockdown sostiene i prezzi delle case

All’inizio della pandemia, la maggior parte degli economisti aveva previsto che il Covid avrebbe innescato in tutto il mondo un crollo delle quotazioni immobiliari simile a quello registrato dopo la crisi del 2008-2009. Le cose però non sono andate così. Anzi, finora è accaduto il contrario.

Secondo un report del servizio studi di Bnl firmato da Simona Costagli, nel primo trimestre del 2020 i prezzi a livello mondiale sono cresciuti del 2,4% su base tendenziale, uno dei valori più alti degli ultimi tre anni. L’andamento più sorprendente è però quello del secondo trimestre, quando, malgrado il divampare dei contagi, la crescita delle quotazioni immobiliari non ha rallentato. Tra aprile e giugno, nell’Eurozona i prezzi sono saliti del 5% su base annua, con un picco del 6,6% in Germania. Ma anche fuori dal Vecchio Continente la crescita è rimasta sostenuta: gli Stati Uniti hanno registrato un +4% fra aprile e giugno, mentre in Cina le quotazioni sono cresciute del 6,8% ad agosto e del 7,2% a settembre.

Quanto all’Italia, è uno dei paesi in cui l’andamento del mercato immobiliare ha destato maggiore sorpresa nella prima parte del 2020. Stando all’Istat, tra aprile e giugno i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie sono aumentati del 3,1% su trimestre e del 3,4% su anno. Si tratta delle variazioni più alte mai registrate dall’inizio delle rilevazioni. Il dato riflette un andamento omogeneo in tutto il Paese, con un picco nel Nord Ovest, dove l’incremento dei prezzi ha raggiunto il 5,5% tendenziale tra aprile e giugno. Spicca Milano, dove i prezzi crescono ininterrottamente da 19 trimestri e, contro ogni attesa, si registra un +13,5% e un +15,9% rispettivamente nel I e nel II trimestre dell’anno.

Al contrario, le transazioni hanno registrato un forte calo: il -15,5% del primo trimestre è stato seguito da un -27,2% nel secondo. “Il dato – commenta l’analista – sembra confermare l’ipotesi che le poche transazioni effettuate siano state dettate da urgenza della domanda o da una domanda estremamente motivata, che ha finito per sostenere i prezzi”.

In generale, “il ritardo con cui i prezzi delle abitazioni reagiscono a fasi discendenti del ciclo economico ha portato in passato a ritenere erroneamente che l’immobiliare fosse un settore più resiliente di altri – avverte Costagli – In questa occasione esistono però alcuni fattori che, oltre al naturale ritardo nell’aggiustamento, tendono a sostenere le quotazioni”.

Il più importante è il nuovo ruolo attribuito alle abitazioni, che, durante e dopo i lockdown, sono state considerate non più come mere residenze, ma anche come luoghi dove svolgere attività lavorative o scolastiche. “Le nuove esigenze hanno sostenuto la domanda soprattutto in alcuni segmenti abitativi (ampie metrature con spazi esterni), ma il fenomeno potrebbe essere solo temporaneo”, si legge ancora nello studio.

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