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Il Milan di Allegri vince il derby ma il primato spetta alla Roma di Gasperini che espugna Cremona e scavalca il Napoli

Allegri si dimostra maestro delle sfide che contano e si aggiudica il derby della Madonnina mettendo in ginocchio l’Inter ma in cima alla classifica balza la Roma che comincia a sognare in grande. Vince anche la Lazio e oggi Torino-Como e Sassuolo-Pisa

Il Milan di Allegri vince il derby ma il primato spetta alla Roma di Gasperini che espugna Cremona e scavalca il Napoli

La domenica di Roma e Milan. I giallorossi espugnano Cremona (1-3) e si prendono il primo posto in solitaria, complice il successo dei rossoneri nel derby (0-1), che costringe l’Inter ad abdicare dopo una sola giornata al comando. Gasperini gongola e si prepara alla sfida di domenica prossima contro il Napoli, ma è chiaro che la copertina va quantomeno divisa con Allegri: la vittoria nella stracittadina conferma l’assoluta maestria nel preparare gli scontri diretti, oltre che un pizzico di fortuna che non guasta mai. Chivu, al netto degli episodi sfavorevoli (su tutti il rigore sbagliato da Calhanoglu), deve fare i conti con la quarta sconfitta in campionato, la terza in un match d’alta classifica dopo quelle con Juventus e Napoli: solo un caso o sintomo di qualcosa che non va come dovrebbe? A completare la giornata, in attesa dei posticipi odierni (Torino-Como alle 18.30 e Sassuolo-Pisa alle 20.45), le vittorie di Lazio e Parma su Lecce (2-0) e Verona (1-2).

Inter – Milan 0-1: Allegri si prende il derby con Pulisic, Maignan para un rigore a Calhanoglu

Il Milan si prende il derby e il secondo posto, con un 1-0 che pesa come un macigno e che lascia l’Inter con una marea di rimpianti. Il Diavolo soffre, barcolla, si aggrappa a Maignan e ai pali, ma alla fine la vince di cortomuso grazie a una zampata di Pulisic, in perfetto stile Allegri. L’avvio è un assedio nerazzurro: dopo quattro minuti Maignan deve già fare un miracolo sulla girata in tuffo di Thuram, e non è che l’inizio. Il Milan prova a respirare, ma l’Inter arriva sempre prima, con più ritmo e cattiveria. Acerbi e Lautaro vanno a un passo dal gol, ma vengono fermati dai pali e da Maignan, strepitoso nel deviare il tiro dell’argentino. I rossoneri danno un segnale solo alla fine del primo tempo, quando Pulisic sfiora il palo con un tiro dalla distanza. La ripresa ricalca lo stesso copione, solo che stavolta il Milan non perdona. Calhanoglu perde un pallone sanguinoso, Saelemaekers tira, Sommer respinge male e Pulisic arriva come un rapace per l’1-0 che stravolge il derby. Il San Siro nerazzurro si ghiaccia, poi si rianima con l’episodio che potrebbe raddrizzare tutto: pestone di Pavlovic su Thuram e rigore (con l’aiuto del Var). Sul dischetto va lo specialista Calhanoglu, ma Maignan si conferma in stato di grazia e para alla grande.

Il finale è un assalto confuso dell’Inter, fatto più di nervi che di idee, ma il risultato non cambia più. Il Milan sorpassa i nerazzurri, resta in scia alla Roma e riapre un campionato in cui ora ci sono cinque squadre in tre punti. L’Inter, invece, si mangia le mani: occasioni, pali, rigore fallito. Ma soprattutto, l’ennesimo scontro diretto perso, a testimonianza che le scorie della scorsa stagione non sono ancora andate via.

Allegri: “Bella vittoria, importante per restare nelle prime quattro”

Una bella vittoria, è stata una partita divertente – ha esultato Allegri -. Nel primo tempo eravamo un pochino assenti, poi la squadra ha giocato meglio. Abbiamo avuto 4-5 situazioni dove potevamo rifinire meglio negli ultimi metri, dovevamo mettere in moto di più Saelemaekers perché Dimarco era molto alto e potevamo fare male, dovevamo rifinire meglio i cross. Poi, quando l’Inter è venuta ad attaccarci, ci siamo difesi bene sulle marcature preventive. Loro sono micidiali quando li vai a pressare e fanno gli appoggi con punte e centrocampisti, abbiamo difeso discretamente bene anche sulle palle inattive. La vittoria è importante soprattutto a livello psicologico, potevamo andare sotto di 5 punti che non sono tantissimi, ma rimanere dentro le prime 4 è molto importante. Il fatto degli scontri diretti è una bella gioia, poi ci sono campionati in cui li vinci tutti ma perdi punti con le piccole… Alla fine i punti che abbiamo sono quelli che meritiamo. Il rigore? Il merito va al preparatore Claudio Filippi, è il migliore in quel ruolo, un gran lavoratore. Molto bravo a preparare i portieri, specialmente sugli 11 metri”.

Chivu: “Non punto il dito contro nessuno, sarebbe odore di fallimento”

“Ci hanno fatto gol nell’unica occasione su lancio lungo, il calcio è così – ha sospirato Chivu -. I ragazzi ci hanno provato in tutti i modi, questo è lo spirito che voglio vedere. Quattro sconfitte nelle prime dodici giornate sono un po’ troppe, ma la classifica è corta. So quello che creiamo e i rischi che prendiamo. I miei giocatori sono i migliori, cercano sempre il massimo. Sommer? Non punterei mai il dito contro qualcuno, altrimenti ci sarebbe odore di fallimento. Non c’è un solo colpevole di questa sconfitta, siamo tutti coinvolti. Potevamo gestire meglio i momenti, abbiamo solo il dovere di rialzarci perché mercoledì abbiamo un altro match importante. Per caratteristiche dei nostri giocatori siamo costretti ad attaccare con tanti uomini e siamo più esposti alle ripartenze, qui ne abbiamo concessa una ed è stata fatale. Finora abbiamo subito abbastanza poco per quelli che sono i rischi che corriamo, ma dobbiamo migliorare nella percezione del pericolo e fare qualche fallo in più. La sostituzione di Lautaro? Sta bene, non posso cambiare giocatori? È una mia scelta tecnica, anche i ragazzi che sono in panchina meritano di dare il loro contributo”.

Cremonese – Roma 1-3: Gasperini primo in solitaria con Soulé, Ferguson e Wesley

La Roma torna da Cremona con tre gol, tre punti e la sensazione sempre più netta di potere davvero pensare in grande. Stavolta niente contraccolpi post-sosta come con Torino e Inter: la squadra di Gasperini riparte di slancio e si gode l’ennesima prova di maturità. E dire che il primo tempo poteva prendere una china ben diversa, se Svilar non avesse salvato su Bonazzoli e Vandeputte, quest’ultimo fermato anche dal palo, prima del rigore concesso e poi tolto per un presunto mani di Mancini. In mezzo lo 0-1 di Soulé, in gol con un sinistro chirurgico al minuto 17. Gasperini piazza Baldanzi nel ruolo di 9 solo sulla carta: in realtà parte, rientra, si abbassa, corre il triplo degli altri e alla mezz’ora la sua giocata manda in porta Pellegrini per il 2-0, prima annullato per offside. La Roma crea, la Cremo risponde, lo 0-1 è fragile e scintillante, come tutta la partita che corre via senza un attimo morto. Poi il secondo tempo si apre e cambia tutto. Al 60’ riecco Soulé, sempre caldo, sempre nel vivo, ma è il momento in cui la Roma riscopre un centravanti vero: dentro Ferguson per Baldanzi, fuori Gasperini espulso per proteste, e subito dopo l’irlandese trova il suo primo gol in Serie A e in giallorosso. Un sigillo che spezza un digiuno di 393 giorni e pesa quanto una liberazione. La Cremo prova a reagire con una girata di Bonazzoli fuori di centimetri, ma non basta: gli ospiti ripartono, Soulé apre il campo, e Wesley, anche lui a secco da agosto, firma il 3-0 e mette il lucchetto alla gara.

Nel recupero Folino trova il 3-1 di testa, giusto per aggiornare le statistiche, ma la sostanza non cambia: la Roma sale a 27 punti dopo 12 giornate e ribadisce la sua candidatura al vertice. Gasperini può davvero sorridere, perché nessuno, forse nemmeno lui, immaginava di iniziare così bene la sua avventura giallorossa.

Gasperini: “È giusto sognare quando ci si trova in certe posizioni”

Stiamo crescendo, abbiamo fatto un ulteriore passo avanti – il commento di Gasperini -. Ultimamente abbiamo fatto delle ottime partite: con l’Udinese ma se vogliamo anche a Milano con il Milan. Oggi, però, c’è stata una crescita: abbiamo giocato bene in attacco, con bei movimenti, giocando di reparto e sempre con pericolosità. C’era sempre la sensazione di creare pericoli, questo non succedeva qualche settimana fa. È un grande merito di questi ragazzi, che sembra abbiano svoltato: il primo gol è bello, il terzo è di qualità e il secondo negli spazi. Quando sei in queste posizioni, è giusto sognare. Noi lo stiamo vivendo e finché si può, cerchiamo di allungarlo. Sono contento anche per Ferguson, ha segnato una rete importantissima. Stavamo giocando anche bene, con parecchie situazioni pericolose, ma il secondo gol ci ha fatto capire che potevamo vincere. La mia espulsione? I 10 minuti finali del primo tempo sono stati veramente pesanti, poi all’inizio del secondo non ho detto veramente niente. Il quarto uomo ha fatto due errori molto grossolani: è stato richiamato due volte, una pessima presenza”.

Lazio – Lecce 2-0: Sarri torna a vincere con Guendouzi e Noslin

La Lazio riparte, nonostante un clima che definire teso è poco: l’Olimpico muto, la protesta contro Lotito che rimbomba più dei cori, e una squadra che deve scrollarsi di dosso lo stop con l’Inter. L’avvio, peraltro, sembra tutt’altro che semplice: Sottil segna, ma l’arbitro cancella tutto per un fallo sull’uscita di Isaksen. Da lì, però, i giallorossi spariscono e la partita diventa un monologo biancoceleste. La Lazio infatti sale di tono, e Falcone deve metterci le mani più volte per salvaguardare lo 0-0. Alla mezz’ora, però, arriva il gol che cambia l’inerzia: Basic mette un cioccolatino e Guendouzi lo trasforma in spaccata vincente. Il Lecce prova a mischiare l’attacco inserendo Stulic e Banda per Camarda e Berisha, ma è ancora la Lazio a sfiorare la rete: Dia segna, il Var interviene per un fallo dello stesso attaccante su Tiago Gabriel. Falcone continua a tenere a galla i suoi con due parate irreali, poi la sfortuna si mette di mezzo con un doppio palo clamoroso di Guendouzi e Zaccagni, davvero a un soffio dal raddoppio.

Nel finale la partita si scalda e la Lazio capisce che è il momento di chiuderla. Lo fa con la giocata che non ti aspetti: Provedel lancia Noslin, che brucia tutti e batte Falcone, questa volta costretto ad arrendersi. Finisce 2-0, tre punti pesanti e classifica che torna a sorridere: la Juventus è a soli 2 punti… A Sarri però resta un pizzico di amaro in bocca per gli infortuni di Cataldi e Gila, due macchie in una serata altrimenti perfetta.

Sarri: “Ottimo livello, ma che tristezza vedere la curva vuota”

È stata una buona Lazio soprattutto nei primi 65 minuti, un peccato essere solo sull’1-0 in quel momento della gara, perché il risultato poteva essere più largo – l’analisi di Sarri -. Ci siamo tenuti a rischio fino alla fine in una gara fatta bene, con tante palle gol e rischiando pochissimo. Il risultato ci metteva a rischio fino al novantesimo e ci dispiace per questo, ma ho visto 60 minuti di ottimo livello. Siamo stati chiari fin dall’inizio sul nostro obiettivo: crescere e vedere se a fine anno abbiamo 7-8 giocatori pronti per essere inseriti in una squadra con ambizioni europee. Non possiamo cambiare obiettivi in base all’ultimo risultato. Bisogna essere contenti della crescita e della vittoria, anche se ho avuto un po’ di tristezza nel vedere la curva vuota“.

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