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Il debito ungherese deve fare i conti con l’apprezzamento del franco svizzero

Un debito pubblico denominato in gran parte in franchi svizzeri. Governi locali indebitati fino al midollo, il cui 20% del debito è in valuta straniera. Il franco che continua ad apprezzarsi. Ma le autorità non sembrano trovare un accordo. Il tutto in quadro di misure di austerità imposte dalla Troika in cambio di 20 miliardi di dollari.

Il debito ungherese deve fare i conti con l’apprezzamento del franco svizzero

L’associazione bancaria ungherese (Mbsz) ha dichiarato oggi che ritiene “inutile” ogni discussione sulla ristrutturazione del debito dei governi locali e che sarebbe in gran parte impossibile da intraprendere.

Eppure qualche giorno fa sul Wall Street Journal si leggeva che l’Ungheria è il Paese più a rischio nell’Europa Centrale in quanto gran parte del suo debito pubblico – pari all’80% del Pil – è denominato in franchi svizzeri. Con l’apprezzamento del franco degli ultimi due anni è aumentato molto il debito dei privati ma soprattutto quello dei governi locali, di cui circa il 20% è denominato in moneta estera (secondo i dati della Banca nazionale ungherese – Mnb).

Il segreterio dell’associazione bancaria Levente Kovács ha detto che il debito dei governi locali si attestava, il 30 giugno, a 1,017 miliardi di fiorini (circa 3,7 milioni di euro) in linea con la media europea, circa il 4% del Pil. Inoltre Kovács ha sottolineato che la percentuale di prestiti non restituiti nei portafogli delle banche municipali è solamente dello 0,5%. Quindi non c’è nulal da temere.

La scorsa settimama però alcune municipalità hanno chiesto l’intervento del Governo per mediare con le banche e ottenere un ritardo nei pagamenti principali nei prestiti denominati in valuta straniera. Gran parte dei debiti dei governi locali è denominata in franchi svizzeri e ieri è stato toccato il record con il franco a 273.43 fiorini. Ultimamente alcuni governi locali, con la cooperazione delle banche, hanno rdovuto ristrutturare il proprio debito per mantenere intatta la loro posizione finanziaria e in molti stanno pensando di congelare le spese e gli investimenti già programmati.

János Lázár, capo del gruppo parlamentare conservatore al governo, ha escluso la possibilità di un “incondizionato” consolidamento del debito dei governi locali. Il parlamentare ha consigliato alle municipalità di cercare soluzioni individuali e negoziare con le banche nuove scadenze di pagamento.

Bisogna ricordare che nel 2008 il Fondo monetario internazionale, l’Unione europea e la Banca centrale europea hanno accordato al Paese un prestito di 20 miliardi di dollari in cambio di misure di austerità che consentano all’Ungheria di raggiungere determinati obiettivi tra cui una crescita del 2,5% nel 2011 e un deficit al 3% nel 2012. 

Fonte: Budapest Business Journal

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