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Il cambio di governo non turba i mercati: il FtseMib riparte da quota 20mila, spread attorno a 200

L’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi cade in un momento propizio per l’umore dei mercati finanziari: il FtseMib riparte da quota 20mila e lo spread è stabilmente sulla soglia dei 200 punti base – Nomura punta sulle banche popolari – Eni aumenta la cedola e scopre il Congo – Luxottica si prepara al dopo-Guerra – Fca cresce in Canada – Milano apre in positivo.

Il cambio di governo non turba i mercati: il FtseMib riparte da quota 20mila, spread attorno a 200

La staffetta a Palazzo Chigi cade in un momento propizio, almeno per quel che riguarda l’umore dei mercati. L’Asia, con l’eccezione della Borsa di Tokyo -1,7%, spinta all’ingiù dal rafforzamento dello yen, celebra San Valentino con una seduta in rialzo, dopo i dati sull’inflazione cinese in calo al 2,5%.

Wall Street ha assorbito senza danni sia i dati negativi sulle spese per consumi e del mercato del lavoro di gennaio, attribuiti al freddo di gennaio, che la trimestrale deludente di Cisco -4,4%. L’indice Dow Jones ha guadagnato lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,58% (ad un passo dal record assoluto) e il Nasdaq lo 0,94%.



Time Warner Cable ha fatto un balzo del 7% dopo che Comcast -4,1% ne ha annunciato l’acquisizione per 45,2 miliardi di dollari, in un’operazione tutta in carta. Il deal coinvolge indirettamente Apple +1,6%, alla vigilia della più volte annunciata tv della Mela. Secondo Bloomberg il gruppo vorrebbe presentare la sua “scatola magica” (molto più veloce e con più canali grazie ad un nuovo processore) da collegare al televisore entro aprile per poi lanciarla in autunno, per la stagione natalizia. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il gruppo produttore di iPhone sarebbe in contatto proprio con Time Warner Cable.

E’ finita in terreno positivo anche la seduta delle Borse europee, galvanizzate dalla riscossa di Wall Street: Parigi +0,1%, Francoforte +0,6% e Madrid (+0,1%).

PIAZZA AFFARI DIFENDE QUOTA 20 MILA

Recupera anche la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib che era arrivato a perdere l’1,2% ha chiuso con una flessione dello 0,17% comunque sopra quota 20 mila. Al traino di Wall Street, probabilmente, più che per l’effetto Renzi. La crisi politica, comunque, non spaventa i mercati.

Anche lo spread infatti ignora la crisi di Governo. I rendimenti del decennale non si sono di fatto mossi dopo l’intervento del leader alla Direzione del partito. Il differenziale di rendimento dei BTp decennali nei confronti dei Bund si è ristretto a 204 punti base nel pomeriggio, sotto i massimi di giornata (211 bp), ma il movimento è stato in linea con il trend degli altri titoli periferici.

In mattinata le aste di Btp italiani di metà mattinata erano andate molto bene sia dal punto di vista della domanda che da quello dei rendimenti: il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di Btp a tre anni all’1,41%, 2,5 miliardi di Btp 7 al 3,02% e 1,5 miliardi di trentennali al 4,59%.

NOMURA: IL BANCO POPOLARE E’ CHEAP. E IL TITOLO VOLA

Fotografia contrastata per i titoli finanziari. Comunque protagonisti di un grande recupero nel finale. Per Nomura è arrivato il momento di puntare su alcune banche del sud Europa, e in particolare sugli istituti di credito portoghesi e su alcuni italiani che risultano “più economici”. Scatta sull’onda del consigli il Banco Popolare, in rialzo del 4,4%, mentre Pop.Emilia +1,8% recupera dopo una partenza negativa.

Prende forma intanto l’asse tra Unicredit -0,3% ed Intesa -0,8% per affrontare il nodo dei crediti deteriorati. Il progetto prevede due veicoli studiati assieme a Kkr cui conferire crediti ristrutturati del valore iniziale di 1 miliardo di euro.

Nel dettaglio il primo veicolo procederà a operazioni di cartolarizzazione mentre il secondo prevederà l’ingresso di un partner specializzato in turnaround industriale”, probabilmente l’americana Alvarez & Marsal accanto a Kkr. Monte Paschi -1%, Mediobanca -1,3%. Prese di profitto sugli asset management: Azimut -1,9% dopo il record storico di  mercoledì. Mediolanum -1,7%.

ENI AUMENTA LA CEDOLA. E SCOPRE IL CONGO

Eni -0,18% nel  giorno della presentazione dei conti. I successi nell’esplorazione consentono al cane a sei zampe di compensare in parte gli effetti negativi di alcune crisi geopolitiche che zavorrano la produzione petrolifera, come in Libia e Nigeria, e il calo dei consumi di gas in tutta Europa. Nei prossimi anni saranno ceduti asset per 9 miliardi: 2,2 miliardi dalla vendita della partecipazione nella jv Artic Russia, altri 3 miliardi dal disinvestimento dell’8% in Snam e Galp. Infine, altri 3,6 miliardi dalla cessione di altri asset produttivi ed esplorativi.

La major petrolifera italiana che ieri ha comunicato la scoperta di un giacimento in Congo, chiude comunque l’anno con un utile netto adjusted in calo del 35% a 4,43 miliardi. Nonostante queste prospettive, Eni conferma la sua politica di generosa remunerazione per gli azionisti, con la cedola a 1,10 euro per il 2013 e a 1,12 euro per l’esercizio 2014 unito al piano di buyback a sostegno del titolo che procede senza fretta: “Non è possibile un piano di riacquisto del 10% in tre mesi”, ha puntualizzato l’ad Paolo Scaroni che, a proposito delle nomine, si è limitato a dire: “Suggerirei che non ci sia un happening a mezzanotte del giorno prima della scadenza”.

Da segnalare nel mondo oil il balzo di Saras +5,73% a 1,0. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato sul titolo il target price a 0,8 euro da 0,7 euro, confermando il rating reduce. Per gli esperti il rimbalzo dell’azione è dovuto alle rinnovate speculazioni sull’aumento della partecipazione di Rosneft, che ora detiene una quota del 21%.

Acquisti anche su Trevi +2,34% grazie alla notizia che la controllata Drillmec si è aggiudicata la fornitura di nuovi impianti petroliferi onshore ed offshore del valore di circa 135 milioni di dollari da Aker Solutions, Idc Iraqi Drilling Company ed Enel +0,8% sui massimi dell’anno.

LUXOTTICA SI PREPARA AL DOPO GUERRA

In Piazza Affari scendono i titoli del lusso: Yoox -1,1%, Ferragamo -1,7%. Resiste Luxottica -0,6%, nonostante le indiscrezioni su una possibile uscita dell’a.d. Andrea Guerra, molto apprezzato dagli investitori. Guerra potrebbe diventare oggi ministro dello Sviluppo Economico nel prossimo governo Renzi.

FCA CRESCE IN CANADA

Fra i titoli industriali, Finmeccanica +0,2%, si è spinta sui nuovi massimi dell’anno. Fiat  è rimasta invariata. Il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, ha detto che il governo potrebbe offrire liquidità per l’impianto di Windsor (5.000 dipendenti). Fca  ha chiesto, secondo la stampa canadese, incentivi per il 20% almeno della cifra da investire (2,6 miliardi di dollari canadesi in tutto)  per ammodernare lo stabilimento in Ontario, dal quale dal 2016 dovrebbe uscire un nuovo minivan, completamente ripensato, che dovrebbe essere venduto in tutto il mondo e in particolare in Europa. Pirelli -1,2%, StM -0,6%.

In lieve rialzo Telecom Italia+0,12%. Deutsche Bank ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il target price a 0,9 euro: dopo l’investor day di Vimpelcom, proprietaria Wind, gli esperti vedono il consolidamento del mercato mobile italiano più probabile, sebbene non prima del terzo o quarto trimestre. 

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