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I problemi di Dazn. Lo streaming Internet non va? Proviamo a risolvere così

Il fiasco del calcio via web, ma non solo. La fonte del segnale, la linea che lo trasmette, il nostro impianto di casa: ecco come individuare cosa non funziona e come rimediare, partendo dal nostro WiFi

I problemi di Dazn. Lo streaming Internet non va? Proviamo a risolvere così

Cosa ci impedisce di vedere le partite di calcio via Internet con DAZN? E se la rete a singhiozzo colpisce anche i film, la serie Tv, il concerto, persino YouTube? Di chi la colpa e come tentare di risolvere il problema? Si trasforma in un ciclone il malumore degli italiani inferociti per le disfunzioni delle partite via streaming nella prima giornata del campionato di calcio. Ecco lo scaricabarile, le accuse incrociate, le spiegazioni più o meno plausibili su quello che davvero sta accadendo. Fino ad un’ammissione di colpa da parte di DAZN, che in questo caso ha “confessato” (o ha dovuto confessare) piuttosto rapidamente: il problema non è dovuto ai gestori Internet ma al flusso video a singhiozzo già all’origine, ma “si tratta di assestamenti necessari in questa fase completamente nuova”.

Ma cosa è effettivamente successo? Cosa può ancora accadere? Facciamo ordine, soprattutto per cercare di aiutare chi volesse venirne a capo o almeno limitare l’impatto su quella che è la principale rivendicazione endemica del popolo italiano: il diritto al pallone, specie se per esercitarlo abbiamo dovuto mettere mano al portafoglio.

Come funziona

L’origine della trasmissione, il trasporto e la “consegna” dei dati attraverso Internet, il collegamento finale alla grande rete e la distribuzione del segnale tra l’apparecchio che ci collega ad Internet (router) e il nostro appartamento. Tre fasi. Il problema può annidarsi in ciascuna di esse o magari (se siamo davvero messi male) in più di una. Coinvolgendo, come intuibile, responsabilità diverse: il fornitore primo della trasmissione (DAZN, nel caso agli onori delle cronache di questi giorni), il nostro provider Internet (il fornitore di telecomunicazioni a cui parliamo la bolletta per Internet e telefono), i collegamenti dentro casa (che sono di responsabilità o nostra o di chi ci ha fatto l’impianto di distribuzione del segnale con le prese via cavo o con i segnali WiFi). Vediamo allora come possiamo tentare di intercettare il problema intervenendo per risolverlo. Un esercizio che può rivelarsi utile per il fiasco calcistico dei giorni scorsi ma anche per gli innumerevoli problemi più o meno analoghi che possono riguardare la nostra connessione Internet, e non solo per i servizi di streaming on-line.

Tre intoppi

Fase uno, e relativo possibile intoppo: l’immissione del segnale audio video nelle apparecchiature che gestiscono le richieste di streaming da parte di ciascuno degli utenti finali. Si tratta di classici server al servizio del fornitore del media all’origine (nella fattispecie la partita). Server che possono essere direttamente nelle strutture di chi gestisce la trasmissione alla fonte o, come accade nella maggior parte dei casi, posseduti e gestiti da società che offrono servizi informatici e di telecomunicazioni esterni. Lo streaming è quella sorta di serbatoio-contenitore di bit (buffer, nel linguaggio tecnico) che man mano rilascia le immagini e relativo audio con un ritardo di qualche secondo, garantendo la continuità della nostra ricezione.

Per garantire via Web un buon video in contemporanea a moltissimi utenti i gestori dello streaming (è appunto il caso delle partite di serie A di DAZN) ricorrono a svariati artifizi, come quello dell’ “Edge caching”: il flusso verso i gestori Internet a cui siamo abbonati viene irrobustito ricorrendo ad uno spostamento del carico di lavoro dai server principali al server uscì netto agli utenti che devono fruire del servizio. Nel caso delle partite di calcio DAZN aveva assicurato che avrebbe messo a disposizione degli operatori di tlc italiani una quota di mercato almeno del 15% fino a 10 sistemi di 2edge caching” con 200 gigabit per secondo ciascuno di capacità, così da gestire la bellezza di 2 terabit per secondo  (Tbps, ovvero mille volte un Mbps, che corrisponde ad un milione di bit al secondo) di traffico globale senza problemi, con l’impegno in caso di bisogno di aumentare ulteriormente e “al volo” questa capacità.

Fase due del nostro streaming, con relativo possibile intoppo: la cosiddetta “banda minima garantita” dal nostro provider Internet e la sua effettiva continuità anche nei periodi di massima congestione della rete gestita dal provider.

Fase tre: siamo sicuri che una volta arrivato al nostro router il segnale non di impantani per qualche malfunzionamento, magari per un segnale WiFi insufficiente o difettoso in giro per casa?

Come individuare il difetto

Insomma: il problema è alla fonte, nella trasmissione o a casa nostra? E con chi ce la possiamo (o dobbiamo) prendere? Magari – ve lo anticipiamo – con noi stessi. La verifica va dunque fatta in ordine inverso, controllando la distribuzione del segnale Internet in casa nostra.

Primo test, pregiudiziale a tutti gli altri: cercate di collegare un Pc direttamente al router con un cavo Ethernet disabilitando il WiFi sul Pc che state usando per questo primo controllo. Andate quindi su uno dei siti che vi consentono di misurare la qualità e la velocità della connessione diretta via cavo al router digitando l’indirizzo Internet www.speedtest.net , oppure quello eventualmente indicato dal vostro provider. Dopo una manciata di secondi avrete il responso: la latenza (velocità di risposta) non deve superare i 100 millisecondi e le velocità del download (i dati che arrivano al vostro Pc) e dell’upload (i dati che trasmettete) non devono essere troppo lontani dalle velocità di riferimento indicate nel vostro contratto.

Già 10 megabit al secondo in download dovrebbero essere sufficienti a garantirvi un buon streaming video in alta definizione, se in quel momento la velocità della vostra connessione non è “tagliata” da altri collegamenti sulla stessa rete (un altro video che qualcuno sta vedendo a casa vostra, una contemporanea sessione in smartworking magari in videoconferenza, ad esempio).

Se la velocità massima della vostra connessione è inferiore ai 7 megabit al secondo o è molto inferiore a quella contrattuale ecco risolto il rebus: nel primo caso passare ad un abbonamento più “robusto”, nel secondo prendetevela con il gestore del vostro abbonamento Internet. Altrimenti, se la velocità del collegamento diretto via cavo risulta soddisfacente, passate alla fase due della verifica: se per il vostro streaming della partita di calcio usate un collegamento in WiFi usate quest’ultimo: scollegate il cavo ethernet dal Pc, collegatelo in WiFi alla vora rete e ripetete lo speed-test. Tenete conto che se avere una connessione superveloce in fibra ottica che via cavo vi garantisce addirittura un megabit al secondo o poco meno il collegamento dei vostri apparati via WiFi taglierà la velocità sino ad un decimo o anche meno, a meno che non abbiate uno speciale router WiFi dell’ultimissima generazione. In ogni caso i 20 o almeno 10 megabit al secondo “stabili” dovrebbero essere garantiti. Se così non fosse ecco il colpevole: il vostro WiFi, che magari ansima perché il Pc (o la Tv, o il telefonino) sono troppo lontani dal router o magari ci sono un paio di muri di mezzo.

Come risolvere il problema

Se il problema è nei vostri collegamenti WiFi e tutto il resto funziona bene provate a mettere a posto le cose a casa vostra, tenendo conto di un paio di cose. Primo: se nelle immediate vicinanze del router WiFi le prestazioni sono buone ma così non è nei posti dove vogliamo che funzionino i nostri apparati, non è quasi mai una buona idea tentare di estendere il segnale WiFi con un semplice repeater, gli apparecchietti che si attaccano semplicemente ad una presa elettrica intermedia tra il router e la zona che vogliamo coprire meglio con il segnale: raramente il risultato è soddisfacente.

Se proprio non possiamo usare una connessione cablata rivolgiamoci almeno ad un repeater di ultima generazione che usa la soluzione “mesh” (le frequenze radio sono segmentate per collegare i vari “nodi” della rete facendola apparire come unica) compatibile o con la vostra marca di router o con tutti i router (leggete bene sulla scatola o meglio ancora nel manuale). Meglio ancora se possiamo collegare il nostro “mesh” al router principale con un cavo di rete (ethernet) almeno di categoria 5e, o 6. In alternativa usiamo un reperater “powerline”, che usa l’impianto elettrico di casa come sostituto del cavo di rete.

Se invece tutti i vostri test via cavo e via WiFi vi confermano che la vostra connessione è sempre stabile e sufficientemente veloce il principale indiziato per i vostri problemi è uno e uno solo: il fornitore del vostro streaming. La partita di calcio, il film, la serie Tv: i server alla fonte, insieme a quelli per l’”Edge chaching”, evidentemente non sono dimensionati per gestire tutto il traffico, o hanno problemi di collegamento tra loro. Gli stessi problemi che sicuramente avranno innumerevoli altri utenti dello stesso servizio. Così saprete, da soli o tutti insieme, con chi prendervela.

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