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I dazi Usa e il crollo del petrolio spingono le Borse al ribasso

I nuovi dazi americani contro la Cina e la caduta dei prezzi petroliferi colpiscono i listini azionari – Negativi soprattutto i titoli bancari e petroliferi – Piazza Affari lascia sul terreno l’1,3% ma nella settimana ha guadagnato il 3,5%.

I dazi Usa e il crollo del petrolio spingono le Borse al ribasso

Ultima seduta in rosso per i listini europei, penalizzati dai nuovi dazi americani alla Cina e dal deciso calo del petrolio. A mezzora dalla chiusura l’indice Stoxx Oil&gas arretra quasi del 2%. Al termine di una settimana positiva anche Piazza Affari perde l‘1,32% e scende a 22.190 punti, con vendite diffuse sulle blue chip a partire dai titoli legati all’oro nero, Tenaris -4,63%; Saipem -4,18%; Eni -2,3%. Deboli le banche. 

La piazza peggiore è Londra -1,7%, seguono Madrid -1,07%, Francoforte -0,74%, Parigi -0,48%. Dopo un avvio negativo Wall Street accelera al ribasso con la guerra commerciale alle porte. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato infatti che dal 6 di luglio gli Stati Uniti imporranno dazi del 25% su 50 miliardi di merci cinesi contraddistinte da tecnologie industrialmente significative e proprietà intellettuale. Immediata la replica della Cina: faremo altrettanto. A seguito del botta e risposta Boeing, il primo esportatore statunitense verso la Cina, perde oltre il 2%, trascinando giù il Dow Jones per il quarto giorno di fila.

Pesa sui listini anche il deciso ribasso del petrolio, a una settimana dalla riunione dell’Opec a Vienna che potrebbe stabilire un aumento della produzione.Soprattutto Arabia Saudita e Russia spingono in questa direzione, anche se altri Paesi sono freddi sull’ipotesi. Sul prezzo di barile si fa sentire inoltre la forza del dollaro (il dollar index è ai massimi da fine maggio) dopo il rialzo dei tassi Usa e la prospettiva di una Federal Reserve orientata a ritoccare il costo del denaro altre due volte nel 2018. In sintesi: il Brent scende a 73,36 dollari al barile (-3,4%) e il Wti 64,68 dollari (-3,01%). Perde appeal l’oro, -1,86%, 1278,09 dollari l’oncia.

Sul fronte valutario l’euro recupera un poco del terreno perduto contro il dollaro, portandosi in zona 1,162. Seduta da incorniciare per il secondario italiano, che beneficia delle scelte prudenti della Bce. Si stemperano anche le tensioni politiche fra Italia e Francia, dopo l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi. Lunedì Conte volerà a Berlino per un colloquio con la cancelliera Angela Merkel.

Il rendimento del decennale scende a 2,62%, mentre lo spread con il Bund si riduce a 221.00 punti (-4%). Il positivo andamento dei titoli di Stato non basta però a rincuorare le banche, penalizzate dalle prese di beneficio e dalla prospettiva che un rialzo dei tassi d’interesse nell’Eurozona non ci sarà prima della fine dell’estate 2019. Le più negative sono Ubi -3,19% e Bper -2,62%. In calo Cnh -2,85%. I titoli più esuberanti sono Campari, +1,44%; Buzzi, +0,76%; Pirelli +0,68%; Banca Generali, +0,36%; Ferrari +0,35%.

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