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Hsbc, il Ceo lascia dopo appena 18 mesi

Il cinquantenne John Flint getta la spugna e presenta una trimestrale con utile adjusted pre-tasse in crescita del 6,8% e utile netto di quasi 10 miliardi (+18,1%)

Hsbc, il Ceo lascia dopo appena 18 mesi

L’amministratore delegato del gruppo bancario britannico Hsbc, John Flint, sia dimesso dal suo incarico dopo solo 18 mesi. Lo comunica la banca, specificando che il manager “resta a disposizione per assistere l’istituto nella transizione” in questa difficile fase internazionale. John Flint, 51 anni, ha passato tre decenni in Hsbc. Flint ha dichiarato di ritenere che questo sia un “buon momento per un cambiamento, per me e per la banca”. Il titolo Hsbc, quotato alla Borsa di Londra, ha reagito con un calo del 2,10% a 635,2 Gbp.

Noel Quinn, numero uno della divisione banca commerciale di Hsbc, è stato nominato amministratore delegato ad interim, in attesa che l’istituto trovi un nuovo ceo. La sua ricerca avverrà sia all’interno della banca che fuori.



La notizia delle nuove dimissioni fa premio sui conti semestrali presentati dalla banca che ha chiuso il primo semestre del 2019 con un utile pretasse di 12,4 miliardi di dollari, in rialzo del 15,8% rispetto a un anno fa. Il risultato comprende anche 828 milioni di dollari riconosciuti alla banca dopo la fusione della filiale The Saudi British bank (Sabb) con Alawwal bank in Arabia Saudita, oltre ad altri proventi non ricorrenti per 615 milioni e tagli di costi per 248 milioni. Esclusa questa partita straordinaria, l’utile pre-tasse adjusted risulta pari a 12,5 miliardi di dollari, in aumento del 6,8% su base annua. L’utile netto è salito del 18,1% a 9,9 miliardi.

I ricavi sono saliti del 7,6% e dell’8% in termini adjusted. Il Rote è salito di 150 punti base all’11,2%, inclusi 120 punti per l’impatto della vendita di Sabb, il Cet1 è migliorato di 30 punti base rispetto a dicembre 2018 al 14,3%. La banca ha anche annunciato l’intenzione di lanciare a breve un programma di buyback da un miliardo di dollari. Hsbc, di fronte alle mutate condizioni di politica monetaria negli Usa ha indicato di aspettarsi di non riuscire a centrare l’obiettivo di un Rote al 6% nel 2020 negli Stati Uniti, anche se è stato confermato il target di un Rote sopra l’11% a livello globale nel 2020.

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