Apre oggi, venerdì 17, e chiuderà martedì 21, a Milano-Rho Fiera la 44° edizione di Host, la piattaforma mondiale per le tecnologie, i prodotti e i servizi per l’ospitalità, il fuori casa e il food retail. Organizzata dalla Fiera di Milano, riunisce 2.041 espositori da 56 Paesi; sono attesi operatori professionali da tutto il mondo, dei quali ben 700 hosted buyer invitati da Ice, altamente profilati. Molti i numeri annunciati da Fiera Milano a partire dal “valore” di Host che rappresenta, con i suoi espositori, oltre 166,2 miliardi di euro. Ma l’intera piattaforma italiana della ristorazione e dell’hospitality vale ancor di più, per un totale -secondo la Fipe-Confcommercio di 120 miliardi tra hotellerie e ristorazione (intorno agli 80 miliardi) e relative filiere.
Host traino dell’export
I comparti presenti a Host sono articolati in tre macroaree organizzate per affinità di filiera alle quali si è aggiunto un settore in ascesa, le macchine del vending. Dai numeri che escono da Fipe e dagli studi di diversi istituti americani ed europei, il dato clamoroso è che le aziende italiane hanno una fortissima propensione all’export, che arriva per comparti brillanti come le attrezzature professionali e il caffè, addirittura all’80-90 per cento. Ancora primati: la nostra ristorazione rappresenta il 19 per cento del totale mondiale, mentre l’insieme di hotel e siti di ospitalità di diverse tipologie ha saldamente il primo posto in Europa per numeri e qualità. E ai primissimi mondiali con prospettive – come sottolinea l’ufficio stampa di Fiera Milano – decisamente positive per gli investimenti esteri in netta ascesa.
Le macchine espresso leader mondiali
Da decenni ormai, imitate e spesso contraffatte male, le macchine espresso professionali italiane sono considerate il top per qualsiasi bar o ristorante. E le numerose novità saranno al centro dell’interesse dei visitatori da tutto il mondo. Quanto all’export la crescita prosegue, nonostante i dazi, le copiature, le crisi del mercato. L’associazione del settore, Ucimag, comunica che l’export dei primi sei mesi ha registrato quasi il 3 per cento in più (2,9), con un clamoroso +32,4 per cento per gli stati Uniti. Questo come gli altri, è un primato che ha come fondamento un binomio ormai consolidato, quello di design&tecnologie. E infatti Host da anni promuove l’innovazione in tutte le sue forme, con gli Smart Label assegnati a prodotti e soluzioni che si sono distinti per la funzionalità, le tecnologie, la sostenibilità ambientali, etica o risvolti sociali.
I vantaggi competitivi dei professionali
Quanto alle attrezzature professionali, come ci ha anticipato Andrea Rossi, presidente di Efcem che riunisce i produttori di apparecchi per la ristorazione e l’ospitalità, le esportazioni hanno raggiunto l’80 per cento delle vendite totali grazie all’alto livello tecnologico oltre che estetico. L’ecosostenibilità in particolare è uno dei vantaggi competitivi più rilevanti di questo made in Italy dei record. Dazi, crisi dei mercati, costi crescenti delle materie prime non mancano comunque a preoccupare gli operatori del settore, ma il problema centrale è l’incertezza, per tutti, produttori, importatori, retail, politici, come ci conferma Rossi.
I numeri di un settore in salute
Eppure i numeri del 2024 e addirittura anche primi mesi del 2025, non segnalano le pesanti cadute di altri comparti manufatturieri italiani. Per le aziende di Efcem nel 2024 è salito ancora l’export mentre il fatturato è solo leggermente sceso. Abbiamo chiesto a Rossi di fare il punto anche alla luce degli impegni futuri, della concorrenza internazionale e, infine, dei dazi imposti al made in europe da Trump.
“Nel 2024 nonostante il calo del 2,4 per cento i margini hanno tenuto. Le esportazioni sono salite all’80 per cento, con un +10 per cento In particolare la refrigerazione ha registrato un +12 per cento; Per quanto riguarda le performance dei maggiori esportatori Ue di apparecchi professionali, nel 1° semestre 2025 i maggiori incrementi sono stati registrati, su tutti, dall’export italiano (+77.4 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo 2024, pari al +2.6%), trainato dalla crescita tendenziale nel segmento Refrigerazione (+138.7 milioni di euro, +12.5%) e dalla crescita del mercato statunitense”.
Quanto hanno inciso sulle esportazioni le decisioni del governo americano di aumentare le tariffe doganali?
“L’esposizione del settore degli apparecchi professionali con gli Stati Uniti appare complessivamente contenuta. Negli ultimi 15 anni il settore degli apparecchi professionali ha evidenziato una crescita dinamica delle esportazioni rivolte al mercato statunitense, arrivate a sfiorare negli ultimi anni i 400 milioni di euro. Di contro, le importazioni settoriali dagli Stati Uniti risultano contenute (16 milioni di euro nel 2024) e in fase di ridimensionamento relativo. La refrigerazione è il segmento del settore che presenta la maggiore esposizione sul mercato Usa”.
Qualcuno ha dichiarato che i dazi possono diventare un’opportunità, cioè possono stimolare la ricerca di nuovi mercati. Vale anche per il settore Efcem?
“Noi siamo sempre stati bravi nell’esplorare nuovi mercati ma riscontriamo dazi invisibili anche piuttosto costosi. Un esempio: l’India, un mercato dove potremmo trovare grandi possibilità di vendite, sta adottando, e lo stesso sta accadendo anche in Cina, l’obbligo di costosi controlli locali sulle macchine a gas. Disposizioni inutili perché i nostri apparecchi escono già controllati, con requisiti e parametri certificati. E invece vengono imposti ulteriori verifiche e prove burocratiche che – ripeto – sono particolarmente onerose..”.
Cosa chiedete al governo e soprattutto alle Ue?
“Che tengano conto che le filiere europee della ristorazione sono particolarmente importanti per l’economia e che con Paesi come l’India occorrono regole condivise perché si tratta di migliaia di apparecchiature coinvolte”.
Molto spesso queste norme burocratiche servono a proteggere la produzione locale…
“Le regole europee sono le migliori del mondo, perché imporci tanti controlli e oneri in più? Un conto sono le protezioni e i dazi per tutelare la libera concorrenza del mercato e un conto sono dazi occulti molto pesanti per le nostre aziende, spesso Pmi”.
In quali direzioni vanno gli investimenti?
“Il trend consolidato da anni è l’ecosostenibilità, nei prossimi anni l’Europa ci chiederà di ricorrere sempre di più a materiali riciclati perché il riuso fa risparmiare sui costi. Dobbiamo ottimizzare soprattutto il ricorso all’acciaio. Il recupero dell’acciaio è fondamentale per i costi che ha il materiale e il programma europeo riguardante l’acciaio green impone parametri di sostenibilità alle filiere della produzione europea”.
State preparandovi anche voi alla riparabilità che già è adottata per gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo?
“Certamente ma i target sono molto complicati e costosi”.
La AI, Intelligenza Artificiale, si sta diffondendo spesso però è una moda. Si vendono comunque già molte apparecchiature e sistemi che la applicano…
“I nostri apparecchi saranno sempre più connessi e monitorati, perché oltre a inviare ricette e informazioni, si potrà disporre sempre più di dati preziosi che l’Intelligenza Artificiale potrà farci capire per migliorare e interpretare l’uso che fanno i clienti delle apparecchiature, per performance che magari oggi non riusciamo a individuare. E la AI è in grado di indicarci come cambiare i parametri per rendere i prodotti sempre più upgradabili. La AI può dare un grande contributo per esempio nella miglior scelta dei tanti componenti che costituiscono un prodotto, per rapidi aggiornamenti e per rendere anche più semplici le attrezzature”.