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Hera, crescita a doppia cifra di utili e ricavi nel 2021 e dividendo a 12 centesimi di euro per azione

Il Gruppo Hera annuncia una crescita a doppia cifra di utili e ricavi nel 2021. Proposta cedola di 0,12 euro. A Piazza Affari titolo indietreggia di quasi il 3%

Hera, crescita a doppia cifra di utili e ricavi nel 2021 e dividendo a 12 centesimi di euro per azione

Il Gruppo Hera ha chiuso il 2021 positivamente con tutti gli indicatori economico-finanziari in crescita rispetto al 2020. Nonostante lo scenario complesso per il Paese a causa del perdurare dell’emergenza pandemica a cui si è aggiunta, nel secondo semestre, la volatilità del mercato energetico la multiutility bolognese registra nel 2021 ricavi oltre i 10,5 miliardi, in rialzo del 49,1%. In considerazione dei positivi risultati raggiunti, il Consiglio di amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea dei Soci del 28 aprile la distribuzione di un dividendo di 12 centesimi per azione. Nonostante i buoni risultati, oggi in Borsa il titolo cede il 2,96% a 3,31 euro.

“I positivi risultati conseguiti nel 2021 evidenziano un ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale e finanziaria dell’azienda, confermata anche dal rapporto debito netto/MOL a 2,66x, in miglioramento rispetto all’esercizio precedente – ha commentato l’Ad Stefano Venier -. La positiva generazione di cassa ci ha consentito di effettuare maggiori investimenti, con ricadute positive per i territori in cui operiamo sia in termini di qualità del servizio sia di indotto creato. Questa nostra maggiore solidità ci consente di affrontare con fiducia il complesso scenario attuale”.

Hera bilancio 2021: ricavi, mol e utili in forte crescita

Ricavi per 10.555,3 milioni di euro, in aumento di quasi il 50% rispetto ai 7.070 milioni dell’anno precedente, grazie al contribuito di tutti i business. In particolare, nei settori energy hanno inciso i maggiori ricavi per le attività di intermediazione, i maggiori volumi venduti di gas e l’aumento dei prezzi delle commodities energetiche. In aumento anche i ricavi del settore ambiente, per le maggiori materie plastiche vendute e per le acquisizioni nel mercato industria.

Il margine operativo lordo è stato di 1.223,9 milioni di euro (+9%), rispetto ai 1.123 milioni di euro del 2020. Questo incremento è legato alle performance delle aree energy, che comprendono anche i servizi energia legati all’efficienza energetica negli edifici abitativi (bonus facciate e superbonus 110%). Determinanti i positivi risultati registrati nell’area ambiente, in particolare nell’ambito del trattamento dei rifiuti, anche per l’aumento del numero di impianti gestiti a seguito delle recenti acquisizioni.

L’utile netto al 31 dicembre 2021 sale a 372,7 milioni, in rialzo del 15,5% rispetto ai 322,8 milioni dell’anno precedente. In forte crescita anche l’utile netto di pertinenza degli azionisti è salito a 333,5 milioni di euro (+10,2%).

Nel 2021 gli investimenti netti sono stati pari a 570,3 milioni, in crescita del 7,9% rispetto ai 528,5 milioni del 2020. Sostanzialmente stabile l’indebitamento finanziario netto, che al 31 dicembre 2021 si attesta a 3.261,3 milioni, in linea con i 3.227,0 milioni al 31 dicembre 2020.

In linea con quanto annunciato in sede di presentazione del piano industriale al 2025 e in considerazione dei positivi risultati raggiunti nel 2021, il Cda di Hera ha deciso di proporre la distribuzione di un dividendo di 12 centesimi per azione, in rialzo rispetto a quanto previsto nel precedente documento strategico. Lo stacco della cedola avverrà il 20 giugno 2022, con pagamento a partire dal 22 giugno 2022. Il dividendo sarà corrisposto alle azioni in conto alla data del 21 giugno 2022.

Guerra Russia-Ucraina: Hera individua due rischi sistemici

Con riguardo alla guerra in Ucraina e agli aumenti dei prezzi delle commodity energetiche, Hera afferma che assumono crescente rilevanza soprattutto due rischi sistemici:

  • Una crescita ulteriore dell’inflazione per effetto delle commodity energetiche, con riverbero su prodotti di largo consumo e con conseguente impatto su crescita del pil e sulla domanda energetica;
  • L’indisponibilità di forniture di gas provenienti dalla Russia – che coprono il 35%-40% del consumo nazionale – comporterebbe, in funzione della durata, effetti sulle attività industriali dei prossimi mesi e anche sui consumi termici domestici se protratta oltre il periodo estivo.

“In linea con la propria strategia di risk management, il Gruppo Hera sta monitorando giorno per giorno l’evolversi della situazione, definendo i possibili scenari di rischio per le proprie attività e individuando, laddove possibile, azioni di mitigazione”, si legge in un comunicato della società bolognese.

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