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Grecia: rimborsati 200 mln al Fmi, ma il vero pericolo arriva il 12 aprile

Martedì prossimo Atene sarà chiamata a ripagare una rata ben più consistente, da 750 milioni di euro – Varoufakis ha già detto che non si arriverà ad alcun accordo entro l’Eurogruppo di lunedì – Il governo Tsipras parla anche di tensioni fra Ue e Fmi

Grecia: rimborsati 200 mln al Fmi, ma il vero pericolo arriva il 12 aprile

La bancarotta si avvicina, ma per il momento la Grecia resiste. Atene ha rimborsato al Fondo monetario internazionale il credito da 200 milioni di euro in scadenza oggi. Lo ha confermato un funzionario greco all’agenzia Reuters.

Il rimborso di oggi, in ogni caso, non era considerato a rischio. Il vero pericolo arriverà piuttosto con la rata da 750 milioni in scadenza il 12 maggio. Il giorno precedente, lunedì 11, si terrà una riunione chiave dell’Eurogruppo, ma ieri il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha anticipato che – malgrado alcuni passi avanti nella trattativa – non si arriverà ad alcun accordo entro la data del vertice. 

In un comunicato diffuso ieri sera dal governo Tsipras, inoltre, si legge che Ue e Fmi seguono “strategie differenti” sulla Grecia: Bruxelles chiude a una ristrutturazione del debito, mentre Washington non cede su pensioni e lavoro. Una “grossa contraddizione” alla luce della quale il governo greco “ha deciso di non legiferare sulle riforme prima di un accordo” con i creditori. 

L’Fmi, però, sostiene di non aver premuto per un taglio del debito di larga scala della Grecia all’Eurogruppo di Riga. In una nota riportata dall’agenzia Bloomberg, il Fondo monetario internazionale mette in evidenza che Atene potrebbe aver bisogno di più finanziamenti se i target virano rispetto al 2012.

Intanto, sul tavolo ci sono ancora i 7,2 miliardi dell’ultima tranche di aiuti internazionali che dovrebbero garantire i conti della Grecia fino a giugno. Per sbloccarli, i creditori pretendono impegni precisi da parte di Atene su riforme che mettano al sicuro i conti pubblici. Il governo di Syriza, dal canto suo, non intende tradire il “programma di Salonicco” con cui ha vinto le elezioni, che prevede il rifiuto delle politiche d’austerità, oltre al rilancio della crescita e al varo di misure che contrastino la crisi umanitaria in cui versa il Paese.

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