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Grecia, allo studio un ventaglio di opzioni per il salvataggio

Ue più vicina a un accordo per salvare Atene, senza più finanziamenti a metà luglio. Si delinea un ‘menù’ di possibili interventi a disposizione dei leader europei che si riuniranno a fine mese. Recede il rischio default e l’ottimismo dei mercati contagia l’euro.

Grecia, allo studio un ventaglio di opzioni per il salvataggio

Si incrina la resistenza dei supercreditori dei Greci. Germania, Finlandia e Olanda (i governi più refrattari a un intervento pubblico nei confronti di Atene) ammorbidiscono le loro posizioni all’odierno vertice di Vienna dell’Efc, il Comitato economico e finanziario che riunisce gli alti funzionari dei ministeri delle finanze europei. I nordeuropei vorrebbero che ogni nuovo intervento in sostegno della Grecia fosse condizionale a una rinegoziazione del debito in mano a investitori privati. Tuttavia il tempo stringe. L’Fmi ha imposto che entro il 29 giugno l’Ue deve garantire per il finanziamento di Atene nei prossimi anni, altrimenti non sbloccherà la rata da 12 miliardi che eviterebbe un default greco nel mese di luglio. Nel maggio 2010 Ue e Fmi hanno messo a disposizione del governo ellenico un prestito da 110 miliardi per isolare il Paese dal mercato dei bond fino al 2013. Con l’acuirsi della recessione, però, Atene avrà bisogno per l’anno prossimo di almeno 60 miliardi di euro in più.

Secondo indiscrezioni trapelate a Reuters, il meeting di oggi ha messo a punto un menù ‘à la carte’ di misure economiche per il summit Ecofin del 20 giugno. Le opzioni a disposizione dei ministri dell’economia dovrebbero basarsi sull’Iniziativa di Vienna, che nel 2009 coordinò banche commerciali e istituzioni internazionali al fine di evitare il collasso dell’Europa centrorientale. Al culmine della crisi dei subprime, molti istituti di credito occidentali ritirarono linee di credito dalle loro filiali nella regione, scatenando una crisi valutaria e dei pagamenti. L’Ungheria dovette negoziare un pacchetto di aiuti con l’Fmi.

Con la probabilità di un default che si allontana dall’orizzonte della prossima estate, i mercati hanno reagito con euforia alla fuga di notizie e nella mattinata di oggi l’euro ha raggiunto 1,4413$ sui mercati asiatici, il valore più alto delle ultime tre settimane. Il maggiore appetito per il rischio ha fatto scivolare lo yen contro il biglietto verde e ha spinto al rialzo le quotazioni del dollaro australiano e di quello neozelandese. (fs)

Pubblicato in: News

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