Domenica 8 febbraio in Giappone si tengono le elezioni anticipate della Camera Bassa. L’esito determinerà non solo chi governerà a Tokyo, ma anche con quanta sicurezza il Giappone potrà perseguire le sue ambizioni economiche, di sicurezza e diplomatiche in patria e all’estero. Attualmente i sondaggi mostrano il partito della premier Takaichi (Ldp) conquistare oltre il 45% dei voti.
Il primo ministro Sanae Takaichi, che ricopre la carica di vertice da poco più di tre mesi, ha fissato la data delle elezioni su questa giornata per sfruttare al meglio il crescente sostegno da parte degli elettori e rafforzare così il suo governo di coalizione. Da una parte la posizione più nazionalista le hanno fatto ottenere i più alti indici di gradimento nei sondaggi degli ultimi dieci anni. Dall’altra ha suscitato la rabbia di alcuni giapponesi per l’aumento del costo della vita, e il suo Partito Liberal Democratico, da tempo dominante, è messo alla prova per un costante esodo dei giovani elettori verso altri partiti.
Che cosa ha messo Takaichi nel suo cappello finora?
Takaichi ha già anticipato nel suo programma un aumento della spesa per la difesa, collegando la sicurezza di Taiwan a quella del Giappone, facendo infuriare la Cina. Ha presentato il più grande bilancio straordinario da quando le restrizioni pandemiche sono state allentate. Ha rafforzato i legami con Donald Trump, che ha ribadito la forza dell’alleanza durante una visita a Tokyo. Ha inoltre dato priorità agli investimenti statali in intelligenza artificiale, infrastrutture e semiconduttori per rafforzare la base industriale del Giappone e il suo peso economico a lungo termine.
La proposta di Takaichi alla popolazione è che eliminerà l’equivalente giapponese dell‘Iva sui prodotti alimentari – attualmente all’8% – per due anni, per ridurre il costo della vita. Si prevede che l’iniziativa costerà circa 5.000 miliardi di yen (31,6 miliardi di dollari) all’anno
Ma sui mercati l’attenzione degli investitori è soprattutto un difficile gioco di equilibri: le azioni vicine ai massimi storici, lo yen in persistente debolezza e i rendimenti obbligazionari in continua crescita. Alla base ci sono le preoccupazioni su come la premier vorrà finanziare i suoi piani di spesa e investimento. Un quarto delle spese annuali del governo è già destinato al servizio di un debito pari a circail 230% del prodotto interno lordo, il più grande nei paesi sviluppati. Alcuni analisti dicono che una schiacciante vittoria di Ldp potrebbe alla fine rivelarsi persino positiva per i titoli di Stato, poiché eliminerebbe la necessità per Takaichi di negoziare con i partiti di opposizione, i quali promuovono tagli fiscali ancora più incisivi e una spesa fiscale più ampia.
Venerdì alla borsa di Tokyo l’indice Nikkei ha chiuso a +0,81% a 54.253,68 punti. Lo yen è rimasto pressoché invariato a 156,98 per dollaro.
La debolezza dello yen contro il dollaro sotto il faro Fed
Il cambio dollaro-yen è tornato sotto i riflettori questa settimana, toccando il massimo delle ultimi 15 giorni e salendo verso la fascia media 156-157. Lo scorso weekend Takaichi ha sottolineato i vantaggi di una valuta più debole che può rappresentare una grande opportunità per le industrie esportatrici e fornire un cuscinetto all’industria automobilistica di fronte ai dazi statunitensi. Il primo ministro ha inoltre spiegato che, se da un lato lo yen debole può comportare un aumento dei prezzi delle importazioni, dall’altro può anche stimolare gli investimenti nazionali, le esportazioni e i redditi esteri.
Ma le dichiarazioni hanno risvegliato questa settimana l’attenzione degli Hedge Fund sulla debolezza dello yen, riporta Bloomberg. Gli analisti prevedono che si vedranno livelli più alti per l’Usd/Jpy se Takaichi vincerà alla grande, come ha sottolineato Antony Foster, responsabile del trading spot G-10 presso Nomura International Plc a Londra.
Lo yen è sceso costantemente dopo che Takaichi si è assicurato la leadership del Partito Liberal Democratico a ottobre, toccando il minimo degli ultimi 18 mesi contro il dollaro il mese scorso. La tendenza si è invertita bruscamente dopo un controllo del tasso di cambio dollaro-yen da parte della Federal reserve bank di New York il 23 gennaio, rafforzato dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump giorni dopo. La pressione sulla valuta, tuttavia, è ripresa dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha ribadito il suo sostegno a una politica di dollaro forte e Kevin Warsh è stato nominato prossimo presidente della Federal Reserve.
Il mercato obbligazionario si domanda come la premier finanzierà la spesa pubblica
I piani del primo ministro di tagliare le tasse e aumentare la spesa pubblica hanno sollevato dubbi sulla salute finanziaria di uno dei governi più indebitati al mondo e gli investitori sono diventati restii a detenere titoli di Stato nell’incertezza di quanto altro potrebbe essere emesso. Nelle sale operative tutti ricordano perfettamente il panico che si è improvvisamente acceso sul mercato obbligazionario a metà gennaio, con i rendimenti di alcune obbligazioni saliti ai massimi storici. Il Giappone aveva già ricevuto una tiepida domanda all’asta di titoli di stato ventennali pochi giorni prima, ma poi le preoccupazioni sono esplose. I rendimenti dei titoli di Stato a 30 e 40 anni sono entrambi aumentati di oltre 25 punti base. Il titolo di Stato giapponese a 40 anni (JGB), emesso per la prima volta nel 2007, ha raggiunto per la prima volta in assoluto un rendimento superiore al 4%. Anche il mercato del credito giapponese ha risentito della crisi, con i rendimenti medi delle obbligazioni societarie di alta qualità in forte rialzo.
Ci sarà scontro con la Bank of Japan?
Marciando dritta lungo il suo programma, Takaichi potrebbe trovarsi in rotta di collisione con la Banca del Giappone riguardo il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse, se arriverà a dare priorità alla crescita economica rispetto all’aumento del costo della vita. Se Takaichi vincesse avrebbe il ruolo di poter sostituire i membri del consiglio direttivo della Boj, i cui mandati scadono quest’anno. Già nel 2024, aveva dichiarato che sarebbe stato “stupido” per la Banca del Giappone aumentare i tassi di interesse finché l’economia non fosse uscita completamente da decenni di deflazione, anche se da allora ha attenuato quelle affermazioni.
Che cosa si vota ? Ecco i partiti in pole position
Le elezioni servono a eleggere i 465 membri della Camera dei Rappresentanti, la camera bassa del parlamento giapponese, nota come Dieta. È la più potente delle due camere parlamentari, con il potere assoluto di approvare i bilanci e di eleggere il primo ministro. Dei 465 seggi, 289 sono circoscrizioni uninominali, dove vince il candidato che ottiene il maggior numero di voti in un determinato distretto. I restanti 176 seggi sono assegnati con il sistema proporzionale.
Fin dalla sua fondazione nel 1955, il Partito Liberal Democratico (Ldp) ha guidato coalizioni di governo in una forma o nell’altra, tranne che per due brevi periodi. Questo primato ha consolidato la sua reputazione di partito di governo naturale del Giappone e di custode di epoche passate di rapida crescita economica. Molti elettori più giovani, tuttavia, considerano il Ldp un partito lento, dominato da politici più anziani. Molti lo incolpano dell’elevato debito pubblico giapponese e della stagnazione dei salari, nonché di un sistema pensionistico che si aspettano di ereditare in forma ridotta.
Il Japan Innovation Party (Jip), noto anche come Ishin, è un partito con sede a Osaka che è recentemente diventato un alleato formale del Ldp. Questa partnership conferisce alla coalizione di governo un’identità più esplicitamente di destra in termini di difesa.
La principale forza di opposizione è il Partito Democratico Costituzionale (Cdp), un partito di centro-sinistra guidato dall’ex primo ministro Yoshihiko Noda . Il Cdp si è opposto all’energia nucleare e alle modifiche proposte dal Ldp alla costituzione pacifista giapponese. Ha anche sostenuto una riduzione temporanea dell’imposta sulle vendite di prodotti alimentari per aiutare le famiglie a far fronte all’inflazione. Il Komeito è un partito centrista, orientato al welfare, noto per il sostegno alle famiglie a basso reddito, per la sua posizione relativamente filo-cinese e per la sua opposizione alle modifiche costituzionali. Il Cdp e il Komeito hanno formato un nuovo partito per le elezioni, chiamato Alleanza Riformista Centrista
E poi c’è il Partito Democratico per il Popolo, fondato nel 2018, che ha rapidamente guadagnato terreno nelle recenti elezioni concentrandosi su temi che toccano da vicino i lavoratori dipendenti, tra cui l’inflazione e la retribuzione netta. Il suo leader, Yuichiro Tamaki , un carismatico ex funzionario del ministero delle Finanze, è emerso brevemente nel 2025 come potenziale candidato a primo ministro, ritenuto in grado di unire i partiti di opposizione.
