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Francesco Starace: “Enel produrrà a zero Co2 nel 2050”

Lo assicura Francesco Starace, numero uno del gruppo elettrico. Il top manager è il primo italiano (e Enel la prima azienda dell’energia) ad essere entrato nel board del Global Compact Onu – “La sostenibilità non riduce la nostra bolletta a fine mese ma porta vantaggi duraturi per la collettività” – L’impegno sui cantieri e le novità…

Francesco Starace: “Enel produrrà a zero Co2 nel 2050”

Lo ha confermato proprio in questi giorni: entro il 2050 Enel conta di raggiungere la  carbon neutrality, cioè il saldo zero in termini di emissioni di Co2. Non poco per chi ancora ancora produce il 53% dell’elettricità utilizzando fonti fossili. Riuscirà davvero a centrare questo obiettivo?  “Sono convinto che sia possibile. Davanti a noi ci sono 30 anni: un tempo tecnologico che equivale a un’era geologica”. E’ deciso Francesco Starace, numero uno del gruppo elettrico. Significa, gli chiedo, dare l’addio alle centrali a gas? “Nel 2050 – risponde – non avremo più impianti a carbone, quelli a gas saranno più efficienti, altri impianti abbatteranno la Co2 che dovesse essere ancora prodotta”. 

Starace è tornato da qualche giorno da New York dove ha partecipato alla sua prima riunione in qualità di membro del board del Global Compact, il programma d’azione dell’Onu voluto espressamente dal segretario generale Ban Ki-Moon, che lo presiede, per promuovere lo sviluppo sostenibile. E’ il primo italiano, e l’Enel l’unico gruppo dell’energia al mondo, ad essere chiamato a far parte della governance centrale dell’organizzazione. Con lui una trentina di Ceo di altrettante aziende, settori di attività,  Paesi (dalla Cina al Giappone allo Swaziland all’Europa e via così), continenti, culture, tra i più diversi. In comune dieci principi universali su diritti umani, tutela del lavoro, salvaguardia dell’ambiente e lotta alla corruzione; un board centrale e un’organizzazione che si declina in tante sotto-organizzazioni nazionali.

“Il nostro lavoro intreccia i temi dell’agenda sul clima e quelli della sostenibilità”, prosegue Starace. “Certamente il nostro focus come azienda dell’energia è sullo sviluppo sostenibile e sulla disponibilità di energia a livello globale. Due temi sui quali Enel si è mossa con una certa dinamicità aderendo anche al “Sustainable energy for all”, quando mi trovavo in Enel Green Power. Credo che anche questo ci abbia fatto notare, tanto da spingere Ban Ki-Moon a chiamarci nel board. Non c’era stata, prima di noi, alcuna azienda dell’energia nonostante siano 12.000 le imprese che aderiscono al Global Compact. In un certo senso si è colta l’occasione per colmare una lacuna”. Concretamente quale scambio vantaggioso può portare la presenza in un organismo internazionale di questo livello? “Sia chiaro, il Global Compact non è un forum di business tra aziende. Il suo scopo è di fare emergere idee, ascoltando in quali campi altri si spingono per poi cogliere iniziative da applicare nel proprio spettro di attività. C’è uno scambio sinergico”.

 Per scendere più sul concreto, ragioniamo sugli impegni già presi e su quelli che verranno. C’è il tema della Zero Co2 ma non è certo l’unico.  Per un gruppo che sviluppa nuovi impianti e reti di distribuzione e ne garantisce la gestione, la sostenibilità ha significati precisi. Per esempio, la formazione del management. “Il programma Onu prevede delle sessioni di formazione anche per i membri del Cda. E i nostri le hanno accettate. Abbiamo avuto già due riunioni, la seconda poche settimane fa”, precisa Starace . Ma soprattutto c’è la questione dei cantieri e della loro accettazione da parte delle popolazioni coinvolte. “ Il cantiere sostenibile lo pratichiamo già in America Latina e in Italia, lo estenderemo negli altri Paesi in cui operiamo. Significa includere, sin dall’inizio, procedure che rendono meno traumatica l’esecuzione dei lavori per il territorio. Anche nelle piccole cose come può essere, per esempio, la sostituzione di generatori diesel con impianti fotovoltaici a servizio del cantiere stesso” .

Tempi? “La sostenibilità non si fa in un giorno e non si smette mai di alzare il target. Arriveremo a 61 milioni di contatori digitali nel mondo nel 2020, ma anche quello è un punto di partenza. Perché i nuovi contatori, e in Italia ne abbiamo già 33 milioni, sono la premessa per un consumo più consapevole. Da ottobre, solo in Italia per ora, Enel metterà in vendita per i suoi clienti domestici il box che consente di visualizzare in tempo reale i propri consumi elettrici”.

Tirando le somme? “La sostenibilità – dello sviluppo, dell’attività economica – non porta un immediato, diretto beneficio sulle nostre tasche. O se vogliamo dirlo in un altro modo – conclude l’Ad Enel –  non riduce la bolletta che arriverà a fine mese. Ma è fuori dubbio che porterà nel tempo dei vantaggi economici duraturi per le comunità. Pensiamo soltanto al risparmio ottenuto evitando di realizzare centrali impossibili; o al tempo e alla fatica recuperate rinunciando a convincere le popolazioni a fare impianti senza senso! Basta già solo questo a far capire che è una strada che vale la pena di percorrere. In estrema sintesi, la sostenibilità ci consegna un mondo migliore. Se non è questo un vantaggio, cosa lo è?”.

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