L’allentamento delle pressioni inflazionistiche, la stabilizzazione dei tassi, e segnali di ripresa nei consumi premium in Asia e nei mercati maturi hanno riportato il settore al centro delle strategie di diversificazione di private equity, hedge fund e gestori istituzionali. Non meno il risultato ottenuto da Trump per la pace Hamas- Israele. Il focus degli investitori si sta spostando verso operazioni selettive: brand con forte potenziale di crescita, segmenti esperienziali adiacenti (hospitality, beauty, design) ma anche aziende nel settore moda e accessori che sappiano integrare innovazione tecnologica e sostenibilità Esg come leve di valore.
Proviamo a capire quali sono stati i fattori del lusso che nel 2024 hanno registrato una decelerazione:
- Domanda cinese in rallentamento: indebolimento dei consumi premium dopo la fase espansiva post-pandemica.
- Compressione dei margini: aumento dei costi operativi e strategie di pricing più conservative.
- Saturazione nei mercati maturi: rallentamento della crescita in Europa e Nord America dopo il ciclo 2021–2023.
Nel 2025, le condizioni stanno mutando. I risultati del Q3 * – *Third Quarter”, cioè il terzo trimestre dell’anno fiscale – di Lvmh e Richemont segnalano un ritorno alla crescita organica con un +5–6% YoY* – *indicatore utilizzato per confrontare la performance di un dato economico o finanziario in un periodo specifico (di solito un trimestre o un mese), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente- Parallelamente, l’analisi di Bain & Company (Luxury Study 2025) stima un’espansione media del 4–6% del mercato globale del lusso personale nel biennio 2025–2026, dopo il rallentamento dell’anno precedente.
Fondi di partecipazione italiana sempre più interessati al settore del lusso
Negli ultimi mesi si registra un crescente avvicinamento dei fondi italiani al settore del lusso, dopo anni di predominio degli investitori internazionali. Le ragioni sono sia finanziarie sia strategiche. Da un lato, la stabilizzazione dei tassi d’interesse e la maggiore liquidità disponibile nel mercato domestico rendono più favorevoli le condizioni per operazioni di investimento e consolidamento; dall’altro, il comparto del lusso offre margini elevati, flussi di cassa stabili e una capacità di resistere ai cicli economici, elementi che lo rendono attraente in una fase di incertezza globale.
Non dimentichiamo che il Made in Italy rappresenta inoltre un asset di valore unico: artigianalità, design, qualità produttiva e radicamento territoriale offrono un potenziale ancora sottoutilizzato da molte piccole e medie imprese. I fondi italiani vedono qui un’opportunità per creare valore attraverso processi di managerializzazione, digitalizzazione e internazionalizzazione, mantenendo al contempo la continuità con le radici culturali dei brand. A ciò si aggiunge una rinnovata visione strategica: il lusso è considerato un settore chiave per la crescita del Paese, sostenuto anche da politiche pubbliche che incentivano innovazione e filiere di eccellenza. La nuova generazione di gestori italiani, più attenta ai criteri Esg e all’innovazione digitale, interpreta il lusso come un ecosistema di sostenibilità, tecnologia e identità.
In sintesi, i fondi italiani si stanno muovendo verso il lusso non solo per ragioni di rendimento, ma per valorizzare il capitale culturale e produttivo nazionale, costruendo poli competitivi in grado di coniugare tradizione e modernità, artigianalità e finanza, con una prospettiva di crescita di lungo periodo.
Lusso come ecosistema esperenziale tutto italiano
L’avvicinamento dei fondi italiani al settore del lusso non rappresenta solo un’opportunità economica, ma un vero e proprio strumento per trasformare il patrimonio culturale e produttivo italiano in valore finanziario duraturo. L’obiettivo non è la speculazione di breve periodo, ma la costruzione di poli integrati e competitivi che uniscano tradizione, tecnologia e sostenibilità, rafforzando la posizione dell’Italia nel mercato globale del lusso. Parallelamente, ne trarranno beneficio anche i settori complementari: l’hospitality potrà crescere grazie alla maggiore domanda di hotel di alta gamma e servizi personalizzati; il beauty vedrà un incremento dell’interesse verso cosmetica e trattamenti wellness legati ai brand di lusso; il design troverà nuove opportunità di collaborazione in interni, architetture commerciali e oggetti esclusivi. In questo modo, l’investimento nei brand di lusso crea un effetto moltiplicatore positivo sull’intero ecosistema produttivo ed esperienziale italiano, generando valore economico e culturale sostenibile nel lungo periodo.
