Ferrari riaccende i motori e questa volta la reazione del mercato è immediata. Dopo la seduta shock di ottobre, quando la presentazione del piano industriale al 2030 e il debutto della supercar elettrica avevano innescato vendite pesanti a Piazza Affari (oltre il 14%), il Cavallino torna a correre grazie ai conti. In una giornata fiacca per il listino milanese, il titolo svetta guadagnando oltre il 2%, trascinato da risultati solidi e da una guidance più ambiziosa.
Nel terzo trimestre 2025, la casa di Maranello ha messo a segno ricavi per 1,77 miliardi di euro, in aumento del 7,4% su base annua. La redditività resta su livelli d’eccellenza. L’EBIT sale del 7,6% a 503 milioni con un margine del 28,4%, mentre l’utile netto raggiunge i 382 milioni, pari a 2,14 euro per azione. L’Ebitda cresce del 5% toccando 670 milioni, con un margine del 37,9%.
Le consegne sfiorano quota 3.401 unità (+1%), in linea con la strategia di esclusività del marchio. Bene l’area Emea, mentre Americhe e Cina segnano una lieve contrazione, coerente con la politica di allocazione selettiva. Il business auto e ricambi sale a 1,48 miliardi (+6%), sostenuto da mix e personalizzazioni; sponsorizzazioni e attività commerciali avanzano del 21% a 211 milioni grazie al migliore posizionamento in Formula 1 e al segmento lifestyle.
Il flusso di cassa industriale raggiunge 365 milioni, trainato dall’EBITDA e frenato solo da capex e dinamica del circolante. L’indebitamento industriale netto scende a 116 milioni rispetto ai 338 milioni di fine giugno, includendo buyback per 132 milioni. La liquidità complessiva ammonta a 1,968 miliardi.
Alla luce di questi risultati, Ferrari alza l’asticella e aggiorna al rialzo le previsioni per il 2025: ricavi sopra 7,1 miliardi di euro, Ebitda oltre 2,72 miliardi con margine superiore al 38% e utile diluito per azione non inferiore a 8,8 euro.
Vigna: “Tecnologia elettrica come fonte di innovazione”
L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha ribadito la traiettoria industriale delineata al Capital Markets Day. “Proseguiamo nel nostro percorso di sviluppo con convinzione e forte visibilità. Al Capital Markets Day abbiamo definito una traiettoria chiara nell’interesse di lungo termine del nostro marchio, ponendo le basi per una crescita sostenibile al 2030”, ha spiegato l’ad del Cavallino Rampante.
Sul capitolo elettrificazione, Vigna conferma l’impostazione di neutralità tecnologica, “continuiamo a offrire ai nostri clienti la massima libertà di scelta in termini di propulsione. In qualità di leader, ci assumiamo la responsabilità di dimostrare che la nostra interpretazione della tecnologia elettrica, espressa dalla Ferrari Elettrica, sarà ancora una volta fonte di innovazione”.
Dallo shock di ottobre al rimbalzo di oggi
Le parole del management riecheggiano quelle pronunciate poche settimane fa, quando Maranello aveva svelato il cuore tecnologico della sua prima supercar elettrica. In quell’occasione, nonostante contenuti tecnici di rottura e linee guida di lungo periodo, il mercato aveva reagito con freddezza, spingendo il titolo a perdere oltre il 14% e bruciando oltre 12 miliardi di euro.
Oggi, invece, lo scenario si ribalta: i numeri confermano la capacità del Cavallino di coniugare esclusività, margini elevati e investimenti sulla transizione tecnologica senza sacrificare identità e profittabilità.