La Ferrari elettrica sta arrivando. Ma le azioni crollano a Piazza Affari dopo la presentazione del nuovo piano industriale al 2030. Durante il Capital Markets Day di Maranello, Ferrari ha mostrato per la prima volta il cuore tecnologico della sua prima vettura 100% elettrica. Non ancora il modello definitivo, ma telaio, powertrain, batterie e soluzioni ingegneristiche che ne definiranno il carattere. Un debutto tecnico che segna l’ingresso del Cavallino nell’era full electric, senza rinnegare il suo Dna di guida e le emozioni che lo contraddistinguono.
La Ferrari elettrica abbassa il baricentro di 80 millimetri rispetto a un modello termico, grazie a una batteria integrata nel pianale. Telaio e scocca sono realizzati con 75% di alluminio riciclato, riducendo di 6,7 tonnellate le emissioni di CO₂ per ogni vettura. La propulsione è affidata a quattro motori sincroni a magneti permanenti, due per asse, con rotori Halbach derivati dalla Formula 1. La batteria da 122 kWh e 880 volt, progettata interamente a Maranello, raggiunge una densità energetica di 195 Wh/kg, tra le più alte al mondo.
Nessun suono artificiale: un sensore capta le vibrazioni meccaniche del powertrain e le trasforma in una risposta acustica autentica, coerente con la dinamica della vettura. Gli interni saranno svelati all’inizio del 2026, mentre la World Premiere è prevista per la primavera dello stesso anno.
Ferrari Elettrica: un concentrato di ingegneria e prestazioni
Frutto di un progetto completamente nuovo, la Ferrari Elettrica punta a coniugare prestazioni estreme, piacere di guida e sostenibilità. La struttura corta, la posizione di guida avanzata e l’innovativo sottotelaio posteriore smorzato garantiscono rigidità e comfort, riducendo rumori e vibrazioni. Le sospensioni attive di terza generazione a 48 volt evolvono quelle già viste su Purosangue e F80, migliorando equilibrio e reattività.
La Vehicle Control Unit elabora i parametri dinamici duecento volte al secondo, gestendo in tempo reale sospensioni, trazione e sterzo. Sotto il cofano, o meglio, sotto il pianale, la spinta è impressionante: oltre 1.000 cavalli, 0-100 km/h in 2,5 secondi, velocità massima 310 km/h e oltre 530 km di autonomia. Tutto in un corpo vettura da circa 2.300 chili, con distribuzione dei pesi 47/53 e ricarica fino a 350 kW.
Ferrari, una strategia fino al 2030: quattro nuovi modelli l’anno e neutralità tecnologica
Parallelamente alla presentazione della supercar elettrica, Ferrari ha illustrato il proprio piano industriale al 2030, confermando una media di quattro nuovi modelli l’anno tra il 2026 e il 2030. “Ogni modello sarà progettato con un posizionamento distintivo per rivolgersi a una clientela specifica, mantenendo fede alla nostra strategia” “diverse Ferrari per diversi Ferraristi e diverse Ferrari per momenti diversi”, ha spiegato la Casa.
Al 2030, la gamma sarà composta per il 40% da vetture endotermiche, il 40% ibride e il 20% elettriche. L’elettrico sarà “un’aggiunta all’offerta di gamma“, non un sostituto. Ferrari continuerà infatti a “offrire e innovare i motori termici – V6, V8 e V12 – rendendoli idonei all’utilizzo di carburanti alternativi”, mantenendo viva la tradizione meccanica di Maranello.
Ferrari poi consolida il rapporto diretto con la propria community: “Oggi, il 100% delle auto dei clienti è altamente personalizzato“. Nuovi centri Tailor Made apriranno a Tokyo e Los Angeles nel 2027, insieme a un nuovo impianto di verniciatura. E i numeri confermano la vitalità del marchio: 90.000 clienti attivi, oltre 32.000 nuovi dal 2022, e un aumento del 20% delle vetture possedute dai collezionisti.
Sul fronte lifestyle, il 2026 segnerà una tappa chiave con l’apertura di due flagship store a Londra (Bond Street) e New York (Soho). Ferrari espande così la propria dimensione esperienziale, portando l’aura di Maranello anche fuori dalla pista (dove ci si aspetta risultati migliori, perlomeno in F1).
Ferrari: guidance rivista al rialzo ma titolo a picco in Borsa
Sul fronte finanziario, il Capital Markets Day si è aperto con toni trionfali. Ferrari ha alzato la guidance 2025, superando con un anno di anticipo i target di profittabilità fissati per il 2026. Il nuovo piano industriale al 2030 prevede ricavi netti per circa 9 miliardi di euro, in crescita media del 5% l’anno, spinti da auto sportive, personalizzazioni e attività racing e lifestyle.
L’Ebit è stimato a 2,75 miliardi con margine operativo del 30%, l’Ebitda ad almeno 3,6 miliardi (margine del 40%), mentre il free cash flow industriale cumulato nel periodo 2026-2030 dovrebbe raggiungere 8 miliardi di euro, a fronte di investimenti per 4,7 miliardi. La casa di Maranello ha anche annunciato un incremento della remunerazione agli azionisti: 7 miliardi di euro complessivi tra dividendi e buyback, con un dividend pay-out al 40% dell’utile netto rettificato dal 2025 e un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 3,5 miliardi che partirà nel 2026.
Tono trionfali a Maranello ma buoi pesto a Piazza Affari dove il titolo è crollato. Ferrari è arrivata a perdere oltre il 14%, precipitando sotto i 360 euro per azione e costringendo Borsa Italiana a sospendere temporaneamente gli scambi per eccesso di ribasso. Un tonfo inaspettato, che frena l’entusiasmo per la giornata più importante del nuovo corso di Maranello.
Vigna: “L’elettrica sarà un’aggiunta, non una transizione”
L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha ribadito che la forza di Ferrari nasce “dall’incontro di heritage, tecnologia e racing”, tre elementi che continuano a guidare il marchio verso il futuro. “Nello sviluppare il nostro portafoglio prodotti, i principi della neutralità tecnologica e dell’agilità produttiva ci garantiscono la possibilità di combinare in modi diversi motorizzazioni a combustione interna, ibride ed elettriche”, ha spiegato.
Per Vigna, l’elettrificazione non è una moda ma un percorso coerente con l’identità Ferrari: “Siamo grandi sostenitori della neutralità tecnologica… l’elettrica sarà un’aggiunta, non una transizione“. Tutti i componenti chiave, batteria, motore, inverter, assale, sono progettati e realizzati artigianalmente a Maranello, nell’“e-building”.
L’innovazione è anche nei materiali: leghe d’alluminio riciclato ridurranno del 75% le emissioni legate alla produzione, contribuendo a un taglio del 6% delle emissioni Scope 3 entro il 2030.
Elkann: progresso, formazione e orgoglio italiano
Il presidente John Elkann ha legato la nuova vettura a una visione più ampia. “Con la nuova Ferrari elettrica, affermiamo ancora una volta la nostra volontà di progresso unendo la disciplina della tecnologia, la creatività del design e l’arte della produzione”.
Elkann ha poi annunciato la nascita della M-Tech Alfredo Ferrari, un polo formativo d’eccellenza che aprirà nel 2029 a Maranello per “formare le nuove generazioni di ingegneri, tecnici e innovatori”. Il progetto accompagnerà il centenario della Scuderia e rappresenta “la volontà di mantenere viva la spinta al progresso”.
In chiusura, un impegno personale, “Ferrari non ha mai scelto la strada più facile, ma quella più significativa. Continueremo a investire, a innovare e a costruire. Mi impegno affinché ogni decisione rafforzi l’unicità di Ferrari”.
Un’elettrica che riscrive il “noi” di Ferrari
Da questa giornata il messaggio che arriva da Maranello è chiaro: l’elettrico non sostituisce, ma completa. La Ferrari Elettrica è l’evoluzione naturale di un percorso che intreccia heritage e innovazione, artigianato e ingegneria, cuore e algoritmo. Un progetto che inaugura una nuova stagione per il Cavallino, senza cedere un millimetro su ciò che rende una Ferrari una Ferrari: emozione, controllo, perfezione meccanica. Come ha detto Vigna, “l’elettrica sarà un’aggiunta, non una transizione“. E in quella frase c’è il senso profondo del futuro secondo Maranello: cambiare tutto per restare se stessi.
Certo, questa nuova fase si apre con un tonfo a Piazza Affari, travolto da prese di beneficio e timori sulla fase di transizione. Un segnale che il mercato osserva con freddezza ciò che la storia, forse, giudicherà come l’inizio di una nuova era.