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Fca e Cnh, oltre il 35% dei lavoratori aderisce al primo piano welfare aziendale d’Italia

Il segretario nazionale della Fim Cisl, Uliano: “Primo piano welfare aziendale nel nostro Paese. Oltre al 35% dei lavoratori ha aderito al Piano”.

Fca e Cnh, oltre il 35% dei lavoratori aderisce al primo piano welfare aziendale d’Italia

“Sono certamente positivi i dati di adesione  al Piano welfare FCA e CNHI, in meno di un mese hanno aderito, al piano che abbiamo costruito con i nostri accordi sindacali, oltre al 35% dei lavoratori dei due gruppi. Una media che di norma è meno del 20% di adesioni nel primo anno” Questo il commento del segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, sul primo piano welfare aziendale del Paese riguardante i due colossi dell’auto.

“Nel  settore dell’auto – spiega il sindacalista – sono stati raggiunti i livelli di adesioni maggiori, con FCA che arriva ad una media di adesioni di circa il 40% dei lavoratori,  al quale, se si sommano le aziende fornitrici come Magneti Marelli, Teksid ecc. arriviamo a quasi il 45%. Di cui 57% operai e 43% impiegati e professionals.  Nei principali stabilimenti di FCA abbiamo le seguenti percentuali di adesione: Cassino 58%; Melfi 46%; Pomigliano 40%; Sevel 40% e Polo produttivo Torino 48%. Anche le adesioni di CNHI sono molto positive con punte  nelle aree del torinese che vanno dal 20% al 40%”.

“Con il Piano welfare – continua Uliano – abbiamo dato un’opportunità in più ai lavoratori di FCA e CNHI e circa 30.000 lavoratori hanno deciso di utilizzarla incrementando il vantaggio economico dell’incentivo di produttività, fino ad un importo di circa 700 euro, attraverso la detassazione, la decontribuzione, la quota aggiuntiva aziendale del 5% e le economie di scala che si generano”.

“Con la contrattazione sindacale in FCA e CNHI siamo riusciti in questi anni a riempire di lavoro fabbriche che fino a solo 3 anni fa erano caratterizzate da un uso pesantissimo di cassintegrazione, il nostro obiettivo rimane la piena occupazione nel 2018, e sul fronte salariale la risposta economica ha consentito di distribuire salario aggiuntivo all’inflazione, fatto, che da 19 anni non si vedeva in Fiat, distribuendo mediamente nei due anni al 97,6% dei dipendenti mediamente euro 2.779 euro per FCA e euro 2.480 per CNHI. Con l’accordo welfare abbiamo dato la possibilità di incrementare ulteriormente la tutela salariale e sociale ai lavoratori e alle loro famiglie”, conclude Uliano.

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