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Eni: perdita 2020 sale a 8,635 miliardi, cedola 0,36 euro

Il Cda propone anche un buyback fino al 7% delle azioni ordinarie

Eni: perdita 2020 sale a 8,635 miliardi, cedola 0,36 euro

Il Consiglio d’amministrazione di Eni ha dato il via libera al bilancio consolidato e al progetto di bilancio di esercizio per il 2020, chiusi rispettivamente con una perdita netta di 8,635 miliardi e un utile netto di 1,607 miliardi. Numeri che confermano i risultati preliminari adjusted diffusi lo scorso 19 febbraio. La perdita netta reported del bilancio consolidato si ridetermina in 8,635 milioni (8,563 miliardi nel preconsuntivo) principalmente per il recepimento del risultato di una partecipata valutata ad equity pubblicato successivamente.

Inoltre, il Cda proporrà all’assemblea del 12 maggio la distribuzione di un dividendo da 0,36 euro per azione, di cui 0,12 distribuiti in acconto lo scorso settembre. Il saldo di 0,241 euro per azione sarà pagato a partire dal 26 maggio, con stacco della cedola il 24 maggio 2021.

Infine, il Consiglio di Eni ha deciso di proporre all’assemblea un’operazione di acquisto di azioni proprie per 18 mesi. Previsto un esborso massimo di 1.600 milioni di euro per un numero di azioni fino al 7%.

L’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è funzionale all’eventuale riavvio del programma di buyback, secondo quanto previsto nell’ambito del Piano Strategico di Eni presentato il 19 febbraio 2021. Il riavvio del piano di buyback è finalizzato ad offrire alla società, aggiunge una nota, un’opzione flessibile per riconoscere agli azionisti un’ulteriore remunerazione rispetto alla distribuzione di dividendi.

Infine Eni, nell’ambito dell’inchiesta relativa ad alcune attività di Eni in Congo che vede indagata la società e un suo manager, prende atto con “soddisfazione del decadere anche di questa ipotesi di corruzione internazionale”. In seguito alla derubricazione del reato contestato da parte del Pubblico Ministero in induzione indebita, informa una nota, Eni ha aderito all’ipotesi di sanzione concordata avanzata dalla Procura e ne ha presentato richiesta.

La società metterà a disposizione quindi un corrispettivo pari a 11,8 milioni di euro come sanzione concordata. Eni tiene a precisare che l’accordo non rappresenta un’ammissione di colpevolezza da parte della società rispetto al reato contestato, ma un’iniziativa tesa a evitare la prosecuzione di un iter giudiziario che comporterebbe un nuovo e significativo dispendio di risorse per Eni e tutte le parti coinvolte.

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