Alla seconda Giornata del Mezzogiorno, ospitata dalla Camera di Commercio di Bari nell’ambito dell’88ª Fiera del Levante, il tema energetico ha dominato il confronto tra istituzioni, accademia e imprese. La transizione, che in Occidente sembra avere perso vigore, è stata definita da più voci un percorso obbligato. “Il cambiamento climatico non è un’invenzione ideologica”, ha ricordato Antonio Decaro, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, sottolineando come la sfida non sia più solo ambientale ma anche di competitività.
Realismo contro ambizioni
Dai banchi della discussione non sono mancate posizioni più caute. Davide Tabarelli (Nomisma) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rivedere gli obiettivi del Green Deal europeo, ricordando che l’80% dell’energia globale è ancora prodotta da fonti fossili. Anche Chicco Testa (Assoambiente) ha invitato a non sottovalutare l’effetto Nimby che ostacola l’installazione di impianti rinnovabili, soprattutto in territori come la Puglia, dove Gianna Elisa Berlingerio ha evidenziato la necessità di puntare sull’autoconsumo per coniugare riduzione dei costi e coinvolgimento delle comunità locali.
La rete come collo di bottiglia
Il nodo infrastrutturale resta tra i più critici. Renato Mazzoncini (A2A) ha denunciato l’esistenza di colli di bottiglia che impediscono un’efficiente distribuzione dell’energia tra aree di produzione e di consumo, con riflessi sui costi.
Un problema amplificato dalla crescita dei Data Center, come segnalato da Simona Benedettini (Race Consulting), che ha citato i dati Terna: a febbraio 2025 le richieste di connessione alla rete hanno superato i 350 Gigawatt, con il Meridione protagonista per due terzi delle domande.
Prezzi, mercato e fiscalità
Sul fronte dei costi, la dipendenza dal gas resta determinante. Tabarelli e Testa hanno sottolineato il peso degli oneri fiscali e delle accise, in alcuni casi regressivi rispetto ai redditi familiari, chiedendo interventi mirati soprattutto a favore delle famiglie. Sul prezzo dell’elettricità, invece, prevale la linea del mercato come arbitro, mentre il disaccoppiamento delle voci di costo resta una soluzione divisiva.