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Due derby in Lombardia: l’Inter cerca la quinta vittoria con la Cremonese, l’Atalanta sfida il Como

Gli anticipi di oggi cominciano con Lazio-Torino, che nessuna delle due può perdere. Poi il doppio derby lombardo e la lotta per la salvezza tra Parma e Lecce

Due derby in Lombardia: l’Inter cerca la quinta vittoria con la Cremonese, l’Atalanta sfida il Como

L’ultimo sforzo. La sesta giornata di Serie A, iniziata ieri con la vittoria del Sassuolo sul Verona (0-1), entra nel vivo con gli anticipi odierni, ovvero Lazio-Torino (ore 15), Inter-Cremonese (18) e Atalanta-Como (20.45). Subito dopo arriverà la sosta per le Nazionali, il che rende i punti in palio ancor più pesanti: passare 15 giorni sulla graticola per un’eventuale sconfitta, infatti, non piace proprio a nessuno. Il weekend in questione, inoltre, è quello di Juventus-Milan, gara da “sfruttare” soprattutto per le concorrenti. Tra questi ci sono certamente i nerazzurri di Chivu, ma anche Sarri e Juric hanno ottimi motivi per accorciare sulla zona Europa.

Inter-Cremonese (ore 18, Dazn)

Battere la Cremonese per proseguire il filotto. Chivu, dopo il ko di Torino, aveva tracciato una rotta chiara (cinque vittorie di fila per rimettersi in carreggiata prima della sosta) e ora manca solo l’ultimo passo per chiudere il ciclo con serenità. Il suo merito, fin qui, è stato soprattutto il buon senso: partito con l’idea di rivoluzionare, ha capito che non era il momento di smantellare ma di costruire sull’eredità di Inzaghi. Ora però serve continuità vera. In Champions i numeri sono eccellenti (zero gol subiti, come solo l’Arsenal), mentre in campionato la stabilità è arrivata a tratti: una rete incassata nelle ultime due, vero, ma con qualche disattenzione di troppo. L’infortunio di Thuram apre un vuoto importante e costringerà il tecnico a testare davvero Esposito e Bonny, chiamati a confermare gli elogi delle prime settimane. Contro la Cremonese, imbattuta ma con un solo storico successo a San Siro (1992), l’Inter è evidentemente favorita e deve chiudere il ciclo con un altro successo, anche per sfruttare al meglio la sfida di domani tra Juventus e Milan. Dopo la sosta, inoltre, arriveranno gli esami veri, con il tris di trasferte da brividi Roma, Bruxelles (contro l’Union Saint-Gilloise) e Napoli. Tre viaggi insidiosissimi, i primi due sicuramente senza Thuram, che diranno se questa Inter è definitivamente tornata competitiva ai massimi livelli. Chivu ha migliorato i numeri dell’ultimo Inzaghi (+1 in campionato, +2 in Champions), ma per confermare la crescita servono successi di peso. Battere la Cremonese è l’ultimo passo, prima di scoprire davvero quanto vale questa squadra.

Chivu: “Dispiace perdere Thuram. Bonny o Pio Esposito? Sono sicuro solo di Lautaro”

“Abbiamo trovato equilibrio, siamo migliorati molto – ha sottolineato Chivu -. Abbiamo più attenzione anche quando attacchiamo, sono contento. Io parto sempre dal fatto di non subire gol, dall’organizzazione e dall’attenzione. La Cremonese è una squadra fisica, organizzata e ben allenata. Conoscono i loro limiti e vogliono rimanere in Serie A, hanno un allenatore che sa come si fa e giocatori di esperienza, che capiscono i momenti, hanno cuore e umiltà. Thuram? A Cagliari gli avevo dato qualche minuto di riposo, contro lo Slavia secondo me lui e Lautaro erano la coppia ideale per creare problemi. Si divertiva e stava bene, ma l’infortunio è sempre dietro l’angolo. Dispiace perderlo, anche dal punto di vista umano, fortunatamente non è gravissimo. Bonny o Pio Esposito? Per ora sono sicuro solo di Lautaro, al 90% so chi lo affiancherà, ma non ve lo posso dire”.

Lazio-Torino (ore 15, Dazn)

La vittoria di Genova ha rimesso in carreggiata la Lazio dopo le due cadute consecutive con Sassuolo e Roma, ma la squadra di Sarri resta in piena emergenza. A Marassi il tecnico ha dovuto abbandonare il suo consueto 4-3-3 per virare su un 4-4-2 dettato dalle assenze a centrocampo, e lo scenario non cambia contro il Torino: fuori ancora Rovella, Dele-Bashiru e Vecino per infortunio, più Guendouzi squalificato. In mezzo toccherà di nuovo a Cataldi e a Basic, reintegrato in lista nonostante fosse considerato un esubero solo poche settimane fa. Il match dell’Olimpico non è solo una questione di campo, ma anche di destini incrociati. Marco Baroni torna da avversario in quello che è stato il suo mondo fino a quattro mesi fa: a Formello aveva iniziato la scorsa stagione con una Lazio brillante fino a dicembre, prima del tracollo nella seconda parte di campionato. Ora si gioca molto più che tre punti: la sua panchina traballa, Cairo riflette e guarda già a Daniele De Rossi, indiziato numero uno a prendere il suo posto. Dopo il ko di Parma, i granata sono fermi a 4 punti e una sconfitta a Roma potrebbe essere fatale. La Lazio, invece, cerca conferme dopo il successo di Marassi: servirà un’altra prova di compattezza, perché il blocco centrale è ridotto ai minimi termini e il tecnico dovrà inventare qualcosa per far arrivare palloni giocabili a Castellanos e Zaccagni senza perdere equilibrio. Baroni, dal canto, suo ha già espugnato l’Olimpico in stagione battendo la Roma di Gasperini e spera di ripetersi, questa volta per salvare la propria panchina.

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