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Draghi: “Tassi invariati, l’inflazione c’è ma non basta”

Il numero uno della Bce ribadisce la necessità di mantenere un alto livello di stimolo monetario, anche se i tecnici dell’Eurotower hanno alzato le stime sul pil 2017-2018 (+1,8% e +1,7%) e sull’inflazione dell’area euro all’1,7% e all’1,6% – Si va avanti fino a dicembre ma da aprile gli acquisti di bond scendono a 60 miliardi/mese. Piazza Affari vira in positivo, bancari in forte rialzo.

Draghi: “Tassi invariati, l’inflazione c’è ma non basta”

Gli indicatori sul clima di fiducia nell’area euro mostrano “che la ripresa economica ciclica sembra guadagnare slancio”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, precisando tuttavia che resta necessario un livello molto consistente di stimolo monetario per sostenere una stabile normalizzazione dell’inflazione. L’istituto centrale, infatti, ha lasciato invariata la politica monetaria anche questo mese. Il presidente della Bce ha detto che gli stimoli proseguiranno fino a dicembre 2017 come previsto ma anche oltre “se necessario”. In particolare, riguardo al programma del Qe Draghi ha confermato che dal prossimo aprile il suo peso verrà ridotto a 60 miliardi di euro rispetto agli attuali 80 miliardi.

“L’inflazione generale è salita ancora – ha aggiunto Draghi – prevalentemente a seguito dei rialzi su energia e alimentari, ma le pressioni sull’inflazione di fondo continuano ad essere sotto tono”. Quello che è venuto meno è il precedente “senso di urgenza” per eventuali nuove misure da prendere a fronte dei rischi di deflazione, che sembrano ora svaniti, ha spiegato Draghi.

Intanto, i tecnici della Bce hanno rivisto al rialzo le previsioni di inflazione dell’area euro all’1,7% per quest’anno, all’1,6% nel 2018 e all’1,7% nel 2019, a patto ovviamente che continuino le misure di stimolo in corso.

Riviste al rialzo anche le stime sul Pil reale dell’area euro per il 2017 e il 2018, rispettivamente dall’1,7% all’1,8% e dall’1,6% all’1,7%. Confermata, invece, per il 2019 la previsione precedente pari all’1,6%.

“L’euro è irrevocabile – ha concluso Draghi – E la maggior parte dei cittadini dell’area valutaria lo vuole mantenere”.

Dopo le dichiarazioni di Draghi, il cambio euro-dollaro viaggia a 1,06018 e lo spread Btp/Bund scende a quota 184 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,25%. In recupero anche le Borse, con Piazza Affari che vira in positivo (+0,6%) spinta dai titoli bancari che riacquistano vigore rassicurati dal numero uno della Bce. Vola Ubi Banca, in asta di volatilità con un rialzo teorico del 4,2%. In forte rialzo anche Intesa Sanpaolo (+3,17%), Mediobanca (+3,06%) e Unicredit (+2,26).

 

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