Condividi

Draghi da Merkel, Gentiloni da May: euro ed Europa contro Brexit e populismi

Giovedì di incontri al vertice oggi in Europa. il presidente della Bce Mario Draghi farà visita a Berlino alla Cancelliera Angela Merkel e sarà l’occasione per rinsaldare l’asse che ha permesso di difendere l’euro e di garantire autonomia alla Banca centrale anche rispetto ai falchi tedeschi – Il premier Gentiloni sarà invece ricevuto da Theresa May e Brexit sarà al centro dei colloqui

Draghi da Merkel, Gentiloni da May: euro ed Europa contro Brexit e populismi

La difesa dell’euro e il rilancio dell’Europa contro Brexit e tutti populismi, interni ed esterni al Vecchio continente. Sarà questo il leitmotiv del doppio incontro ai vertici dell’Europa che oggi terrà banco a Berlino e a Londra.

Nella capitale tedesca l’incontro tra la cancelliera Angela Merkel, che resta favorita nelle prossime elezioni politiche anche se deve fronteggiare la crescente popolarità del candidato socialdemocratico Schulz, e il presidente della Bce, Mario Draghi,  sarà l’occasione per rinsaldare l’asse che ha finora permesso di difendere l’euro attraverso l’autonomia della Banca centrale e di sostenere l’Europa di fronte a tutti i populismi (da Trump alla Le Pen) e ai rischi di disgregazione della Ue dopo Brexit. Draghi, che ha più volte messo nell’angolo i falchi tedeschi (da Schaeuble alla Bundesbank) anche grazie al silenzio-assenso della Cancelliera, che ha reso possibile il lancio del Qe, è stato del resto perentorio l’altro giorno quando ha detto che, Trattati europei alla mano, “l’euro è irrevocabile”. 



Tutt’altro che di routine sarà anche l’altro summit di oggi a Londra dove la premier Theresa May riceverà il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che cercherà di capire meglio la road map britannica verso Brexit, apparsa finora piuttosto oscura, all’indomani del voto della Camera dei Comuni che autorizza la stessa May a trattare con Bruxelles l’uscita dall’Unione europea. Gentiloni, con toni diplomatici ma chiari, farà capire alla May che Londra non può aspettarsi sconti sul mercato unico dopo aver sbattuto la porta e che la minaccia di creare un paradiso fiscale modello Hong Kong è una pistola scarica se alle spalle non c’è più l’Europa. Ma il nostro premier chiederà anche garanzie per gli italiani che vivono, studiano o lavorano in Inghilterra.

Commenta