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Derivati, la Camera avvia un’indagine

L’approfondimento riguarderà le dimensioni del mercato italiano, le modalità di strutturazione, utilizzo e collocamento dei titoli, e i contratti in essere con la pubblica amministrazione.

Derivati, la Camera avvia un’indagine

La Camera avvia un monitoraggio sugli strumenti finanziari derivati, con riferimento sia al comparto pubblico che a quello privato. La decisione è stata presa dalla commissione Finanze di Montecitorio. Un approfondimento “motivato, oltre che dalle considerazioni circa l’insoddisfacente sviluppo dei mercati dei capitali in Italia, e circa i rischi che un utilizzo non corretto di tali strumenti può determinare rispetto agli equilibri finanziari ed economici del Paese – scrive la commissione Finanze -, anche dalla volontà di valutare le dinamiche registratesi in quest’ambito nel corso degli ultimi dieci anni, alla luce della grave crisi economica e finanziaria in atto”.

Nel prendere la decisione di avviare l’indagine conoscitiva, la commissione Finanze della Camera non manca di rilevare come i derivati rappresentino un fenomeno “complesso e controverso”, perché se da un lato svolgono una funzione positiva al fine di minimizzare gli effetti delle fluttuazioni proprie della dinamica dei mercati, rappresentando ad esempio un mezzo efficace per assicurare protezione contro i rischi delle oscillazioni dei cambi e dei tassi, dall’altro pongono una serie di problemi relativi alla loro gestione ed utilizzo, sia per la complessità dei meccanismi contrattuali con cui sono costruiti, sia per il carattere speculativo che caratterizza alcuni di questi strumenti, sia per le dimensioni della leva finanziaria ad essi sottostante. 

L’indagine conoscitiva, che durerà quattro mesi, cercherà di mettere a fuoco in particolare le dimensioni di questo mercato nell’ambito della finanza nazionale, le modalità di strutturazione, utilizzo e collocamento dei titoli, l’analisi in dettaglio dei contratti derivati in essere con la pubblica amministrazione, con specifico riguardo al Ministero dell’economia e delle finanze, l’adeguatezza professionale e organizzativa degli intermediari che operano professionalmente sul mercato di tali strumenti, il rispetto degli obblighi di correttezza e trasparenza, il livello di tutela e di informazione assicurata alle controparti, con particolare riferimento a tutti i soggetti pubblici, agli investitori non professionali nonché alle piccole e medie imprese, i rimedi contro eventuali conflitti di interesse, l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare, a livello nazionale, europeo e internazionale, e gli eventuali correttivi auspicabili, nonché l’efficacia dell’attività di vigilanza. 

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