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Def, il deficit sale all’1,9% dopo l’ultimatum Cinque Stelle

Le pressioni dei Cinque Stelle sul reddito di cittadinanza e della Lega sulle pensioni e sul fisco fanno lievitare il rapporto deficit/Pil nel Def ma la vera battaglia sarà in Parlamento sulla manovra – Renzi smaschera Salvini sulla flat tax: “L’aliquota per un milione di contribuenti è già legge: l’ho fatta io” – Caos sul decreto Genova

Def, il deficit sale all’1,9% dopo l’ultimatum Cinque Stelle

“O noi o loro: se nel Def non c’è il reddito di cittadinanza e le pensioni a quota 100 noi non lo votiamo”. L’ultimatum sul Def dei Cinque Stelle costringerà il ministro dell’Economia Giovanni Tria ad allargare un po’ le maglie dei conti pubblici e, secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocor, il rapporto deficit/Pil salirà all’1,9% nel 2019, cioè più del doppio del deficit tendenziale indicato dal precedente governo. Così il saldo strutturale di bilancio non migliorerà, malgrado tutte le raccomandazioni della Commissione europea.

Si vedrà come reagiranno i mercati finanziari ma il problema della tenuta dei conti pubblici non finisce con l’aggiornamento del Def, in programma per domani 27 settembre, ma con la definitiva approvazione nei prossimi mesi della manovra di bilancio in Parlamento, dove, come al solito, le spinte per aumentare la spesa pubblica o ridurre le tasse allargando il condo in arrivo non mancheranno.



I Cinque Stelle, in difficoltà nei sondaggi per il protagonismo di Salvini e della Lega, cercano di tirare la corda sul reddito di cittadinanza pur sapendo che la manovra potrà al massimo avviarlo ma non sostenere l’intera spesa in un solo esercizio di bilancio. La Lega, invece, insiste sulla revisione della legge Fornero per le pensioni e sulla flat tax sia pure facendo buon viso a cattiva sorte e anticipando che nel 2019 l’abbassamento dell’aliquota al 15% varrà solo per un milione di contribuenti. Ma ieri sera in tv, intervistato da Lilli Gruber su La7, l’ex premier Matteo Renzi ha smascherato l’operazione della Lega in modo tagliente: “Salvini racconta balle perché l’aliquota della flat tax al 15% per circa un milione di persone c’è già ed è stata introdotta dal mio Governo nella Legge di Bilancio 2015”.

Intanto, in materia di conti pubblici si consuma l’ennesimo scontro tra Cinque Stelle e Ragioneria dello Stato sul decreto Genova che il ministro Toninelli ha presentato senza coperture di spesa e che, nella prima versione, non  avrebbe potuto essere bollinato e poi firmato dal Quirinale. Ma il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, ha troncato sul nascere le polemiche: “Noi non blocchiamo il decreto ma lavoriamo per sbloccarlo cercando le coperture”.

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