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Dazi, l’accordo Usa-Cina è vicino. A Milano riecco i Pir

È stato il Presidente Trump a comunicare che l’intesa sui dazi è ormai a un passo – La Camera toglie i vincoli ai Pir che danno slancio all’indice Star di Piazza Affari – Esplode la febbre per il calcio

Dazi, l’accordo Usa-Cina è vicino. A Milano riecco i Pir

La “fase uno” della trattativa con la Cina si sta per chiudere. Lo ha comunicato ieri sera lo stesso Donald Trump, favorendo l’ennesimo record di Wall Street. Certo, i problemi restano, a partire da Hong Kong. E il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross, ha annunciato che d’ora in poi tutti gli apparati tlc importati dalla Cina in America dovranno essere autorizzati dal suo ufficio, per evitare l’ingresso di macchine-spia. Ma, al di là delle frizioni, pare proprio che i due Grandi vogliano spianare il terreno al rally di fine anno.

Il segno più domina sulle Borse asiatiche: Tokyo +0,5%, Sidney +0,9%, Kospi di Seul +0,4%, Shanghai Composite +0,2%. A Hong Kong (+0,1%) è ripresa la circolazione sull’autostrada.

A Wall Street è proseguita ieri la pioggia dei record con nuovi massimi per Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq, grazie a rialzi attorno allo 0,2%.

Sale Walt Disney (+1,3%): gli abbonati al nuovo servizio di streaming crescono di un milione di unità al giorno.

Vanno a gonfie vele le vendite di Best Buy (+9,86%). Soffre dopo i conti Hewlett Packard (-8,48%).

Il cambio dollaro yen scende per il sesto giorno consecutivo a 109,1.

Il Treasury Note a 10 anni tratta a 1,74%. Intanto torna a scendere il differenziale tra rendimento del bond decennale a dieci anni e due anni torna a scendere.

ANCORA LIQUIDITÀ LA FED SOSTIENE IL RALLY

Lo schiacciamento della curva mostra che gli investitori sono ancora affamati di liquidità nonostante i 250 miliardi di dollari messi a disposizione dalla Federal Reserve negli ultimi sessanta giorni attraverso operazioni contro termine. Il QE mascherato ha già provocato un aumento di 4.000 miliardi di dollari del bilancio della banca centrale degli Stati Uniti, favorendo il rally delle borse.

L’abbondante liquidità sostiene anche le quotazioni dell’oro, stamane a 1.458 dollari l’oncia.

Sale anche il petrolio, il Brent tratta a 64,2 dollari il barile, in prossimità dei massimi da metà settembre.

EFFETTO PIR: BRILLA L’INDICE STAR

Poco mossi ieri i listini del Vecchio Continente. Ha fatto eccezione Piazza Affari. L’indice principale ha chiuso in rialzo dello 0,37% a quota 23.553, una spanna sopra Parigi (+0,08%) e Madrid (+0,05%), mentre Francoforte ha chiuso in rosso (-0,08%).

Il dato più significativo della giornata è stato il rialzo dell’indice Star (+2,3%) e quello dell’Ftse Mid Cap (+2,01%). A dare la spinta è stata l’approvazione del provvedimento che restaura, con qualche modifica, il regime dei vecchi Pir. La Commissione Finanze della Camera ha approvato all’unanimità l’emendamento al Decreto Fiscale che modifica la legge sui Pir. I vincoli previsti dalla legge del maggio 2019 vengono rimossi e sostituiti con l’obbligo di destinare almeno il 3,5% del fondo a titoli emessi da società non quotate né sul FTSE Mib, né sul FTSE Mid. L’approvazione del provvedimento può aprire una nuova stagione per i Pir.

LSE VERSO REFINITIV, MANOVRE SU BORSA ITALIANA

Novità non meno rilevanti si profilano per Borsa Italiana spa. Il board del London Stock Exchange, che controlla Piazza Affari, ha ieri approvato l’acquisto del colosso Refinitiv, il fornitore di dati ceduto da Thomson Reuter per 27 miliardi di dollari. Tra i possibili sviluppi dell’operazione potrebbe esserci la cessione del gioiello Mts, improponibile dato il valore strategico della piattaforma per gli scambi sulle obbligazioni. Si profila così l’ipotesi di una cordata, capitanata da Mediobanca e dalla Cdp, per acquistare il controllo di Borsa italiana.

LA BCE PREPARA IL BITCOIN EUROPEO

Grande fermento anche in casa Bce. Ieri il membro del direttorio della Bce Benoit Coeure ha rivelato un piano per creare una criptovaluta guidata dalla banca centrale, necessario per “assicurare una moneta comune anche ai tempi della valuta digitale”.

Chiusura in lieve calo, più accentuato per i governativi italiani che risentono delle prossime aste a medio lungo.

Oggi, dopo il collocamento di Ctz e BtpEi, tocca al Bot a 6 mesi con il rendimento del titolo visto in lieve rialzo: in chiusura il tasso del Buono semestrale valeva -0,185% rispetto a -0,213% dell’asta di ottobre.

SUL LISTINO VA IN ONDA LA RIVINCITA DEI PICCOLI

In Piazza Affari brillano i titoli a media e bassa capitalizzazione sull’onda dei nuovi Pir: Fiera Milano +5,8%, Safilo +5,81%, D’Amico +8,95%, Elica +5,36%, Astaldi +8,69% e Carel Industries +16,59%, migliore titolo del listino. Denaro anche su Rcs (+4,9%) e Autogrill (+3,2%).

Rimbalzano i titoli delle società autostradali: Astm +5,49%, Sias +5,00%. Fidentiis ritiene che “gli ultimi aggiornamenti sul crollo del ponte di Savona confermano le prime impressioni che non dovrebbero esserci responsabilità da parte della società”.

AUMENTO PER JUVENTUS, STIMA STELLARE PER GUARDIOLA

Il Cda della Juventus ha esercitato la delega per l’aumento di capitale fino a 300 milioni in opzione agli azionisti nel rapporto di 8 nuove azioni ogni 25 possedute, al prezzo di sottoscrizione di 0,93 euro. Lo sconto sul Terp calcolato alla chiusura di ieri è del 29,01%.

Exor si è impegnata a sottoscrivere la quota di propria spettanza, pari al 63,8% del capitale, per un controvalore di circa 191,2 milioni di euro.

Proprio ieri il 10% del Manchester City è stato ceduto dal socio di controllo, che fa capo ad Abu Dhabi, per poco meno di 500 milioni di dollari al fondo Usa Silver Lake già specializzato nell’hi tech. La valutazione del club, perciò, si aggira sui 4,8 miliardi di dollari.

BUZZI FA CASSA IN USA

Buzzi +2,5%: Kosmos Cement Company, azienda con sede in Kentucky in cui il gruppo detiene il 25%, ha sottoscritto un accordo per la vendita di alcune attività a Eagle Materials, per 665 milioni di dollari.

Fiat Chrysler (-0,2%) ha comunicato ai propri dipendenti che nelle prossime settimane sarà firmato il precontratto sulla fusione con Peugeot, lo stesso ha comunicato la casa francese.

Enel (+0,8%) ha annunciato il nuovo piano industriale. Tra 2019 e 2021 l’Ebitda ordinario dovrebbe crescere del 4,1% di media. Nel 2020 l’Ebitda dovrebbe arrivare a 18,6 miliardi di euro, 100 milioni di euro in più della previsione precedente ma sotto le aspettative del consensus. Leggermente migliorate alcune indicazioni sul dividendo 2020 e 2021. Il piano prevede un forte taglio alla produzione di CO2.

Amplifon ha chiuso in rialzo del 2% segnando il nuovo record storico a 25,76 euro. 

AIM, DEBUTTO RECORD PER FOS

Nell’Aim Fos +44,44% al debutto della società genovese attiva nell’erogazione di servizi informatici ed in ambito tlc. Si tratta della 34esima matricola da inizio anno, che porta a 134 il numero delle società attualmente quotate sul mercato dedicato alle piccole e medie imprese.

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