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Dazi e tassi: le schiarite spingono su le Borse

L’avvicinarsi di una possibile intesa sui dazi tra Usa e Cina e la ritrovata prudenza della Fed sui tassi alla base della ripresa delle Borse – Dall’inizio dell’anno Piazza Affari ha guadagnato il 4,6% – Nuove nubi su Brexit e divorzio del secolo in Amazon

Dazi e tassi: le schiarite spingono su le Borse

I verbali dell’ultima riunione del comitato ristretto della Federal Reserve, diffusi ieri alle 20 ora italiana, hanno mostrato che la banca centrale si prepara ad aprire il suo ombrello protettivo. Le cosiddette “minute” contengono la parola “pazienza”, parola magica per i mercati, termine già usato venerdì scorso durante un evento dal governatore Jerome Powell; quella parola mancava però dal comunicato diffuso alla fine della riunione del FOMC del 19 dicembre.

La banca centrale “si può permettere di essere paziente” in merito a una ulteriore normalizzazione della sua politica monetaria, è scritto nei verbali. Tre presidenti regionali della banca centrale hanno intanto ribadito la cautela prima di nuove mosse sui tassi. Anzi il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha dichiarato che la prossima mossa della banca centrale degli Stati Uniti potrebbe essere al rialzo o al ribasso, una presa di posizione che apre la porta, anzi, la spalanca, al taglio tassi. Ora la palla passa al presidente Jerome Powell che parlerà stasera a Borsa chiusa.

I CHIP E APPLE SPINGONO WALL STREET

Schiarita anche sul fronte dei dazi, dopo il rientro da Pechino della delegazione Usa. Donald Trump, impegnato in uno scontro per ora senza sbocchi con i Democratici sul Muro alla frontiera con il Messico (domani no riceveranno la busta paga 800.000 dipendenti pubblici) vuole arrivare il prima possibile ad una chiusura dell’accordo, in modo da aiutare il rimbalzo delle Borse. Anche la Cina sembra voler stringere e nel frattempo annuncia misura di stimolo, tra cui l’introduzione di incentivi alla diffusione dell’auto privata.
In ascesa i mercati Usa: Dow Jones +0,39%, S&P +0,41%, Nasdaq +0,87%.
Torna a salire Apple (+1,7%) assieme al settore chip.

DIVORZIO DEL SECOLO IN CASA AMAZON

Poco mossa Amazon (+0,17%). Jeff Bezos e la moglie MacKenzie hanno annunciato il divorzio del secolo. Dopo 25 anni di matrimonio (4 figli) i due si separano. E MacKenzie s’appresta a diventare una delle donne più ricche del pianeta.

Si placa il rally del petrolio, spintosi nelle ultime ore sui massimi dell’ultimo mese e mezzo: il greggio Brent è scambiato a 60,9 dollari il barile, in calo dello 0,7%, ieri, anche per effetto del calo delle scorte strategiche degli Stati Uniti, ha chiuso in rialzo di quasi il 5%.

Bene il comparto oil e oil service a Piazza Affari: Saipem +3,42%, Tenaris +2,98%.
Eni +0,92%. Berenberg ha alzato il rating a buy da hold, tagliando il target price a 17,6 euro da 18,5 euro, mentre Morgan Stanley ha confermato il giudizio a underweight limando il prezzo obiettivo a 14 euro da 14,6.

FRENA IL DOLLARO SALE LO YUAN

I listini, dopo il mini rally di inizio 2019, potrebbero concedersi una pausa a fronte della frenata del dollaro sceso a 1,155 sull’euro, ai minimi da ottobre.

Frena infatti la Borsa del Giappone in calo dell’1%, dopo tre giorni filati di rialzo, mentre il dollaro si indebolisce nei confronti dello yen.

Lo yuan cinese invece si rafforza a 6,79 sulla valuta statunitense, livello che non veniva toccato da quest’estate, anche se i dati pubblicati stanotte dall’Istituto di Statistica della Cina segnalano una brusca frenata della crescita economica. I prezzi al consumo sono saliti in dicembre dell’1,9% anno su anno, contro il +2,2% di novembre ed il +2,1% atteso dagli economisti. I prezzi alla produzione hanno registrato la variazione positiva più debole dalla fine del 2016: +0,9% anno su anno: gli economisti si aspettavano +1,6%.

La Borsa di Shanghai, rinfrancata dal buon esito del primo round dei negoziati sui dazi tra Washington e Pechino, è in rialzo dello 0,1%. Hong Kong è sulla parità, dopo quattro giorni consecutivi di crescita.

EUROPA IN RALLY, NUBI SULLA BREXIT

Le borse europee hanno allungato la striscia dei rialzi del 2019 snobbando i segnali d’allarme sulla frenata della congiuntura e sulle nubi che s’addensano sull’orizzonte politico a partire, in ordine di tempo dalla Brexit, Ieri il Parlamento britannico ha inflitto una nuova sconfitta a Theresa May: se, come è probabile, la settimana prossima il piano di uscita concordato con Bruxelles verrà bocciato dai Comuni, la premier avrà solo tre giorni i tempo per presentarne uno nuovo. La City, all’apparenza, non se ne cura: la Borsa segna i massimi da cinque settimane.

A confortare l’ottimismo, però, oltre agli incentivi sull’auto promessi da Pechino, sono arrivati dati sull’occupazione migliori del previsto: il tasso dei senza lavoro è sceso al 7,9%, il minimo da ottobre 2008.

VOLA L’INDICE STAR: +8,3% A GENNAIO

Milano partecipa alla corsa: l’indice principale avanza dello 0,94% a 19.179 punti. Da inizio anno Piazza Affari è risalita del 4,6%, contro il 3,8% di Francoforte.

Il rally si è esteso all’indice Ftse Star, ieri +1,5%, su dell’8,3% da inizio 2019 +8,3%. Segno più anche per le altre piazze: Francoforte +0,81%; Parigi +0,84%; Londra +0,67%. Fa eccezione Madrid -0,25%.

OGGI ASTA BOT, S’AVVICINA BTP 15

Seduta a due volti per il mercato obbligazionario. Dopo una prima parte in territorio negativo, penalizzata dalle indiscrezioni sul lancio di un nuovo Btp a 15 anni, la domanda ha risollevato la testa nella seconda parte della seduta.

Il rendimento del Btp 10 si è posizionato in chiusura a 2,892%, spread a 262 punti.
Oggi si terrà l’asta del Bot a 12 mesi, offerti per 7 miliardi. Ma il vero test arriverà domani, quando verranno messi a disposizione degli operatori tra 5 e 6,5 miliardi di euro in Btp a 3, 7 e 30 anni.
Sempre venerdì, ma a mercati Usa chiusi, giungerà il pronunciamento di Dbrs sul rating sovrano italiano, attualmente BBB high, con outlook stabile.

FITCH: ITALIA, SORPRESA POSITIVA

Intanto James Mc Cormack, responsabile del rating per l’agenzia Fitch, si è detto “positivamente sorpreso” del miglioramento registrato dall’Italia.

In attesa del titolo italiano a 15 anni si sono moltiplicate le offerte di titoli del debito. L’Irlanda ha collocato un bond a dieci anni via sindacato per 4 miliardi Anche il Portogallo ha collocato a sua volta un decennale via sindacato. E la Grecia ha piazzato 813 milioni di euro in titoli a tredici settimane. In movimento anche la Germania che ha collocato il nuovo decennale febbraio 2029, un rendimento in calo.

Secondo la Bundesbank, grazie ai tassi bassi resi possibili dalla Bce Berlino ha risparmiato grazie al QE 368 miliardi di euro in interessi, a seguire la Francia con un risparmio di 350,3 miliardi di euro e l’Italia con 261,5 miliardi.

LA CINA SPINGE FIAT CRYSLER E STM

Giornata di rialzi per il settore auto europeo, sostenuto dalla notizia che la Cina intende sostenere la domanda interna, favorendo gli acquisti di quattro ruote ed elettrodomestici.

A Piazza Affari ha brillato Fiat Chrysler (+3%), vicina a un accordo con il Dipartimento di Giustizia Usa sulle accuse al software montato su 104.000 veicoli diesel Usa. A ottobre il gruppo ha accantonato 713 milioni di euro per coprire i costi potenziali legati al caso.

Ha fatto ancor meglio Brembo (+6%). Secondo Equita, il gruppo deriva l’11% del proprio fatturato dalla Cina (contro il 4% di Fca). Positive anche Pirelli (+3%), Cnh Industrial (+1,7%) e Ferrari (+2,8%).

La spinta ai semiconduttori sul mercato Usa e gli incentivi di Pechino hanno rilanciato Stm (+5,36%). Secondo Equita il 15% del fatturato è legato alla vendita di semiconduttori legati al segmento auto ed elettrodomestici. Ieri l’assemblea ha nominato presidente Giuseppe Notarnicola.

TRIA: PER CARIGE SOLUZIONE DI MERCATO

Banche in frazionale rialzo. Unicredit +0,7%: Morgan Stanley ha limato il prezzo obiettivo a 15,7 euro da 16 (overweight). Sale anche Banco Bpm +0,49%. In calo Mediobanca (-0,5%), Ubi (-0,35%) e Intesa (-0,15%).

Per Carige è “preferibile una soluzione di mercato” tramite l’aggregazione con un’altra banca rispetto alla ricapitalizzazione precauzionale già adottata con Mps. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Nel settore finanziario spicca il balzo di Anima Holding (+7,13%). Dopo l’annuncio del programma di acquisto di azioni proprie al servizio di piani di incentivazione e di eventuali operazioni straordinarie.
Brilla anche DoBank (+5,2%): Kepler Cheuvreux alza il giudizio a Buy.

GENERALI, CONTINUA L’AVANZATA DI DEL VECCHIO

Continua l’avanzata di Leonardo Del Vecchio in Generali +0,9%: l’industriale è salito l 4,19% della compagnia, in rialzo da cinque settimane. Kepler Cheuvreux ha alzato il target a 17,50 euro, confermando il rating a Buy. SocGen ha invece ridotto il target price da 20 a 18,5 euro confermando il buy.

Da segnalare nel paniere principale l’avanzata di Amplifon +5,5% e la pausa di Campari -2,4% per le prese di profitto, dopo innumerevoli record.

FINCANTIERI PRENDE IL LARGO

Safilo +3,6%. Ha firmato un accordo di licenza con Levi’s.

Fincantieri -3,4% dopo il ricorso di Francia e Germania all’antitrust Ue per bloccare l’acquisto della francese Stx. Ma il gruppo italiano ha messo a segno un grande colpo: la sigla di un contratto con Norwegian Cruise Line per la costruzione di due navi a marchio Oceania Cruises. Il valore della commessa supera il miliardo di euro. La raccolta ordini nel 2018 dovrebbe avere superato l’ammontare di 11 miliardi di euro. Nel 2019 le previsioni sono, al momento, per un ulteriore incremento di 5,9

Dal contratto potrà trarre benefici anche Somec (+1,9%), quotata all’Aim: il gruppo specializzato nello sviluppo e nella realizzazione di grandi progetti navali e civili relativi a involucri vetrati, è in rialzo del 2% a 16,1 euro.

Bene Astaldi (+4,92%) dopo il via libera del tribunale di Roma al finanziamento di Fortress da 75 milioni funzionale al perseguimento dell’obiettivo della continuità aziendale.

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