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Da Zero: la passione di un Capricorno coniugata in rosa

Un vino concentrato sulla qualità e la naturalità è la scommessa, vinta, di una giornalista di cucina convertitasi all’enologia in Valdarno. Produzione limitata con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Da Zero: la passione di un Capricorno coniugata in rosa

Le donne sono tenaci, se poi nate sotto il segno del Capricorno, sono anche toste e non si danno per vinte. Marina, giornalista di cucina per molti anni e mamma di quattro figli, dopo una grande delusione, ha deciso di prendere in mano Salceta, una piccola azienda agricola in Valdarno vicino a Terranuova Bracciolini, un tempo podere mezzadrile di una tenuta della sua famiglia, un territorio a prevalenza argillosa, riconosciuto come zona di eccellenza già nel 1716 con il Bando di Cosimo III de’ Medici.

Marina De Giorgi appartiene a quello che un tempo  poteva apparire uno sparuto gruppo di donne intraprendenti decise a conquistarsi uno spazio in un terreno d’azione da sempre dominato dagli uomini. Oggi la realtà è notevolmente cambiata e con risultati eccellenti.  Intanto il 30% dei sommelier italiani è donna e questo la dice lunga sulle loro sensibilità enoiche. Ma soprattutto non tutti sanno che il 28% delle cantine italiane è diretto da donne, come sottolinea con non poca soddisfazione, Donatella Cinelli Colombini, Presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, alla testa di Casato Prime Donne, prima cantina italiana con un organico interamente femminile che produce un Brunello  di eccellenza esportato in 37 Paesi del mondo.

Donna in vigna non è solo sensibilità ma anche novità come attestano scelte coraggiose di molte imprenditrici che si sono create uno spazio originale  coltivando e vinificado vitigni locali sconosciuti, rari e in alcuni casi quasi estinti, come Arianna Occhipinti paladina del vino naturale in Sicilia con il suo Cerasuolo di Vittoria, Nicoletta Bocca, figlia dell’indimenticato maestro di giornalismo Giorgio, che produce uno straordinario Dolcetto della Langhe, in Piemonte, Elisabetta Foradori, regina della biodinamica in Italia con il suo   Teroldego,  Paola Lantieri con il suo coraggioso passito dell’Isola di Vulcano,  o Olimpia Roberti, l’avvocato internazionale che ha buttato la toga alle ortiche  convertendosi all’enologia per produrre  un vino Le Bertille che si attesta in tutti i concorsi nazionali e oggi è esportato in tutto il mondo.

Marina De Giorgi parla di Salceta con passione, del bel casale leopoldino restaurato e oggi casa vacanze, del campo, purtroppo troppo spesso frequentato da cinghiali e caprioli, dove a mala pena si salva un po’ di erba medica e dell’oliveta aggrappata sulle pendici del Pratomagno dove moraiolo, leccino e frantoio danno vita a un olio (in conversione biologica), “pizzichino” e con un ampio ventaglio di profumi.  

E poi c’è la vigna, la “principessa”, come Marina ama definirla, perché ha bisogno di molte attenzioni e il primo passo è stata difenderla. “Purtroppo ho dovuto recintarla con un’orribile rete elettrosaldata” – racconta Marina –  “i cinghiali sono veramente troppi, ma non ho rinunciato a bei cespugli di rose in testa ai filari per darle un tocco più aggraziato”. Solo 1 ettaro, condotta rigorosamente con metodo biologico, allevata a guyot e piantata con l’autoctono Sangiovese in massima parte e Merlot e Cabernet Franc.

La decisione di cimentarsi con un proprio vino avviene nel 2015 e “Da Zero” sembra essere il nome giusto per chi deve ripartire dopo gli accadimenti della vita. “All’inizio ho avuto tante insicurezze e ho scontato la diffidenza di chi mi diceva che non ce l’avrei mai fatta, poi piano piano, ho studiato, fatto il corso da sommelier Ais, ascoltato l’esperienza di un amico vignaiolo e ho deciso che avrei avuto il mio vino. Nessuna strategia di marketing, ma l’idea di fare un vino con passione, ben fatto e da bere con gli amici e non da sorseggiare in solitudine, meditando chissà cosa”.
La produzione è limitata in quantità (solo 2000 bottiglie, per ora), ma concentrata sulla qualità e sul rispetto della naturalità del vino, con pochissimi solfiti.

La raccolta delle uve è rigorosamente manuale e vinificazione e affinamento avvengono in vasche di acciaio, poi il vino riposa per un minimo di 8-10 mesi in bottiglia. Fatto con 92% di Sangiovese 4% di Cabernet Franc e 4% di Merlot, Da Zero 2018 presenta un bel colore rubino luminoso, profumo intenso e fruttato con persistenza di frutti rossi e neri, seguito da floreali di viola. In bocca è morbido con la bella freschezza tipica delle uve sangiovese, il tannino è elegante. Da Zero è un vino che esprime il territorio, di ottima bevibilità, da accompagnare a salumi, sughi di carne e formaggi semi stagionati.

A Salceta c’è anche la possibilità di soggiornare nel casale e godere dell’ampio giardino con cespugli di essenze mediterranee, degustando in cantina, in vigna o accanto alla piscina, un ottimo bicchiere di vino.

Il costo (8 euro in cantina) è un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Da Zero Igt Toscana
Salceta di Marina De Giorgi
Via Pian di Chena, 2
52028 Campogialli – Terranuova Bracciolini Arezzo

salcetatuscanyhouse@gmail.com

+393483884746

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