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Da Tesla a Facebook, fuochi d’artificio a Wall Street

Un mega ordine da 100 mila veicoli di Hertz fa volare Tesla (+12,6%), che vale ormai più di mille miliardi di dollari – Facebook si difende dalle nuove accuse a colpi di buyback – In questa settimana a Wall Street le trimestrali di oltre mille società, tra cui tutte le big, e Dow e S&P toccano nuovi massimi – Piazza Affari al top da 13 anni: +20,5% da gennaio

Da Tesla a Facebook, fuochi d’artificio a Wall Street

Altro che Hollywood. Le notti delle stelle quest’anno si celebrano a Wall Street, dove tra ieri sera e venerdì andranno in scena i conti di più di mille società. E l’avvio è stato degno di Broadway: Dow Jones e S&P hanno toccato nuovi massimi, mentre Tesla è salita sopra i mille miliardi di dollari. E Mark Zuckerberg, sotto tiro un po’ovunque, dai giornali al Parlamento britannico, ha difeso Facebook con una performance degna di un grande attore. Lo straordinario stato di salute dei Big della tecnologia Usa è sufficiente a sostenere l’ottimismo un po’ ovunque: i future sull’Eurostoxx anticipano un avvio positivo in Europa. E in Asia, nonostante nuovi problemi per l’immobiliare cinese, prevale il segno più.

SEUL VERSO L’AUMENTO DEI TASSI

Corre la borsa del Giappone: Nikkei +1,6%. Si mette in luce anche il Kospi di Seul (+0,7%), anche se il dato sul Pil della Corea del Sud è stato deludente: la crescita anno su anno è stata del 4%, contro il +4,3% atteso. Nella nota a commento della rilevazione, la Banca centrale ha minimizzato il rallentamento e ha avvertito che il forte rimbalzo previsto nell’ultima parte dell’anno la potrebbe spingere ad alzare i tassi di interesse. Il cross dollaro-won scende stamattina sui minimi dell’ultimo mese, a 1.165.



UN’ALTRA IMMOBILIARE CINESE INSOLVENTE

L’Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,4% e l’indice delle società immobiliari è in calo di quasi il 3% dopo che Modern Land, uno sviluppatore e costruttore specializzato in progetti green a basso impatto ambientale, non ha pagato la cedola di un bond in dollari da 250 milioni. La società con sede a Pechino ha comunicato solo che sta cercando una soluzione con i suoi advisor legali e che a breve dovrebbe reclutare un consulente finanziario. Da inizio anno, i default di società cinesi su obbligazioni in valuta straniera sono pari a 8,7 miliardi di dollari.

Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è sulla parità. Alibaba ha lasciato sul terreno 344 miliardi di dollari di capitalizzazione da quando Jack Ma ha mosso le prime critiche al sistema bancario l’estate scorsa.

TESLA VOLA OLTRE I MILLE MILIARDI

Il future dell’S&P500, in rialzo, indica che Wall Street potrebbe arrivare oggi a un nuovo massimo storico. Anche il Nasdaq è a un passo dal record. Ieri Dow +0,18%, S&P +0,47%, Nasdaq +0,9%.

Straordinaria la performance di Tesla (+12,66%) sull’onda di un mega ordine per 100mila veicoli da parte di Hertz. Morgan Stanley ha alzato a 1.200 da 900 dollari il target.

FACEBOOK SI DIFENDE A SUON DI BUY BACK

I riflettori erano concentrati su Facebook, sotto tiro su tutti i fronti: politico, regolatorio e perfino sul fronte del business, viste le nuove regole di Apple che complicano la profilazione degli utenti del social network.

Zuckerberg ha reagito con grande veemenza denunciando “il complotto”, ma ha affidato la difesa ai numeri. Facebook, che capitalizza 923 miliardi di dollari e potrebbe presto diventare la sesta società sopra il trilione, ha presentato i dati del trimestre. Il titolo è salito nel dopo borsa del 2%, dopo l’annuncio di 50 miliardi di dollari aggiuntivi di investimento per l’acquisto di azioni proprie.

Il terzo trimestre si è chiuso con 29 miliardi di dollari di ricavi (attesa 29,6 miliardi), utile per azione di 3,22 dollari (attesa 3,2 dollari), utenti attivi al giorno pari a 1,93 miliardi (attesa 1,93).

Il Treasury Note a dieci anni è poco mosso a 1,64%. L’euro dollaro si indebolisce a 1,160.

ORO E DOLLARO SUPERSTAR

Nonostante il rafforzamento della valuta Usa, l’oro è tornato ieri sopra quota 1.800 dollari l’oncia, livello che non vedeva da circa quattro settimane.

Stabile il petrolio: Wti sui livelli di ieri a 83,8 dollari il barile.

S&P LANCIA I BTP, L’IFP FRENA I BUND

Btp meglio dei Bund. È l’ultima sorpresa della stagione d’oro della finanza italiana. Nemmeno lo stop alle trattative tra Tesoro e d Unicredit sul desino di Monte Paschi ha compromesso l’effetto del giudizio di Standard & Poor’s, che ha alzato l’outlook a “positivo” da “stabile”, sostenendo che l’impegno del governo sulle riforme a sostegno della crescita spingerà l’economia. Per contro, a ottobre il morale delle imprese tedesche è sceso per il quarto mese consecutivo a causa dei colli di bottiglia provocati sulle catene di approvvigionamento, che continuano a rallentare la produzione industriale della prima economia europea. L’indice sul clima economico a cura dell’Istituto Ifo è sceso a 97,7 punti dai 98,9, rivisti al rialzo, di settembre. La Bundesbank condivide la previsione negativa: l’economia tedesca, secondo la Banca centrale, è destinata a subire una brusca battuta d’arresto negli ultimi tre mesi dell’anno, in cui saranno in crisi il settore produzione per la carenza di forniture e quello dei servizi per la frenata della domanda.

Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata scende a 103 punti base (-2,72%) e il tasso del Btp arretra a +0,92% (da +0,96% di venerdì), mentre quello del Bund resta a -0,11%.

MILANO AL TOP DA 13 ANNI: +20,50% DA GENNAIO

In questo contesto, l’indice FtseMib termina la prima seduta della settimana toccando il livello più alto degli ultimi tredici anni: 26.816 punti, +0,9%.

Da inizio anno, la performance del Ftse Mib si amplia a +20,50%, superata nell’Eurozona solo dal Cac di Parigi (21%), ma doppia rispetto a quella dell’Ibex di Madrid (+10,5%) e meglio di quella del Dax di Francoforte (+13,80%). L’indice Eurostoxx 50 è a +18,0%.

IL BUYBACK SPINGE HSBC

Gli altri listini chiudono alle spalle di Piazza Affari: Francoforte si apprezza dello 0,4%; sono tiepide Amsterdam (+0,01%) e Madrid (+0,15%).

Londra +0,26%. Hsbc guadagna l’1,1%: i timori per i crediti deteriorati dovuti alla pandemia sono stati rimpiazzati da un balzo a sorpresa del 74% negli utili trimestrali della Banca britannica e dall’annuncio del riacquisto di azioni per 2 miliardi di dollari.

MACRON PUNTA SUI ROBOT

Scende Parigi (-0,3%). Il piano di investimento Francia 2030, annunciato nei giorni scorsi dal governo francese, destinerà 800 milioni di euro al settore della robotica, di cui 400 milioni di euro per la fabbricazione di robot integrati all’intelligenza artificiale (AI): è quanto annunciato oggi dal presidente, Emmanuel Macron, in occasione di una visita al gruppo Silene di Saint-Etienne. “Per reindustrializzare la Francia”, ha dichiarato Macron davanti ai dipendenti del gruppo Sileane, “abbiamo bisogno di robotizzare, di digitalizzare la nostra industria e recuperare questo ritardo”.

In grande evidenza i siderurgici: Arcelor Mittal (+4%) è il titolo migliore.

CORRONO GLI UTILI DI UBS

Ubs ha presentato i dati del trimestre. Il risultato netto è stato pari a 2,28 miliardi di dollari, il consensus si aspettava 1,55 miliardi. Il margine d’interesse si è attestato a 1,7 miliardi di dollari. La società finanziaria elvetica ritiene che nell’ultima parte dell’anno l’attività di trading dei clienti sarà meno vivace.

PIOGGIA DI PRIMATI A PIAZZA AFFARI

Al rally della Borsa italiana hanno contribuito diversi record storici: Banca Generali +1,6%, Ferrari +3,9%, FinecoBank +1% ed Exor +6%. L’allungo della holding capofila della scuderia Agnelli ha diverse spiegazioni. Sono riprese, innanzitutto, le trattative con la francese Covea per la cessione di Partner Re, la compagnia di riassicurazione.

Bene anche le società del settore auto: Ferrari avanza del 4,1%, Stellantis +3,94% dopo gli accordi in Usa sulle batterie con Lg e Samsung. Carlos Tavares, riferisce Les Echos, è intenzionato a rivedere i rapporti con i partner bancari, stabilendo relazioni con i vari Paesi e non più per i singoli marchi. Interessato il Crédit Agricole, partner storico di Fca, Bnp Paribas e Banco de Santander. Sale anche Pirelli (+2,3%).

Ottima intonazione per i petroliferi: Eni +1,7%, Saipem +1,7%, Tenaris +2%.

SI SGONFIA BPM, FRENA UNICREDIT

Si sono sgonfiate nel corso della seduta le manovre sul risiko bancario, dopo la rottura tra Unicredit e Tesoro su Mps.

Banco Bpm annulla i guadagni della mattinata innescati dal ritorno delle speculazioni che considerano la banca un possibile target di UniCredit dopo lo stop alle trattative per Mps.

In terreno negativo Unicredit, in calo dell’1,7% nonostante trader e analisti abbiano evidenziato l’atteggiamento di “forza e disciplina” nella gestione del merger mostrata dal numero uno Andrea Orcel nei negoziati per l’istituto senese.

MPS, SCONTATA LA PROROGA

Mps perde il 3% dopo l’iniziale tonfo al nuovo minimo storico di 0,97 euro: l’assenza di una soluzione alternativa a breve apre scenari incerti per la banca, oltre a rendere inevitabile la richiesta alla Commissione Ue di una proroga per la riprivatizzazione. Nelle prossime ore il governo italiano dovrebbe formalizzare la richiesta di più tempo, circa un anno: la Commissione replicherà di rivedere le 10 pagine di “impegni” presi allora, per rafforzarli, considerato che Palazzo Chigi sarà inadempiente sulle misure di riduzione di personale e sportelli Mps: ma la falcidia, fresca, della pandemia fa supporre che l’approccio non sarà troppo drastico.

Tra gli altri titoli del settore bancario al centro delle attenzioni del mercato per possibili sviluppi nel risiko, Bper è piatta e Pop Sondrio sale dello 0,7%, mentre Carige, alla ricerca di un compratore, perde l’1,3% circa.

GENERALI VICINA ALLA META IN CATTOLICA. E DELFIN COMPRA

Generali +0,4%. La Delfin di Leonardo Del Vecchio ha comprato altre 495 mila azioni ed è salita così al 5,55% della compagnia.

Cattolica perde il 2,5%, a 6,79 euro, avvicinandosi al prezzo dell’Opa lanciata da Generali a 6,75 euro per azione, che si chiude venerdì prossimo. La settimana scorsa è arrivata l’importante adesione di Berkshire Hathaway di Warren Buffett.

Negative, infine, le utility: A2a -1,09%, Hera -1,03% ed Enel -0,93%.

AL VIA L’ASSE PIAGGIO/BP

In progresso Piaggio (+0,83%), che ha siglato con BP un Memorandum of Understanding per lo sviluppo di una gamma di servizi in Europa, India e Asia. Sul segmento Italia Growth, in luce Portale Sardegna (+13,54%) dopo una serie di accordi con partner Usa.

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