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Creval affonda e le banche zavorrano Piazza Affari

Listini europei in frenata a metà giornata. L’euro è ai minimi sul dollaro. Continuano gli acquisti sulle obbligazioni governative. A Milano il caso del giorno è il Credito Valtellinese e condiziona l’intero comparto: tra i più bersagliati Banco Bpm, Bper e Ubi. Forte calo anche per Mps. Si salvano Intesa e Unicredit. Mediaset in caduta, in lieve ribasso le utility

Creval affonda e le banche zavorrano Piazza Affari

Il Credito Valtellinese è l’ultimo (per ora) sassolino che inceppa il motore del comparto del credito italiano, già impegnato in una battaglia solitaria per diluire nel tempo l’impatto del non performing loans. A Milano l’indice Ftse Mib (-0,8%) arretra sotto quota 22.800. Fanno meglio, pur in rosso, gli altri mercati: Parigi -0,25%, Francoforte -0,10%, Madrid perde poco meno di mezzo punto percentuale. Negativa, seppur di poco, anche Londra (-0,078%).  

Proseguendo la crescita al passo attuale il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderà solo nel 2021. Lo calcola il Centro studi di Confindustria nel nuovo rapporto sulle imprese e l’innovazione.

L’euro staziona sui minimi da luglio nei confronti del dollaro, poco sotto quota 1,16, appesantito dalla prospettiva di uno slittamento del piano di riforma fiscale di Donald Trump nonché dal calo di popolarità del presidente.

Continuano gli acquisti sulle obbligazioni governative. Il Bund tedesco rende lo 0,33%, mentre il Btp scende a 1,69%, il livello più basso da ottobre 2016. Lo spread è a 136 punti.

Il petrolio Brent è in calo dello 0,2% a 63,6 dollari il barile, in attesa dei dati sulle scorte Usa di oggi pomeriggio. Tra gli Energetici, Eni -0,4%, Tenaris -1% e Saipem -1,3%.

Perde colpi Maire Tecnimont (-6%). Mediobanca ha tagliato stamattina il giudizio a Neutral. Il target price è 4,85 euro. Ieri la società dell’impiantistica ha diffuso i dati dei primi nove mesi del 2017 in crescita. Mediobanca ha tagliato il giudizio a Neutral da Outperform, il target price è fissato a 4,85 euro.

Il caso del giorno riguarda il Credito Valtellinese: -30,99%, a 0,79 euro. L’istituto ha approvato ieri un piano industriale fissando target di copertura per le diverse categorie di crediti deteriorati. L’operazione prevede un aumento di capitale fino a 700 milioni (la banca capitalizza oggi 280 milioni) con l‘obiettivo della copertura delle sofferenze al 74,2% a fine 2018.

Il mercato si interroga su quali sforzi le altre banche debbano fare per raggiungere gli stessi target, considerati come benchmark. Tra i più bersagliati Banco Bpm (-6% su forti volumi), Bper Banca (-4,5%) e Ubi (-2,9%). In forte calo anche Banca Monte dei Paschi (-3,6%), che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 242 milioni, un risultato positivo reso possibile da oltre mezzo miliardo di euro raccolti con il burden sharing, cioè la condivisione dei costi di salvataggio ricaduta su azionisti e obbligazionisti non privilegiati. 

Si salva Intesa (- 0,9%), che ieri ha battuto le attese sulla trimestrale. Unicredit -0,6%. Secondo La Stampa, Fabrizio Saccomanni dovrebbe essere il sostituto di Giuseppe Vita alla presidenza della banca. L’ex direttore generale di Banca d’Italia potrebbe essere già cooptato in consiglio nella riunione odierna, al posto di Fabrizio Palenzona. 

A Parigi il Crédit Agricole, che ha annunciato l’acquisto di Banca Leonardo, cede il 4,1%. La grande banca francese ha comunicato stamattina di aver chiuso il terzo trimestre del 2017 con un utile netto pari a 1,07 miliardi, in calo del 42,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, però influenzato da plusvalenze straordinarie.

Fuori dal comparto bancario spicca la discesa di Mediaset (-3,15%) sulle deludenti prospettive per la pubblicità nel quarto trimestre. Pesa anche lo stallo sul contenzioso con Vivendi dopo la mancata acquisizione di Mediaset Premium da parte del colosso francese. Stamattina Mediobanca è intervenuta sul titolo alzando il target price a 3,76 euro da 3,61 euro. Giudizio Outperform confermato.

Debole anche Telecom Italia (-0,5%) dopo che la controllata Tim Brasil ha comunicato stanotte dati del trimestre superiori alle attese.

Nel resto del listino, rimbalza nel lusso Tod’s (+0,2%). In rosso Luxottica (-0,4%), Ferragamo (-0,2%), Yoox Net à Porter (-1,2%) e Moncler (-1,3%). In lieve ribasso le Utility: Snam -0,6%, Terna -0,4%, Enel -0,4%. Nuove perdite per Prysmian: -1,55% a 28,62 euro. Stamattina sul titolo sono intervenuti due broker importanti. Credit Suisse e Morgan Stanley hanno alzato entrambi il target price a 30 euro da 29 euro.

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