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Convegno Aidea: l’Italia che non cresce è colpa anche dei manager?

Tra i temi del convegno annuale di Aidea, la prestigiosa Accademia Italiana di Economia Aziendale che il 4 e il 5 ottobre ha riunito nel Campus di Fisciano dell’Università di Salerno 800 economisti di tutti gli atenei italiani, il caso Italia analizzato attraverso l’evoluzione del management è stato al centro del dibattito.

Convegno Aidea: l’Italia che non cresce è colpa anche dei manager?

Per i risultati di un’impresa italiana sul mercato il management conta ancora molto. Ma per avere un ruolo nel rilancio dell’economia i manager italiani devono arricchirsi di nuove capacità di leadership al di là delle tradizionali responsabilità di organizzazione e gestione delle aziende. Tra i temi del convegno annuale di AIDEA, la prestigiosa Accademia Italiana di Economia Aziendale che il 4 e il 5 ottobre ha riunito nel Campus di Fisciano dell’Università di Salerno 800 economisti di tutti gli atenei italiani, il caso Italia analizzato attraverso l’evoluzione del management è al centro del dibattito. L’evento si intitola: Management senza confini. Gli studi di management: tradizione e paradigmi emergenti. Dall’eccellenza della ricerca nel campo dell’economia aziendale, concentrata nei lavori inediti presentati al convegno AIDEA, sono venute le indicazioni sulle tendenze emergenti e molte risposte agli interrogativi sull’attuale figura del top manager.

IN OTTO ANNI 250 CAMBI DI AMMINISTRATORE DELEGATO SU 200 IMPRESE



I manager hanno grandi responsabilità nel successo (o insuccesso) delle imprese e sono i primi a rischiare se le cose vanno male. Da un’altra ricerca presentata al convegno AIDEA emerge che l’esposizione al rischio da parte dei capi è più elevato quando l’impresa è quotata. L’analisi, effettuata su di un campione di circa 200 imprese non finanziarie quotate alla Borsa Italiana, segnala infatti che il  tasso di sostituzione del top management appare più alto nelle imprese quotate rispetto ad un campione di imprese non quotate. Nel periodo preso in esame dalla ricerca (2000-2008) si sono rilevati circa 250 cambi di amministratore delegato. La quotazione accelera il tasso di ricambio perchè esiste una maggiore pressione sulla performance. La ricerca mette in evidenza infatti che la sostituzione dei manager   è  correlata agli (insoddisfacenti) risultati conseguiti negli due anni precedenti alla sostituzione.

CHI FINANZIA LE IMPRESE DOVREBBE ESAMINARE ANCHE I MANAGER

Il management è importante nella valutazione del rischio associato all’attività imprenditoriale. Secondo una ricerca condotta da alcuni studiosi di AIDEA su un campione di oltre 700 imprese del Nord, Centro e Sud (48% settore manifatturiero, il resto commercio e servizi), l’introduzione di variabili connesse alle caratteristiche del management, quali esperienze, capacità, formazione, migliora  la capacità di previsione dei modelli che misurano le probabilità di crisi dell’impresa rispetto all’uso delle sole variabili economico-finanziarie. In particolare questa capacità di previsione migliora del 10% circa proprio tenendo conto delle caratteristiche dei manager delle imprese. Un risultato importante che dovrebbe spingere anche i finanziatori del sistema produttivo ad esaminare con cura non solo i bilanci ma anche coloro che guidano le imprese.

RAPPORTI SEMPRE PIU’ DIFFICILI TRA MANAGER E CDA

Le relazioni tra manager e Consigli, secondo un’altra ricerca discussa a Fisciano, non sono affatto semplici. Dall’indagine, condotta tramite questionari ed interviste dirette a un campione iniziale di circa 300 consiglieri indipendenti, risulta infatti che i consigli di amministrazione hanno difficoltà ad adottare comportamenti in linea con approcci razionali, dedicano poco tempo alla propria formazione e svolgono un ruolo attivo decisamente limitato nel monitoraggio dell’operato del management, con pericoli di   distorsioni nei percorsi che portano alle scelte aziendali.

“Oggi ai top manager – spiega Alessandro Carretta, presidente di AIDEA e docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Roma Tor Vergata – non si richiedono più soltanto capacità di pianificazione strategica, di budget, di definizione della struttura economica e finanziaria dell’azienda, di gestione delle risorse umane e di controllo della filiera acquisti-produzione-marketing. Devono saper gestire i rapporti con gli stakeholder, con gli azionisti, con il Consiglio di amministrazione. Tocca a loro affrontare le crisi, così come è diventata una loro missione valorizzare il capitale sociale e intellettuale dell’azienda. In altre parole: il top management deve saper catalizzare e gestire le sempre più importanti interazioni tra l’azienda e l’ambiente esterno”. “Soltanto così – sostiene Carretta – possiamo immaginare un loro contributo positivo al rilancio della nostra economia”.

IL CONVEGNO

Il 4 ottobre, presso l’Aula Magna del Campus di Fisciano dell’Università di Salerno, dopo gli interventi inaugurali di Alessandro Carretta, Presidente AIDEA e Raimondo Pasquino, Rettore dell’Università di Salerno, ha aperto il XXXV convegno di AIDEA Maurizio Zollo, Presidente dell’EURAM, con la sessione plenaria sul Management senza confini. A seguito un dibattito sul tema Le imprese italiane tra innovazioni tecnologiche-organizzative e concorrenza internazionale, che ha coinvolto Alfonso Gambardella, Editor in Chief della European Management Review, Giovanni Zanetti dell’Università degli Studi di Torino, Michele Tiraboschi dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Vincenzo Boccia, Vice Presidente Confindustria e Presidente Piccola Impresa Confindustria, e Carlo Palmieri, Vice Presidente della Pianoforte Holding. Gli speaker hanno delineato le cause alla base della mediocre performance imprenditoriale delle aziende italiane, identificando nell’innovazione strategica, organizzativa e operativa una risposta imprescindibile di fronte alla crisi che attraversano le imprese, le organizzazioni pubbliche e gli enti del terzo settore.

Il 5 ottobre, la tavola rotonda del Journal of Management and Governance, viene coordinata da Roberto di Pietra e Antonella Zucchella, e apre la seconda giornata del Convegno, inquadrando il management oltre i confini a partire da una prospettiva di globalizzazione. Intervengono Peter Buckley dell’Università di Leeds, Roger Strange della Sussex University e Sabine Urban dell’Università di Strasburgo, relatori di fama internazionale, che hanno ulteriormente elevato il livello dell’evento in un’ottica di internazionalizzazione.

Il convegno si conclude con l’intervento di Jens Dahlgaard, Editor in Chief della Rivista Total Quality Management and Business Excellence, nonché Full Professor della Linkoping University. Dahlgaard coniuga il tema del management senza confini in una cornice di massimizzazione della qualità ed eccellenza gestionale; il suo intervento sollecita ulteriori riflessioni sui principali nodi problematici emersi dai dibattiti accademici.

CHI E’ AIDEA

AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale) è la prestigiosa Accademia costituita agli inizi del 1800 a Bologna, dove ha tuttora la propria sede. Il suo obiettivo principale è di contribuire al progresso e allo sviluppo del Paese attraverso la diffusione della conoscenza delle discipline economico-aziendali.

AIDEA è un importante network di oltre 800 soci (gli Accademici) costituito principalmente da: professori universitari di economia aziendale, economia e gestione delle imprese, finanza aziendale, organizzazione ed economia degli intermediari finanziari, operanti presso la quasi totalità degli Atenei italiani. Svolge un’intensa attività di sostegno alla ricerca e alla formazione rivolta ai giovani ricercatori, attraverso le attività annuali della Scuola nazionale della Didattica e della Scuola nazionale della Ricerca. A livello internazionale l’Accademia ha rapporto con Istituzioni estere operanti nella stessa area d’interesse e promuove il Journal of Management and Governance, autorevole rivista del gruppo editoriale Springer.

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